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giovedì 17 maggio 2007

Giovanni Nuvoli, ecco i medici
pronti a staccare la spina
Due notai rifiutano il “testamento”

L'ultima battaglia di Giovanni Nuvoli non è contro la malattia che gli ruba la vita ma contro i notai. Ne ha fatto chiamare due perché registrassero, nella loro funzione pubblica, la sua dichiarazione attraverso il sintetizzatore vocale. Per chiedere che gli si staccasse la spina dell'autorespiratore e di essere sedato per poter morire senza altre sofferenze. C'è un collegio medico pronto ad assisterlo nel passo estremo. Invece si sono negati, secondo quanto riferito, due notai che avrebbero dovuto registrare il testamento con le ultime volontà dell'ex arbitro algherese. Uno si sarebbe rifiutato dopo aver consultato l'Ordine nazionale, l'altro avrebbe dichiarato direttamente che la legge gli vietava di presenziare e di non ritenere valido il ricorso al sintetizzatore vocale.

Quella dichiarazione serve per escludere da ogni responsabilità il collegio medico che dovrebbe compiere l'ultimo atto. Un atto, si badi bene, riconosciuto dalla Costituzione: consente a chiunque di ricusare terapie per le quali non intenda dare il consenso. Solo questo avrebbero dovuto ascoltare e registrare i notai. «Siete i miei unici testimoni», ha detto Nuvoli nell'incontro con i giornalisti.

È stato lo stesso Nuvoli, durante una conferenza stampa nella sua abitazione di Alghero, a spiegare attraverso il sintetizzatore vocale di non voler cambiare idea e di desiderare l'interruzione della terapia che lo tiene in vita. «Nel pieno possesso delle mie capacità di intendere e di volere, chiedo ai dottori o a un collegio di medici di voler sospendere le terapie che attualmente mi vengono somministrate, anche se tale sospensione sarà senz'altro causa della mia morte. In particolare, atteso l'esito sicuramente infausto della malattia dalla quale sono affetto, e che mi costringe immobile a letto, chiedo, ai sensi degli articoli 13 e 32 della Costituzione, il distacco del ventilatore artificiale che mi mantiene in vita. Chiedo inoltre che, per rendere effettivo questo mio diritto a rifiutare cure e terapie cui non intendo essere ulteriormente sottoposto, mi venga somministrata una sedazione volta a lenire le inutili sofferenze successive al distacco del ventilatore».

Infine, Nuvoli ha confermato di aver «trovato un collegio di medici. Ho chiesto a un notaio di dichiarare e lui si è rifiutato di certificare». Secondo l'esponente radicale Maria Isabella Puggioni, che ha partecipato alla conferenza stampa, «un notaio si è rifiutato perché, dopo essersi consultato con l'Ordine nazionale, ha accertato di non poter eseguire una disposizione di questo tipo in quanto fondata unicamente su una volontà espressa tramite un sintetizzatore vocale». Un altro notaio, più semplicemente, si è rifiutato affermando che non poteva andare contro la legge. Giovanni Nuvoli, dunque, rimane ancora in attesa di poter registrare legalmente la sua volontà. Forse dovrà morire senza poterlo fare.

(mb)


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