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mercoledì 1º agosto 2007

La famiglia è lontana, la carne è debole
Se serve ad evitare le tentazioni
si può negare l'aumento all'onorevole?

di Andrea Pusceddu

Una delle prime preoccupazioni della politica di matrice cattolica, e quindi anche dell'Unione di Centro, è sempre stata quella della famiglia, nucleo indissolubile della società occidentale.

Da un paio di giorni a questa parte, detta preoccupazione è di certo aumentata per l'onorevole Cosimo Mele, che in diverse interviste si è detto seriamente preoccupato soprattutto della effettiva indissolubilità della sua, di famiglia.

Il deputato pugliese UdC - che sino ad ora era uno dei tanti carneadi della Camera - è infatti salito alla ribalta per una avventuretta a base di cocaina ed entraîneuse d'alto bordo. Il fatto che l'overdose della signorina sia stata presa in tempo dai medici evita per fortuna che la cronaca debba virare dal rosa pepato al nero penale. Lasciamo quindi la cocaina fuori dai commenti, anche perchè ci sono versioni discordanti su chi l'abbia portata. Parliamo allora della vicenda dell'onorevole e della squillo: ci sono momenti in cui la storia patria sembra scritta dai fratelli Vanzina.

Vicende come questa fanno di certo sorridere ma andrebbero poi immediatamente mandate al macero della memoria. Da un lato possiamo continuare ad illuderci che la politica debba essere altra ed alta cosa, e dall'altro offrire ai nostri amministratori quel rispetto della privacy di cui pare siano gelosissimi quando ci sono di mezzo intercettazioni e PM, ed un po' meno quando posano in spiaggia per la copertina di Gente.

Prima di rispedire l'onorevole Mele nel dimenticatoio, e sperare che in futuro si faccia notare per più brillanti iniziative, non possiamo però non commentare la proposta lanciata all'indomani del misfatto dal segretario dell'UdC, Lorenzo Cesa. L'idea è semplice: per evitare che altri poveri deputati, lontani da casa per ben due, talvolta tre giorni alla settimana possano essere indotti in tentazione, si potrebbe stanziare una somma da aggiungere alle parche e morigerate retribuzioni del nostro corpo parlamentare, ed erogarla a titolo di spese di riavvicinamento del nucleo familiare.

Insomma, se avessimo pagato alla moglie dell'onorevole Mele i 55 euro dell'Eurostar Bari-Roma (prima classe, naturalmente) questa spiacevole vicenda non sarebbe accaduta.

La colpa è nostra, e della nostra taccagneria.

La proposta di Cesa è coerente con le linee guida del partito. La famiglia prima di tutto, la famiglia davanti a tutti. Solo che a ben vedere, non tutte le famiglie sono uguali, ed anzi le famiglie dei nostri politici sono decisamente più uguali di altre.

Quelle degli immigrati regolari, che lavorano in Italia e pagano le tasse, ad esempio hanno grossissimi problemi col ricongiungimento familiare, reso molto più complicato dalla legge Bossi-Fini. Questa legge fu varata dal precedente governo, e votata in massa dai cattolici a corrente alternata dell'UdC.

Pierferdinando Casini, scaltro uomo immagine del partito, ha immediatamente ravvisato l'indifendibilità dell'ideona di Cesa, che oltre ad essere fantasiosa è anche assolutamente intempestiva. Uno degli argomenti più caldi della politica attuale è appunto quello dei costi di gestione del nostro parco politici, e mentre si cerca - tra mille fatiche e duemila ipocrisie - di ridurne i costi, è veramente insostenibile introdurre un nuovo benefit, specie con queste giustificazioni.

L'onorevole Cesa si è poi sentito in dovere - come sempre quando la si spara un po' troppo grossa - di precisare, circostanziare, smentire, paventare estrapolazioni, strumentalizzazioni, decontestualizzazioni, e così via.

Sono i soliti sofismi, che poi vengono particolarmente bene ai profughi dell'ex DC. Ne dà prova lo stesso Mele, che in una intervista al Corriere della Sera precisa di non avere pagato la ragazza, ma di averle soltanto «regalato una somma in denaro».

Speriamo che moglie e figli dell'On. Mele possano dargli una seconda opportunità.

Del resto, lui li ha difesi in piazza marciando il Giorno della Famiglia: non sottilizziamo se poi non ha continuato a farlo la notte.


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