mercoledì 9 maggio 2007
Il consenso sulla Limba Sarda Comuna
Niente muffe ma un esperimento
che non deve escludere le parlate locali
di Paolo Pillonca
Caro Giorgio,
tu non eri a Paulilatino, altrimenti non avresti pubblicato le cose che ho letto. Ho la fortuna di aver lavorato a lungo con te, perciò mi preme che tu sappia alcuni dati di fatto.
- Renato Soru si è accorto che è ora di finirla con quelli che “ne parlano ma non la parlano” (sa limba, ovviamente) e perciò stesso ne hanno paura - come i bambini del buio - e la combattono. In genere non sono linguisti, e si vede.
- Alcuni fra costoro dicono delle menzogne, forse anche involontariamente (non conoscono le norme europee in materia di lingue delle minoranze).
- Basta leggere la relazione del linguista Roberto Bolognesi sulla Lsc per sapere quale sia il problema vero: chi ne ha scritto non l'ha letta, altrimenti avrebbe affermato cose diverse. Ma profetizzare che è destinata ad ammuffire negli scaffali della Regione equivale a non sapere quel che si dice o a non dire quel che si sa. In ogni caso, si tratta di un esperimento (Renato Soru l'ha ribadito chiaramente) che va sottoposto a verifica di gradimento e non vincola nessuno, tanto meno esclude le parlate locali.
- La volontà della gente risulta chiara anche dalla ricerca dei professori Oppo e Lupinu, che pure non prende in esame - è stato denunciato pubblicamente anche questo, a Paulilatino - l'area del Supramonte che va da Oliena a Talana-Urzulei.
- Le acrimonie di qualche accademico triste sono destinate a morire nell'oblio: la lingua è un organismo vivente e se ne frega delle riflessioni a tavolino, nate nella disperazione della solitudine e nei capricci radical chic.
- Chi accusa Soru di modi bruschi non ha visto all'opera il professor Lupinu.
- I sostenitori dell'uso della lingua sarda e della sua difesa sanno di aver vinto la battaglia (lo sapevano anche prima dell'ufficializzazione dei risultati della ricerca sociolinguistica). E non mostrano segni di nervosismo, al contrario di alcuni esponenti dell'altra parte che farebbero bene a leggersi il De ira di Seneca nella lingua originale. Ma molti di loro, fra cui anche accademici illustri o presunti tali, non conoscono il latino. A dolu mannu insoro.
Ti abbraccio con l'affetto e la stima di sempre.