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giovedì 28 febbraio 2008

Interventi.

G8 a La Maddalena, un alibi immobiliare?
Nel nome del vertice mondiale
nessuna deroga alle norme paesaggistiche

di Stefano Deliperi *

Mattoni, cemento, grandi firme. Dopo che l'U.S. Navy ha ammainato la stars and stripes, sono iniziate le grandi manovre immobiliari sull'Arcipelago della Maddalena. Parco nazionale, tutela paesaggistica, sito di importanza comunitaria, ma sembra che le normative di salvaguardia ambientale di un arcipelago unico al mondo possano essere interpretate un po' disinvoltamente in nome dell'appuntamento con il G8 previsto nel 2009.

Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla U.S. Navy, ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Ribadiamo ancora che vi sono numerose strutture che possono essere ristrutturate senza riversare su ambienti delicatissimi nemmeno un metro cubo di cemento in più. Basta volerlo. Né i grandi nomi dell'architettura né il ricorso alla bioedilizia possono far dimenticare che cemento e mattoni sono tutti uguali. E le disposizioni del piano paesaggistico regionale non possono esser derogate.

Anche l'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3629 del 20 novembre 2007 che ha nominato quale commissario delegato Guido Bertolaso ed ha dettato disposizioni straordinarie per lo svolgimento del “grande evento” relativo alla Presidenza italiana del G8 prevede soltanto la possibilità di “variante alle previsioni dei vigenti strumenti urbanistici e, ove occorra, approvazione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi previsti” (art. 1, comma 3º).

Fra le disposizioni alle quali “ove ritenuto indispensabile” il commissario delegato è autorizzato a derogare, “nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, delle direttive comunitarie”, non c'è il decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, la fonte fondamentale della pianificazione paesaggistica (articolo 135 e seguenti), in attuazione degli obblighi di cui all'art. 9 della Costituzione.

Quindi niente deroghe alla pianificazione paesaggistica né alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale. E dal canto nostro faremo tutto il possibile per tener fermi questi principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico ed irripetibile.

* Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra


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