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venerdì 22 giugno 2007

Viaggio nel passato dentro l'Arca del tempo:
realtà virtuale dai nuraghe a oggi
tra scenari da megaschermo e monumenti veri

di Matteo Bordiga

Una macchina del tempo sprofondata nella collina. Calata nel magico scenario di Cuccuru Nuraxi, sormontato dal celebre pozzo sacro nuragico dedicato al culto dell'acqua, nelle miti campagne di Settimo San Pietro. Dove da domani, giorno di apertura al pubblico, i sardi potranno imbarcarsi sull'Arca del tempo: per scoprire come si presentavano alcune delle aree più affascinanti e caratteristiche dell'area vasta di Cagliari dall'età neolitica ai giorni nostri.

L'Arca è un suggestivo e modernissimo edificio che, in parte emergendo dal terreno e in parte immergendosi nel sottosuolo, rievoca la struttura del pozzo nuragico, fornito di una cupola tholos di sei metri e di una canna che scende per ben 24 metri. All'interno, è possibile ammirare le ricostruzioni virtuali di svariate aree del cagliaritano che, grazie al lavoro di un team di illustratori digitali, si mostreranno allo spettatore esattamente come si presentavano (o dovevano presentarsi…) alla vista di un viandante del neolitico, dell'età del bronzo, dell'età romana, medievale-giudicale, aragonese-spagnola e piemontese.

L'iniziativa, innovativa e originale, nasce da un'idea di Alberto Soi, Maria Adele Ibba e Alfonso Stiglitz, per la direzione scientifica di Simonetta Angiolillo ed Enrico Atzeni. «Il progetto era quello di far rivivere grandi monumenti e zone di straordinarie valore paesaggistico del cagliaritano, rivelando quale doveva essere il loro aspetto nelle diverse epoche storiche», spiega Alberto Soi. «Il lavoro di ricostruzione è partito proprio dallo splendido colle di Cuccuru Nuraxi, dal quale si può godere di un panorama mozzafiato che abbraccia l'intero Campidano. Ecco perché, simbolicamente, abbiamo voluto collocare l'Arca del tempo all'interno di questo parco archeologico: osservare come si presentavano il pozzo sacro e il paesaggio dominato dalla collina migliaia di anni fa è uno spettacolo di grande impatto emotivo».

Come è stato realizzata la ricostruzione delle varie aree? E, soprattutto, quali monumenti e territori rivivranno fra le pareti dell'Arca del tempo? «Abbiamo scattato delle foto panoramiche», spiega Soi, «e su ognuna di queste foto sono intervenute circa 30 persone, per un totale di seimila ore di lavoro. Grazie ad avveniristiche tecniche illustrative digitali e alla consulenza storico-architettonica di archeologi e storici dell'architettura, le abbiamo ritoccate e modificate. Per raffigurare gli scenari del colle di Cuccuru Nuraxi tantissimi secoli fa, ma anche per far rivivere nelle diverse epoche il tempio di Astarte, il tempio di Venere e Adone, le mura e le torri di Castello». Senza dimenticare l'Anfiteatro cagliaritano, ricostruito così minuziosamente da apparire come il fratello minore del suo più celebre collega romano Flavio.

In che modo il pubblico entrerà in contatto con le riproduzioni digitali? “Le immagini possono essere fruite attraverso postazioni dotate di monitor che consentiranno di navigare e spostarsi agilmente nel tempo, fra paesaggi e monumenti», risponde Soi. «Inoltre, abbiamo previsto una sala per proiezioni collettive con uno schermo di 14 metri per 2. L'obiettivo è quello di immergere completamente lo spettatore nell'ambiente artificiale, che peraltro verrà inquadrato da differenti punti di vista».

Così, sarà possibile sperimentare anche una sorta di esperienza di realtà virtuale: «Le immagini, ruotando, si mostreranno da prospettive differenti», conclude l'ideatore dell'Arca del tempo, «e simuleranno una visuale in soggettiva per ogni singolo visitatore, in modo da consentirgli di apprezzare e sviscerare ogni minimo dettaglio dei paesaggi e dei monumenti». Il progetto è stato finanziato con fondi Por (un milione e 200mila euro) e vede la luce dopo cinque anni di lavoro serrato. La fase di preprogettazione risale al 2002. Oggi è prevista l'inaugurazione. Domani, il viaggio dell'Arca del tempo comincerà per tutti.


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