l'altra voce.net


giovedì 17 maggio 2007

Piano Enel e impianti costruiti a metà:
a poche ore dal voto in Consiglio
Soru trova un compromesso sull'eolico

di Michele Fioraso

Il centrosinistra rimane coperto e abbottonato dopo l'ora e mezza di vertice sull'articolo 16 della finanziaria. E non per ripararsi dal teso maestrale che spazza via Roma: il problema è un altro vento, quello che muove le pale eoliche in via di costruzione ai quattro angoli della Sardegna e che ha rischiato di spezzare in due la maggioranza che governa la Regione.

A sentire le dichiarazioni dei partecipanti, capigruppo e consiglieri di maggioranza delle commissioni Urbanistica e Territorio, l'incontro è andato «bene, benissimo» e ha riportato il sereno su quello che sembra uno dei tornanti più pericolosi nella discesa verso l'approvazione della finanziaria che ieri il Consiglio regionale ha finalmente intrapreso. Un emendamento all'emendamento già presentato dall'esecutivo di Renato Soru metterà fine alla questione una volta per tutte.

«Siamo soddisfatti della sintesi che abbiamo raggiunto, c'è un accordo condiviso», dichiara Siro Marrocu, capogruppo dei Democratici di Sinistra, il partito meno convinto degli ultimi interventi nel campo dell'energia prodotta col vento. «La Giunta ha accolto molti rilievi della maggioranza e ha esposto argomenti convincenti sull'accordo con Enel, che avrà ricadute positive sull'intera economia sarda».

Una delle osservazioni fatte proprie dall'esecutivo ha confermato quanto già aveva stabilito la commissione consiliare Bilancio: nel testo della finanziaria non ci sarà l'indicazione del massimale di “energia rinnovabile prodotta con impianti eolici” originariamente fissato dal governo regionale a 550 MW totali e stralciato dall'esame del parlamentino. Il tetto massimo sarà quello stabilito dal Piano energetico regionale approvato ad agosto 2006: la cifra è identica a quella eliminata dal testo dell'articolo 16, ma sarà più facilmente modificabile rispetto a una sua fissazione per legge. Basterà infatti una semplice delibera di Giunta per ritoccarlo.

Sulla parte riguardante l'accordo con Enel, è stato lo stesso Renato Soru a persuadere i più recalcitranti della maggioranza. L'intesa, per sommi capi, prevede nuovi impianti per 160 megawatt di energia eolica in cambio di quattro anni di tariffe agevolate per le industrie energivore (circa 30 euro per kWh). In più, il colosso energetico rinuncerà ai parchi eolici di Balascia e Monte Arci e cederà gli impianti idroelettrici alla Regione. Il risparmio dovrebbe quantificarsi in «circa 80 milioni di euro l'anno», spiega ancora Marrocu.

La restante quota di energia eolica disponibile verrà messa a gara con bandi pubblici, altro punto che stava molto a cuore alla Quercia, che non vedeva di buon occhio il sostanziale monopolio dell'ex azienda pubblica. In questo modo «si afferma il principio che l'eolico, un investimento industriale senza rischio d'impresa, va assegnato con bandi o protocolli d'intesa, evitando così che i singoli comuni decidano di cedere porzioni del proprio territorio in cambio di un piatto di lenticchie, com'era stato finore», sottolinea il soriano Chicco Porcu.

La Giunta ha inoltre confermato la propria disponibilità affinchè le industrie energivore provvedano alla costruzione di centrali per soddisfare i propri fabbisogni, aspetto già contemplato nel primo emendamento dell'esecutivo.

Compromesso anche sulla definizione di “modifica irreversibile dei luoghi”, uno dei punti di frizione che avevano causato le quasi dimissioni di Soru qualche settimana fa. Viene recuperata parte del comma 4 originariamente contenuto nel disegno di legge approvato dall'esecutivo, con l'eliminazione dell'ultimo comma: il territorio è compromesso dalla costruzione di un impianto quando sia già stata completata l'infrastruttura primaria e siano già state realizzate le fondamenta e l'elevazione di almeno il 20% delle torri. Via invece la parte relativa alla posa in opera dei cavi di collegamento tra le singole torri e tra esse e le stazioni di trasformazione e distribuzione del Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale, considerato «l'elemento più restrittivo».

All'uscita dell'incontro, anche Adriano Salis, unico rappresentante dell'Italia dei Valori in via Roma, sottolinea la propria soddisfazione per il raggiungimento della pace tra Giunta e maggioranza e lancia lo sguardo ancora più in là: «Dall'esperienza importante della finanziaria nel campo delle energie rinnovabili, si sta affacciando l'idea di superare i parametri di Kyoto entro un paio d'anni», dice. Ossia, la Regione Sardegna vorrebbe accelerare verso una maggior peso delle energie ottenute rispettando l'ambiente e superando la quota del 25% entro il 2010 fissata per l'Italia dalla direttiva europea che ratificava l'accordo di Kyoto. Considerando che l'isola era ferma al 4% nel 2004, sarebbe necessaria una incredibile corsa alle energie ecocompatibili.

Tutti felici e contenti dunque? Non sembra. Alcuni settori della maggioranza, soprattutto di casa diessina, non manifestano grande entusiasmo per la sintesi raggiunta durante il vertice. A dare voce agli scontenti è il consigliere Alberto Sanna, ex sindaco di Villaurbana, che avrebbe preferito «il rispetto dei diritti acquisiti per le installazioni già partite, che così stando le cose rimangono bloccate».

Maria Grazia Caligaris lancia l'idea di una approfondita riflessione su «un tema così delicato e di importanza strategica notevole» che richiederebbe un provvedimento legislativo apposito perché «è francamente troppo riduttivo affrontare la questione delle fonti di energia rinnovabili e dei certificati verdi connessi all'eolico limitandoli a quanto contenuto in tre commi e 32 righe». Ci sono anche, dice ancora la consigliera dello Sdi, «aspetti relativi alle norme sulla concorrenza, sulla par condicio e sul regime di liberalizzazione dell'attività di produzione dell'energia elettrica che non possono essere trascurati».

Oggi si capirà se l'accordo uscito dall'incontro pomeridiano nel quale sembrano essere stati appianati gran i malumori degli ultimi tempi reggerà all'impatto con l'aula. Sul tema dell'eolico la legislatura ha rischiato di finire anzitempo un mese fa, perché è un argomento che Renato Soru ha particolarmente a cuore. Sorprese a scrutinio segreto potrebbero portare a un redde rationem molto amaro per il centrosinistra.


Google
 


© 2007 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari