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giovedì 26 luglio 2007

Asuni, tra cinema, letteratura e musica
un Progetto 2007 con gli amici veri
quelli che non chiedono i soldi che non hai

di Francesca Falchi

Fa caldo, eppure la deliberazione della Giunta regionale numero 27/2 del 17 luglio 2007 procura un brivido lungo la schiena. Viste alcune delle premesse («l'importanza di un sistema di identità visiva che tenga conto della collocazione internazionale della Sardegna e della rilevanza della posizione geografica dell'isola, soprattutto per ciò che riguarda le possibilità di incremento delle attività imprenditoriali, culturali, sociali ed artistiche, a partire dalla conservazione e dalla valorizzazione della cultura e delle tradizioni regionali; l'affermazione di un modello di sviluppo sostenibile, e quindi di una pianificazione urbanistica, nel rispetto e nella valorizzazione del grande patrimonio ambientale della Sardegna») ci si aspettava un gesto (anzi, Il Gesto) che avrebbe significato un punto di partenza per un dialogo che non c'è stato. Il sostegno al Progetto Asuni non arriva.

Brucia. E non è solo una questione di temperatura. Asuni non ha ancora detto la sua. O meglio l'ha detta, tramite il suo sindaco Sandro Sarai e con l'aiuto di un Beppe Grillo paladino di cause che sembrano perse ma che poi, in un modo o nell'altro (si sa, la verità possiede una sua forza che, a lungo andare, le permette di saltare fuori ed essere ascoltata) riescono sempre ad ottenere una vittoria, se non altro delle coscienze. Si sa, ci sono coscienze che non si svegliano né si sveglieranno mai. La coscienza di Sandro Sarai è sveglia, anche perché racchiude in sé quella dei 367 asunesi che sono in attesa che qualcosa accada. E allora che parlino ancora questi asunesi, con i modi garbati e gentili del loro sindaco, con le sue parole misurate ed incisive, con una passione che anima senza invadere, che sostiene senza distruggere.

Per chi ancora non lo sa, che cos'è il Progetto Asuni?

«Con il 2007, è il quarto anno che Asuni, piccolo paese di neanche 400 abitanti in provincia di Oristano, propone un progetto annuale di manifestazioni che coinvolge artisti, poeti, musicisti, registi, attori, disegnatori, esperti in gastronomia. A luglio e settembre danno vita a manifestazioni di letteratura, di poesia, ad eventi musicali, ad un festival del cinema. Nell'ambito del Progetto, la popolazione di Asuni partecipa in maniera diretta alla realizzazione degli eventi occupandosi della logistica, della manutenzione tecnica, e partecipando direttamente agli eventi in veste di protagonisti. I momenti culturali che richiamano il maggior pubblico sono l'Asuni Film Festival, diretto dal giovane regista oristanese Antonello Carboni, e Parole e visioni, la festa della letteratura e delle arti a settembre, diretta dal poeta Alberto Masala».

«Sono due tasselli di un più ampio progetto di distretto culturale la cui linea guida fondamentale è un rapporto reale ed equilibrato col territorio, secondo un modello di sviluppo sostenibile in grado di conservare dignità, coscienza etica e tensione partecipativa nei suoi abitanti. Un intervento culturale ecologico che affianca l'operazione di recupero delle strutture abitative del paese con metodologie di bio-architettura e la conseguente attenzione all'ambiente circostante. Un progetto rispettoso, non colonizzante, che vuole appartenere realmente agli asunesi e che, in auspicabile relazione armonica con loro, non vuole sovraccaricare, né invadere, né destabilizzare l'equilibrio del paese, ma piuttosto innescare processi consapevoli di valorizzazione delle risorse umane, ambientali, culturali».

Il paese dà e riceve, indubbiamente.

«Dal punto di vista di arricchimento culturale è importantissimo il rapporto con gli artisti, i poeti, gli scrittori e i musicisti che nei giorni dei festival danno vita ad uno scambio condiviso e quotidiano con i miei concittadini. Nell'ambito delle giornate sono aperti alcuni laboratori a cui la gente può partecipare. Dal punto di vista economico i laboratori cercano di lasciare tracce e favorire possibili sviluppi (partecipazione, gestione) con effetti duraturi e diffusi nel corso dell'anno, riversando un indotto economico interamente gestito dalla comunità e, soprattutto, dando motivazioni, coraggio operativo e prospettive ai giovani».

«È incredibile poi, e parlo della mia esperienza da sindaco, vedere nel mio piccolo paese tante persone illustri del mondo della cultura internazionale, e non, innamorarsi della gente di Asuni, del progetto, e nello stesso tempo contribuire con idee a farlo crescere. Tutti arrivano con un copione già predisposto e poi lo mettono da parte: spontaneamente, Asuni è diventato un laboratorio, un luogo dove gli artisti danno il meglio di sé. Questo per merito soprattutto di Alberto Masala, il nostro direttore artistico, e del clima che si respira in paese durante le manifestazioni».

