venerdì 10 agosto 2007
di Giorgio Melis
Carlo De Benedetti in Tiscali? È incerto ma possibile, forse probabile. Se i rumors di Borsa si concretizzassero, allora si potrebbe dire che era un incontro annunciato, un'alleanza da tempo segnata. C'è un feeling di lungo periodo, alternato a momenti di tensione per altri fattori, tra l'Ingegnere e quello che era Mister Tiscali, adesso presidente della Regione.
De Benedetti, come molti altri imprenditori e finanzieri, era stato preso in contropiede dalla non resistibile ascesa anche internazionale di Renato Soru e della sua impresa. La quotazione in Borsa, che aveva portato Tiscali a valere sul mercato azionario oltre trentamila miliardi (lire), assai più dell'allora depressa Fiat, aveva sbalordito tutti. Indignato qualcuno (Giorgio Bocca non si capacitava di un simile evento, sconvolgeva la sua cultura industriale) e reso Soru un personaggio mitico, in Italia e all'estero. Il protagonista di una lunga stagione. Fino al parziale tramonto, quando anche il boom rientrò nella normalità e le quotazione di Tiscali subirono una picchiata pesantissima, che ne ha portato le azioni a livelli minimi.
Era il tempo dello scalpore perché perfino il barbiere di Gianni Agnelli comprava azioni Tiscali anziché Fiat. Nella fase precedente alla quotazione e in quella dell'impennata sui mercati, lo schivo Soru fu al centro di attenzioni anche umane: per capire quale fosse il mistero del “fenomeno” che aveva sbancato la Borsa. E lì nacque una fitta rete di rapporti con molti grandi imprenditori e banchieri. Soru, che l'ha sempre esibita poco o niente ma alla quale fa riferimento, non ha mai cessato di coltivarla. Ora che è in politica, la sua notorietà si è rilanciata per un altro verso: senza che quella precedente fosse oscurata.
Renato Soru è entrato nella cerchia dei rapporti forti di De Benedetti da molti anni ed ha sempre mantenuto un rapporto privilegiato con l'Ingegnere. Che ne incoraggiò la scalata, lo salutò come un nuovo protagonista dell'imprenditoria, scambiando con lui dialogo e partecipazioni aziendali: come forse sta di nuovo per avvenire. Su questo c'è però la riservatezza del grande business: non si fa guardare in tasca finché è possibile.
Eppure c'è stato un momento che poteva incrinare e rovinare i rapporti tra i due. Per via di una sortita pesante del figlio dell'Ingegnere, Marco De Benedetti, allora in posizione forte in Telecom. Apostrofò Soru in termini aggressivi, rozzi e quasi razzisti. Era alle porte la gara per i telefonini di terza generazione e l'imprenditore sardo dichiarò che i competitori ex monopolisti che detenevano il controllo della rete avrebbero dovuto essere penalizzati rispetto agli altri concorrenti, che partivano svantaggiati. Occorreva imporre una partenza alla pari, o almeno non troppo sbilanciata. Al che il De Benedetti jr., molto greve, replicò che «solo a un sardo che veniva da una caverna (quella assunta a simbolo di Tiscali, ndr) potevano venire in testa idee regressive e fuori della modernità capitalistica».
Insomma, Soru trattato sprezzantemente: da cavernicolo del capitalismo, con una sottolineatura negativa arrogante sulla sua sardità. Mister Tiscali, che allora le imbroccava tutte, aveva perfettamente ragione. Si schierarono con lui tutti i nemici dei monopoli devastanti e del capitalismo familistico: la richiesta di pari condizioni di partenza era ed è l'abc dell'economia di mercato avanzata: tranne che in Italia. La pessima battuta fece il giro dei giornali del mondo e Marco De Benedetti non ne fu per niente gratificato. Soru, benché furente con la sua collera fredda ma esplosiva, reagì con molto aplomb, senza proporsi come vittima del rifiuto alla concorrenza di un veterocapitalismo pure vagamente razzista: non il massimo per il rampollo di una delle famiglie ebree più importanti e famose d'Italia, in grandi rapporti con la comunità degli Stati Uniti.
A placare subito Soru fu una telefonata di scuse da parte dell'Ingegnere, che sconfessò con forza le parole del figlio. Carlo De Benedetti, impetuoso e aggressivo, non le condivideva davvero e le disdegnò non solo per riparazione diplomatica. Tant'è che agli inizi degli anni duemila, la sua Cir (la cassaforte del gruppo) entrò con il 15 per cento - la quota maggiore, a parte Soru - nel consorzio Andala. Costituito da Soru per l'asta sui telefonini di ultima generazione. Insomma tra l'Ingegnere e Soru c'era grande sintonia e l'incidente col figlio non scalfì minimamente il forte e lungo legame. De Benedetti ha salutato forse con diffidenza mista a iniziale ostilità l'entrata in politica di Soru. C'era anche la spina della concorrenza sugli appalti informatici regionali tra Tiscali e Kataweb (ora Key-solutions), società del gruppo Espresso-La Repubblica. Andata malissimo, con perdite sanguinose.
Ma anche questo passaggio difficile è stato poi superato quando Soru è diventato presidente della Regione. L'Ingegnere lo ha incontrato molte volte, più d'una nella sua villa di Porto Raphael. I rapporti si sono rifatti distesi e amichevoli. E il gruppo editoriale ha sempre mostrato grande considerazione per il nuovo strano politico (com'era stato in passato per il decollo di Tiscali), che faceva scelte “rivoluzionarie” nella tutela dell'ambiente. Oltretutto inviso a Berlusconi, dunque automaticamente sostenuto dai giornali di De Benedetti. Infatti La Nuova Sardegna ha avuto e mantiene un occhio, talvolta due, di riguardo per Soru, chiudendone talvolta uno o entrambi sulle sue scivolate.
Ora potrebbe aprirsi una fase nuova, anche se nominalmente Soru è fuori dalla gestione di Tiscali e ne resta solo il maggior azionista. Non semplice sintonia e simpatia politica. Perché l'Ingegnere sta allargandosi in Sardegna oltre la sfera editoriale. Vi sta ultimando (con gara vinta sotto Berlusconi) due centrali fotovoltaiche da un megawatt a Villacidro e Carbonia. Ne è socio di minoranza, al dieci per cento, l'ingegner Aurelio Guccione, un siciliano di grande rigore e professionalità, per decenni braccio destro del grande Angelo Moratti, padrone della Saras, poi entrato in collisione con i figli Gian Marco e Massimo fino all'uscita dal gruppo.
Quale potrebbe essere la possibile attrazione per Tiscali da parte di De Benedetti? Si parla del business del futuro alle porte: la televisione via Internet, con l'azienda di Sa Illetta in pole position essendo un internet-provider con una solida base in Italia e almeno un piede in Europa, nonostante le cessioni degli ultimi anni. Sarà alleanza su questo versante, con possibile rafforzamento di Tiscali alle prese con un robusto aumento di capitale e nuove strategie espansive? È possibile ma bisogna stare a guardare oltre i rumors di Borsa. Di sicuro il feeling tra Soru e De Benedetti non è mai stato tanto forte. Il sardo venuto dalla caverna ha potenziato da politico il suo precedente appeal agli occhi di grandi imprenditori. Escluso Berlusconi.
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