venerdì 7 marzo 2008
di Cristina Lavinio
In questo periodo gli utenti del server dell'Università di Cagliari sono coinvolti, ma timidamente o a singhiozzo, in mini-dibattiti su problemi abbastanza seri come, per esempio, la tutela di Tuvixeddu o le carriere dei docenti e il precariato. Il dibattito è timido perché, dopo le prime battute, c'è sempre chi protesta sostenendo di non voler essere disturbato da email collettive, sospette di essere spam, pubblicitarie o - peggio - “politiche”, che dunque non gli interessano (con buona pace di chi pensi che tutti i docenti universitari siano/debbano essere i rappresentanti più autorevoli dell'impegno intellettuale e della consapevolezza civile).
E c'è chi propone, in nome di una migliore nétiquette, l'adozione di regole macchinose o l'organizzazione di forum tematici in cui incanalare i messaggi di chi voglia discutere con i colleghi. Mentre la maggioranza tace e legge, abbastanza interessata e anche, spesso, divertita.
In questo quadro di comunicazioni collettive, siamo comunque più di quanti non si pensi coloro che ritengono siano da evitare cavillose restrizioni e regolamentazioni nel sistema di posta elettronica: devono avere un tranquillo diritto di cittadinanza sulla posta indirizzata agli utenti di “unica.it” tutte le informazioni, anche quelle apparentemente più di parte, relative a dibattiti, iniziative politico-culturali e/o scientifiche, oltre che a questioni amministrative che coinvolgano personale docente e non docente. Se c'è chi non è interessato, basta del resto un clic per cancellarle: solo qualche clic in più rispetto ai tanti messaggi veramente di spam, oltre che collegati a siti sospetti, portatori di virus e altro, che inondano quotidianamente le nostre caselle di posta.
Eppure, qualche giorno fa mi sono trovata a qualificare ironicamente come spam il messaggio di un funzionario che pubblicizzava un convegno sulla Università del futuro e sui metodi per gestire il cambiamento, previsto per maggio in un albergo della Marina di Orosei. Prezzo di iscrizione: 380 euro, non comprensivi delle spese di vitto e alloggio, ma solo del kit del convegno, di tre coffee break e di una cena sociale. La modica cifra di 380 euro può poi diventare di 430 euro per chi si iscriva successivamente alla data indicata. Organizzato da “Sardinia2008”, che sembra tanto una associazione appositamente costituita (ma con indirizzo presso la Facoltà di Scienze della formazione), il convegno si rivolge a personale amministrativo (delle segreterie di Dipartimento, biblioteche ecc.) e prevede come relatori una decina di docenti e funzionari, quasi tutti dell'Università di Cagliari.
Viene da chiedersi: c'è proprio bisogno di pensare a un convegno in una località balneare per discutere (e aggiornarsi) su questioni rispetto alle quali c'è, per tutti coloro che nell'Università lavorano, il diritto-dovere di essere informati e aggiornarsi? Non sarebbe meglio pensare a iniziative facilmente accessibili a tutti gli interessati, compresi anche gli studenti? Perché chi lavora a Cagliari dovrebbe spendere almeno mille euro (calcolando anche le spese alberghiere, da sommare a quelle di iscrizione) per sentire relazioni di docenti che lavorano nella sua stessa sede universitaria?
Certo, qualcuno potrà partecipare a tale interessante convegno facendosi rimborsare la missione e l'aggiornamento dalla struttura di appartenenza: spenderà soldi dell'Università per sentire quanto potrebbe sentire in sede, e gratis. Non dimentichiamo che siamo in tempi in cui, nell'Università di Cagliari, aspettiamo ancora, per finanziare le nostre ricerche del 2007, cioé dell'anno già trascorso, la somma astronomica di circa 500 euro a testa sui fondi “ex-60%”.
Che tristezza, dunque, lasciare spazio a questi che sembrano sprechi inutili, anche se fatti sotto l'egida (e il logo) del nostro Ateneo, che campeggia sul sito “Sardinia2008”… O è un modo come un altro per consentire che chi ha costituito tale associazione si autofinanzi, sperando che personale proveniente da tutta Italia - e magari anche dall'estero - trovi allettante venire a discutere di questioni universitarie nella notoriamente splendida Marina di Orosei? Ne risulterà meritoriamente incrementato, in fondo, anche il turismo; e saranno drenate risorse per le agenzie turistiche e gli alberghi con cui la scheda di presentazione del convegno risulta linkata…
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