Eppure la Regione non se ne accorge…

«Sono molto deluso dall'atteggiamento del governo regionale. Ricordo le parole del presidente in campagna elettorale: “Non venite a Cagliari a chiedere l'elemosina, presentate progetti credibili e la Regione sarà al vostro fianco”. Queste parole mi avevano affascinato: finalmente qualcuno che rivoluzionava gli schemi, metteva in primo piano il merito. Noi abbiamo lavorato sodo, abbiamo investito, abbiamo dimostrato che anche in un piccolo paese del centro Sardegna si poteva creare qualcosa di positivo, che si poteva invertire la tendenza e dare vita ad un modello di sviluppo sostenibile legato alla cultura anche in una zona delle più povere».

«Ma dalla Regione nessuna risposta: tanti apprezzamenti, belle parole, anche la gradita presenza del presidente alla nostra prima edizione, poi silenzio. Intanto altri progetti venivano finanziati: nati con noi, dopo di noi, alcuni senza nessuna esperienza organizzativa, ma finanziati direttamente dall'amministrazione regionale, altri con i fondi della pubblicità istituzionale, altri ancora con la nascita di nuovi circuiti. Senza che nessuno ne sapesse qualcosa, senza bandi di gara, senza una selezione preventiva, senza uno studio culturale a monte che valutasse i progetti presentati. Questo mi ha amareggiato molto. Forse non bisognava presentare progetti credibili, ma farli presentare da personaggi credibili agli occhi di qualcuno».

Così siamo al 2007, l'edizione di sussistenza. Che cosa accadrà?

«A settembre faremo senza soldi. Chiameremo i nostri amici, le persone che ci vogliono bene e con loro faremo festa, apriremo ancora il nostro paese. Abbiamo già ricevuto molte chiamate spontanee di artisti che si offrono senza chiedere niente in cambio. Non so se per un giorno o tre, ma non abbiamo nessuna intenzione di rassegnarci. Ringrazio i tanti che ci hanno manifestato la loro solidarietà: artisti, poeti, musicisti, persone comuni. Non ci sentiamo soli. Il mio paese ha cinquemila anni e non vuole scomparire. Sappiamo che se i piccoli paesi della Sardegna muoiono, e stanno morendo, muore la Sardegna. Diventeremo un popolo senza storia».

Si riesce a pensare al futuro, di fronte a queste difficoltà?

«Il futuro del Progetto Asuni include due obiettivi. Il primo: completare le strutture che dovranno accogliere un museo e un centro di documentazione sulla vita, la cultura e il percorso storico dei sardi della diaspora. Sarà un centro organizzato di analisi e ricerca per la creazione di una struttura documentaria e bibliotecaria con la raccolta degli oggetti della memoria e della vita dei “sardi di fuori”: dalle lettere alle pubblicazioni a stampa, dai manufatti alle biografie di quanti sono partiti. Per tutta l'Alta Marmilla sarà un centro di discussione e di riflessione sull'universo culturale dei sardi e sul ruolo che quelli “di fuori” possono avere sia in ambito isolano che in quello ben più vasto di riferimento europeo. Nella proposta dell'amministrazione comunale di Asuni, e dell'associazione culturale Su Disterru, il museo poi deve suscitare ulteriori iniziative in grado di migliorare il grado di conoscenza del territorio dell'Alta Marmilla e dei suoi abitanti: un'opportunità di crescita sociale ed economica».

«Secondo obiettivo: far partire Logos (luoghi-pensiero). Un centro internazionale di produzione d'arte e di progettazione culturale. Il primo passo sarà un corso di formazione professionale per i giovani della zona. Asuni diventerà un luogo in cui si produce l'evento, l'opera: arti visive, cinema, musica, letteratura… La festa della letteratura e delle arti, Parole e visioni, sarà ciò che deve essere: un episodio festoso, un'occasione per ritrovarsi come sempre. Ma l'importante sarà il fatto che noi produrremo tutto l'anno, in maniera stabile. Le occasioni d'incontro saranno moltiplicate. E dovremo essere in grado di fornire servizi culturali al territorio, costruire una rete, coinvolgere altri comuni della Sardegna».

Il primo appuntamento è con l'Asuni Film Festival, da venerdì 27 a martedì 31 luglio. E chi si sente asunese nel cuore è già pronto a partire, ancora una volta, per festeggiare e per rendere omaggio alla passione ed al coraggio di chi rischia tutto perché non accetta di vivere a metà.


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