sabato 29 dicembre 2007
Cambio della guardia alla direzione dei quotidiani E-Polis: via i fratelli Cipriani (Antonio e Gianni) arriva Enzo Cirillo, ex inviato speciale di Repubblica, esperto giornalista economico, negli ultimi anni portavoce del ministro berlusconiano alle infrastrutture, Pietro Lunardi, dopo aver collaborato politicamente e professionalmente con l'ex ministro di An Gianni Alemanno. Si insedierà dopodomani alla direzione della catena di 15 giornali fondata da Nichi Grauso. Acquisita, dopo la drammatica crisi dell'estate e la chiusura temporanea, dal finanziere trentino Alberto Rigotti: con una cordata di imprenditori del Nord Est e la presenza determinante di Marcello Dell'Utri, già braccio destro di Silvio Berlusconi, che è nel cda e anche responsabile della società pubblicitaria del gruppo.
Antonio Cipriani e il fratello Gianni, direttore e condirettore scelti a suo tempo da Grauso, lasciano il timone del gruppo. Il secondo ha pubblicato un irrituale saluto di congedo, al posto del fratello-direttore, nel quale ringrazia tutti dimenticando curiosamente il padre fondatore di E-Polis, Nichi Grauso. Dal 1º gennaio il direttore sarà Enzo Cirillo, romano, 60 anni, per 26 prima redattore poi inviato del settore economia di Repubblica. Aveva lasciato il quotidiano fondato da Scalfari due anni fa, ma in precedenza era in aspettativa avendo assunto il ruolo di portavoce del ministro Lunardi.
Professionista e personaggio di gradevole tratto umano, Cirillo è stato interpellato per garantire la guida del gruppo nella delicata fase di transizione anche giornalistica, dopo il passaggio di proprietà. «Ho accettato di assumere la direzione in una fase particolare, per dare fiducia e forza a una redazione che stimo per il lavoro svolto e per quanto potrà e saprà fare al servizio di un'iniziativa editoriale destinata a crescere, affermarsi in tutta Italia e svolgere un ruolo in linea con le ambizioni della proprietà. Non posso aggiungere altro - spiega Cirillo - perché prima dovrò valutare serenamente e con prudenza la situazione: con un confronto a tutto campo con i colleghi. Lo inizierò subito. Garantirò al mio meglio questa fase, poi si vedrà d'intesa, con la proprietà».
Comunque si apre una nuova stagione, tutta in itinere, per la redazione del gruppo, dopo passaggi tormentati e anche traumatici, con molti problemi umani e professionali ancora da risolvere. Rigotti ha siglato importanti accordi ritenuti soddisfacenti, per quanto possibile, con la Federazione nazionale della stampa. Ma restano aperte questioni delicate e dolenti. A cominciare dai crediti vantati da tanti collaboratori esterni che per mesi avevano anticipato anche le spese e in molti casi non hanno visto un centesimo. La nuova direzione, esaurita da tempo la spinta dei Cipriani (per i quali si parla di un giornale free-press voluto da Legacoop, auspice - si dice - Valter Veltroni), dovrà riorganizzare il lavoro redazionale, garantito negli ultimi mesi da Alessandro Ledda e Daniela Amenta, veri motori dei giornali. Dovrà anche ricostruire il clima interno, inevitabilmente deteriorato.
L'arrivo di Enzo Cirillo chiude anche con ipotesi da far tremare le vene e i polsi. Era stata adombrata, anzi presa proprio in considerazione, la candidatura di Antonangelo Liori, ex direttore dell'Unione Sarda con Grauso e poi protagonista come imputato soprattutto nelle aule giudiziarie in processi per reati comuni e a mezzo stampa. Pare che a sostenerne la nomination fosse Marcello Dell'Utri. Al quale aveva inviato in anni passati lettere di solidarietà (frequenti, verso personaggi importanti coinvolti in inchieste e processi, questi approcci mirati da parte di Liori: per affinità giudiziarie e non solo, come accadde con Grauso in gioventù) nel bel mezzo dei guai processuali del fondatore di Publitalia.
È possibile, anzi probabile, che la recente richiesta di sette anni di carcere per Liori - formulata dal pm nel processo per la ricettazione e l'incasso di assegni di pensionati, rapinati dopo un assalto a un furgone postale - con sentenza attesa a brevissima scadenza, abbia raffreddato lo slancio di Dell'Utri. Magari dopo una verifica più approfondita sui precedenti penali e professionali di Liori, attualmente direttore editoriale della rivista “A bordo”, della Tirrenia. Un incarico ottenuto negli anni polisti assieme al direttore Gianfranco Pintore, altro personaggio ben noto e chiacchierato.
Almeno per ora, l'ingombro di Liori in un gruppo già sconquassato, anche per la contiguità di almeno uno dei Cipriani col Sismi di Niccolò Pollari, estimatori del celebre Renato Farina, sembra scongiurato. Sempre che il peggio non debba arrivare, come spesso accade. A Enzo Cirillo il delicato compito di difendere la credibilità incrinata di E-Polis.
(gm)
© 2007 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari