giovedì 2 agosto 2007
Il Consiglio regionale afferra le forbicine e inizia la potatura delle fronde troppo cresciute nell'albero dei costi della politica. Nessuna iniziativa epocale, per carità: non c'è San Francesco che si spoglia di ogni bene in piazza. Ma l'assemblea, dopo le prime tentennanti decisioni del Parlamento nazionale, muove un piccolo passo verso il ridimensionamento del peso economico di privilegi e benefit dei “rappresentanti del popolo sardo” (così amano definirsi).
L'ufficio di presidenza del Consiglio e il collegio dei questori hanno messo nero su bianco le idee che già erano state discusse nelle scorse settimane. Inoltre, nel breve volgere di pochi giorni dovrebbe essere finalmente disponibile sul sito del parlamentino di via Roma anche la busta paga tipica dei consiglieri, atto di glasnost già intrapreso in solitaria benemerenza dal consigliere regionale della Margherita Francesco Sanna. La trasparenza sarà favorita anche dalla maggiore pubblicità che sarà garantita, sempre sul web, agli atti di ufficio di presidenza e degli altri organi che amministrano la complessa macchina del Consiglio.
Il primo pacchetto di interventi tocca soprattutto vitalizi e biglietti aerei. Innanzi tutto cambia il regolamento sulle “pensioni”. Fino a oggi coniuge o figli potevano ottenere, alla morte del consigliere, la reversibilità degli assegni. Con i casi non infrequenti che qualche trentenne benestante presentasse istanza per ricevere i soldini maturati dal padre. Le cose cambiano: la reversibilità sarà possibile solo per il coniuge (non separato) e per i figli che siano completamente inabili al lavoro e abbiano un reddito inferiore ai 20mila euro annui.
Dal prossimo 1º settembre, poi, aumenterà la trattenuta mensile dalle buste-paga destinata proprio al vitalizio: dall'8% dell'indennità, pari a 1.006,5 euro, si passa al 15%, cioè poco meno di 1.890 euro. La nuova percentuale porta la Sardegna in linea con le altre regioni italiane, dove le trattenute toccano anche il 20%, come in Piemonte. A proposito di premature scomparse, sparisce il rimborso per le spese funerarie, quantificabile in 4mila euro: un privilegio anacronistico sulla stessa linea di quello che un paio di mesi fa aveva portato la Regione Veneto sulle prime pagine dei quotidiani.
Dal 1º gennaio 2008, se i consiglieri (o gli ex) vorranno viaggiare in aereo o portare a spasso la famiglia, dovranno aprire il portafoglio. Non ci saranno più dodici biglietti aerei per le tratte nazionali e europee, oltre tutto girabili ai diretti congiunti, a spese della collettività. Infine, anche le assenze in aula costeranno più care agli onorevoli: se finora bastava garantire la presenza ad almeno una votazione per seduta, d'ora in poi i consiglieri dovranno partecipare ad almeno il 50% delle chiamate al voto, pena la detrazione di 150 euro dall'indennità.
Ai tagli decisi dall'ufficio presieduto da Giacomo Spissu si aggiungono le deliberazioni del collegio dei questori. Il Consiglio ogni anno risparmierà 77mila euro grazie all'abolizione delle spese per giornali e riviste, le cui mazzette riempiono, spesso intonse, gli uffici di tanti consiglieri. Nelle prossime settimane, così dice Pietro Pittalis, questore dell'Udeur, sarà affrontata anche la questione dei contratti per beni e servizi che finora sono sfuggiti a qualsiasi gara a evidenza pubblica: solo per far un esempio, i servizi di pulizia e di sicurezza del palazzo costano circa 800mila euro e 1,3 milioni di euro rispettivamente, e i contratti sono rinnovati annualmente a trattativa privata fin dagli anni '80. «È un sistema illegittimo e illegale, di cui ci occuperemo per avere un risparmio nella corretta e trasparente gestione dei servizi, ovviamente salvaguardando i posti di lavoro», spiega Pittalis.
(mf)
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