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venerdì 12 ottobre 2007

Io, tedesco e sardo da 43 anni, dico a tutti:
amiamo l'Isola per la gente e la cultura
Non confondete certe persone col mio popolo

di Helmar Schenk

Helmar Schenk è uno studioso di fama internazionale e da oltre 40 anni si è dedicato allo studio dell'avifauna e della ambiente sardi, con incessanti escursioni negli angoli più segreti dell'isola. È stato segretario regionale della Lipu, ha vinto numerosi premi e pubblicato molti libri, illustrati con straordinarie foto scattate nelle sue osservazioni. È sposato con una sarda e i suoi figli sono tutti nati a Cagliari.

Sono tedesco e ho trascorso più della metà della mia vita in Sardegna, vi ho messo radici e ho sposato una sarda. Posso dire di conoscere questa bellissima isola non solo da un punto di vista naturalistico, ma anche da quello culturale e più strettamente umano. Ciò che maggiormente mi ha colpito nell'Isola, quando arrivai per la prima volta nel lontano 1964, è stato il ruolo determinante della famiglia nella società agro-pastorale e la posizione rilevante della donna, soprattutto nelle zone interne, che governava le vicende familiari, mentre il marito lontano da casa accudiva il bestiame.

La notizia riportata dalla stampa di una condanna a sei anni ad un sardo per violenza carnale nei confronti della sua ex fidanzata mi ha lasciato senza parole, non per la condanna in sè, in quanto tale reato è da condannare in qualsiasi parte del mondo, ma per lo sconto di pena di quasi due anni, tenendo conto, tra le altre attenuanti, delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato, un sardo.

Se i fatti riportati dai mezzi di comunicazione sono esatti, la motivazione dello sconto di pena ha del fantascientifico e denota una “non conoscenza” della società sarda, inaccettabile in un uomo di cultura in generale e in un giudice ancora meno.

Le fonti di informazione sulla Sardegna e sui sardi disponibili anche in Germania sono oggi numerosissime, ma forse meglio ancora sarebbe un invito al giudice tedesco di passare le sue prossime vacanze in Sardegna e toccare con mano come è fatta la società sarda, ripartirebbe certamente con un'immagine ben diversa da quella citata nella sua sentenza.

Per l'offesa ricevuta, ai sardi sono dovute delle scuse da parte dell'uomo che ha sbagliato, ma non cadiamo nell'errore di condannare tutto il popolo tedesco.


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