sabato 12 maggio 2007
di Matteo Bordiga
Carcasse di auto in piedi o a pancia all'aria, sdraiate sul manto più o meno verde della campagna sarda. Cumuli di sacchetti di plastica abbandonati sull'alveo dei fiumi. Piccole montagne di rifiuti di ogni genere lasciati marcire in mezzo all'erba, assorbiti dai polmoni sempre più affaticati dell'ecosistema isolano.
In Sardegna, il fenomeno delle discariche abusive sta assumendo dimensioni preoccupanti. E a far salire ulteriormente il livello di allarme è la constatazione che, in realtà, nel territorio regionale sono ben poche le vere e proprie “discariche” di grandi dimensioni, mentre spuntano come funghi gli angoli-pattumiera a cielo aperto disseminati un po' ovunque. Ma negli ultimi mesi, su sollecitazione della Regione, il Corpo forestale di vigilanza ambientale ha significativamente intensificato i controlli per individuare i siti invasi da rifiuti illegali, disinnescando il loro potenziale inquinante e annullando il rischio (assai elevato) che possano favorire la nascita o la propagazione di incendi.
I risultati del monitoraggio dei rifiuti operato fino a due mesi fa dal Corpo forestale sono stati presentati ieri a Cagliari nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche l'assessore regionale all'Ambiente, Cicito Morittu. «Questa vasta operazione, che ha abbracciato l'intero territorio isolano, ha prodotto degli ottimi risultati», ha esordito Morittu, «consentendoci di segnalare alle amministrazioni comunali la necessità di bonificare numerosi siti e, soprattutto, di individuare gli irresponsabili che avevano lasciato i propri rifiuti, più o meno ingombranti, nel bel mezzo delle nostre campagne. L'opera svolta dalla Forestale mirava soprattutto alla prevenzione di questi fenomeni e all'educazione dei cittadini, che sono stati messi al corrente delle nuove severe norme di ispirazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti. Solo in seconda battuta», ha precisato l'assessore, «si è puntato sulla repressione, sanzionando gli inquinatori».
Il comandante del Corpo forestale, Giuseppe Delogu, ha sottolineato che «il fenomeno più significativo si è rivelato l'abbandono di auto fuori uso. Alla rottamazione si preferisce spesso la via più comoda e riprovevole, ossia lasciare la vettura nel primo luogo utile a far da parcheggio definitivo: i campi incolti. Il risultato? Abbiamo dovuto far rimuovere ben 4.059 carcasse d'auto».
In totale, da ottobre 2006 a marzo 2007 sono stati censiti 3.472 luoghi “critici”, di cui il 47% caratterizzati dalla presenza di auto sfasciate. Il 46%, invece, sono stati identificati come “depositi incontrollati”. Le discariche vere proprie, a ben vedere, corrispondono appena al 7% dei siti ispezionati. Quanto alla natura dei materiali abbandonati, il 45% è costituita da rifiuti urbani, il 32% da rifiuti speciali e il 23% da materiali derivanti da demolizioni. «Le piccole discariche abusive sono distribuite prevalentemente tra le province di Nuoro, Sassari e Cagliari: ne abbiamo trovato rispettivamente 800, 774 e 704», ha precisato Delogu, ricordando che «sono state inoltrate 3.049 comunicazioni ai sindaci e 123 comunicazioni di notizia di reato. Le persone indagate sono 58, mentre sono state comminate 211 sanzioni amministrative».
I siti sequestrati, in totale, sono stati 44. «Si tratta di sequestri penali», puntualizza Delogu, rimarcando infine «l'importanza delle segnalazioni provenienti dai cittadini, che ci hanno aiutato moltissimo: i primi vigili ambientali, del resto, sono loro. Per avvertirci di qualsiasi infrazione commessa ai danni dell'ambiente basta telefonare al 1515, il numero verde del Corpo forestale».
Per il futuro, la Regione auspica e promuove una collaborazione sempre più intensa con i sindaci e le amministrazioni locali, per stroncare sul nascere i tentativi di danneggiare il patrimonio ecologico della Sardegna. «Nell'ambito del progetto “Sardegna fatti bella” per il 2007 stanzieremo 15 milioni di euro», ha concluso Morittu, «che serviranno a ripulire le zone più decentrate, a cominciare da quelle a ridosso degli aeroporti e delle arterie viarie di limitata competenza comunale che collegano le città e i paesi. Naturalmente, oltre a ripulire i siti provvederemo anche a sistemarli e controllarli, per scoraggiare l'eventualità che qualcuno possa pensare nuovamente di utilizzarli come discariche personali».

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