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mercoledì 9 maggio 2007

Qualità e quantità per gli editori sardi
Alla Fiera del libro di Torino
sono 33 con 200 nuovi titoli in vetrina

di Matteo Bordiga

“L'Isola che sorprende”. La definizione è del critico letterario Goffredo Fofi e si riferisce al ritrovato fermento culturale e artistico della Sardegna, che negli ultimi anni sta sfornando numerosi nuovi autori e casi editoriali rimbalzati perfino sui giornali inglesi e francesi. Così, l'Isola degli scrittori sbarcherà domani alla Fiera del libro di Torino forte della sua nouvelle vague letteraria. Che, forse, sarebbe meglio definire come un vero e proprio tsunami creativo, un'ondata travolgente di ispirazione che sta accendendo la fantasia e la penna di tanti scrittori, più o meno giovani, alcuni dei quali si stanno scoprendo best-seller dall'oggi al domani.

Come ad esempio Milena Agus, fino a poco tempo fa sconosciuta insegnante di storia e italiano all'istituto tecnico Meucci di Cagliari, che con i due romanzi “Mal di pietre” e “Mentre dorme il pescecane” è prepotentemente balzata agli onori delle cronache nazionali e internazionali, risultando una delle scrittrici più vendute non solo in Italia ma anche in Francia.

Insomma, alla massima fiera libraria nazionale, che si concluderà il 14 maggio, molti fari saranno puntati sugli editori sardi e sulle loro nuovissime punte di diamante. Per l'occasione, ben 33 case editrici isolane si trasferiranno all'ombra della Mole, riunite nel padiglione 2 stand H44/J43 dove la Regione Sardegna, insieme all'Aes (Associazione Editori Sardi), presenterà circa 200 novità librarie.

Mario Argiolas, direttore della Cuec editrice e presidente dell'Aes, sottolinea che «lo stand dedicato alla Sardegna si configurerà come un importante punto di attrazione per i visitatori della fiera e, come negli anni passati, catalizzerà l'attenzione di migliaia di persone. Ovviamente auspichiamo che l'abbondanza di nuovi autori e il ritrovato entusiasmo dei sardi per la letteratura suscitino sempre più interesse per i nostri libri: quest'anno punteremo su titoli forti, come i libri di Agus e di Giorgio Todde, che ha da poco lanciato il suo nuovo romanzo, intitolato “Al caffè del silenzio”, edito dal Maestrale».

Libri che hanno già mostrato di acchiappare il grande pubblico. «Ma non dobbiamo dimenticarci neppure della nostra imponente produzione nel campo della saggistica», ricorda Argiolas, «perché, a livello nazionale, siamo in assoluto la regione che sforna più saggi su svariati argomenti: dall'economia all'ambiente, dal turismo alle tradizioni popolari, fino al tema, sempre più sentito e sofferto, dell'identità socio-culturale».

Suggestione affabulatoria e curiosità analitica. Fiction romanzesca e indagine discorsiva sulle sfaccettature della realtà isolana. Sono questi, dunque, i punti di forza della produzione letteraria sarda, mai come quest'anno equamente ripartita fra narrativa e approfondimento saggistico: fino a qualche tempo fa, infatti, quella del romanzo era una strada poco battuta fra le penne isolane. Mentre oggi, con gli exploit dei vari Dessì, Todde e Fois, si moltiplicano soprattutto gli scrittori di noir, gialli e romanzi drammatici. Ma anche di racconti umoristici e/o post-moderni, animati da una verve cinico-dissacratoria nei confronti della società oltre che da una vivida originalità linguistica, frutto della mescolanza dei diversi registri espressivi con i quali l'uomo contemporaneo viene bombardato di informazioni. Basti pensare ai libri di Francesco Abate e Flavio Soriga.

Nel corso della manifestazione torinese si terrà inoltre un dibattito per ricordare la figura di Antonio Gramsci a settant'anni dalla morte. Con il contributo delle case editrici, la Sardegna dedicherà al grande pensatore di Ales una tavola rotonda, che verrà curata dalle edizioni Condaghes. Parteciperanno Aldo Accardo e Antoni Arca. Quest'ultimo ha curato, per Condaghes, la riedizione de “Le lettere dell'Albero del riccio”, una raccolta di scritti con i quali Gramsci, dal carcere, comunicava con la propria famiglia e raccontava la sua vita dietro le sbarre.

«Vogliamo porre l'accento sull'uomo ancora prima che sul filosofo», sottolinea Francesco Cheratzu, direttore di Condaghes, «pubblicando integralmente anche quei brani delle lettere di Gramsci che, nelle altre edizioni dell'opera, sono stati tagliati perché troppo “emotivi” e “personali”. Noi invece desideriamo che emergano gli stati d'animo e i sentimenti più profondi dello scrittore, piegato dalla terribile quotidianità del carcere e in difficoltà quando si trovava a dover comunicare con i figli, a malapena conosciuti prima di essere arrestato e imprigionato». Insomma, un ritratto crudo e intenso del fondatore del Pci, che sarà presentato al pubblico in occasione della tavola rotonda. Unitamente al volume “La biscia e il ciarlatano. Piccole note su Gramsci”, di Aldo Accardo (Fondazione Siotto/Aisara).

L'assessorato regionale della Pubblica istruzione ha promosso, infine, due incontri dedicati alla lingua sarda. Il primo, curato dalla stessa Regione, si intitola “Le lingue minoritarie nella pubblica amministrazione”, con la partecipazione di Antonina Scanu, Marco Stolfo, Giuseppe Corongiu, Paolo Pillonca e un rappresentante dell'associazione degli occitani “Chambra d'Oc”. Il secondo, curato da Edizioni Nemapress e Soter Editrice, ha per titolo “Sa bona muta. La poesia in lingua sarda”.

La Fiera del libro sarà seguita dall'emittente cagliaritana Radio Press, presente a Torino per raccontare in diretta, con tre collegamenti mattutini e tre pomeridiani, tutte le presentazioni e le iniziative editoriali che si svolgeranno all'interno dello stand allestito dalla Regione Sardegna. Appuntamento da giovedì a sabato 12 maggio sui 93.500 mhz e, in streaming, sul sito www.radiopress.it.


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