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sabato 21 luglio 2007

Atlantis, un'altra grande mangiatoia
sulla quale nessuno aveva da dire
Politica complice e sindacati appagati

di Censor

La magistratura di Cagliari ha avviato un'inchiesta per truffa comunitaria a carico dei titolari di Atlantis Spa e delle società collegate, in tutto una decina. Chi ha sbagliato paghi per le proprie colpe e che la magistratura faccia il suo lavoro, possibilmente nel più breve tempo possibile.

Si sappia però che in questa brutta storia qualcuno ci ha mangiato, qualcuno ci ha creduto e qualcuno si è fatto male. Gli unici non responsabili sono quelli che pagheranno davvero per questo scempio a cielo aperto: i dipendenti. Tutte quelle persone che in questi anni, onestamente ed ogni mattina, si sono impegnate convinte di fare il bene loro, dell'azienda per cui lavoravano e della comunità. Sono gli unici ad avere ancora una dignità. Quella che dovrebbero per primi rivendicare a voce alta nell'analisi di questa storiaccia, quella che manca negli articoli letti ieri nei giornali, al solito pieni di strafalcioni e di notizie inventate.

Ma la questione posta nel precedente intervento è tutt'altro che risolta, e non riguarda affatto Atlantis: riguarda il clima e il terreno sull quale società come Atlantis trovano opportunità per creare mostri succhiasoldi e rimanere in piedi per decenni nella nostra isola.

Il problema non è Atlantis, il problema siamo noi sardi. È un concetto che si deve urlare e stampare nella mente. La nostra classe dirigente al solito delega la pulizia alla magistratura (che interviene purtroppo a cadavere freddo). Una classe dirigente spesso correa, e in genere incapace di prendere qualsiasi decisione che mostri un barlume di materia grigia.

Si dovrebbe fare un gioco, un gioco al massacro, solo per capire quale sia il clima di cui stiamo parlando: è il gioco dei legami, e scopriremmo un sacco di altre storie interessanti su Atlantis.

Scopriremmo che i cognomi di alcuni dipendenti, consulenti e collaboratori sono gli stessi cognomi dei politici sardi: fatto assolutamente casuale.

Scopriremo segretari particolari di diversi politici, anche importanti, assunti ad Atlantis per ovvi e dimostrabili meriti personali.

Scopriremo magari qualche fidanzata (ma potrebbe essere moglie, sorella, amante) di responsabili dei controlli fiscali, che forse avrebbero potuto essere più rigorosi.

È inutile che ci raccontiamo le balle. Atlantis è una società, tra le tante, che ha avuto modo di crescere ed alimentarsi esclusivamente con la complicità della nostra classe dirigente, dei nostri politici, e grazie alla cecità ormai conclamata dei nostri sindacati (che quando parte il mercato delle tessere con ritenuta automatica in busta non capiscono più nulla).

Magari niente di penalmente rilevante, ci mancherebbe altro, ma certo moralmente ed eticamente deplorevole.

Finirà così: inquisizione per i padroni venuti dal continente, forse gogna mediatica e pubblico ludibrio, sentenza chissà quando. E lavoratori a casa, con stipendi non pagati da dicembre, cornuti e mazziati in attesa che un commissario liquidatore tra quindici anni riesca a fare qualcosa. Nei ruoli secondari magari ci sarà ancora spazio per qualche avvoltoio con lauto stipendio garantito che spera di fare carriera (politica) fingendo di prendere a cuore le sciagure altrui.

Ma Atlantis resterà l'ennesima occasione buttata al vento, oltre che l'ennesima prova provata di quanto siamo una fantastica terra popolata da servi sciocchi con la schiena pieghevole.


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