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martedì 8 maggio 2007

Interventi.

Da Santa Gilla all'America latina
Un messaggio in bottiglia
con cinque domande al presidente Soru

Al presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Renato Soru

Scrivo perché vorrei rappresentarLe una serie di problemi che tante persone, come me, stanno incontrando, soprattutto in questo periodo. Problemi la cui soluzione passa soprattutto «dal suo volere e dai suoi significativi poteri». La leggittimità della mia richiesta deriva dalla circostanza che per i valori in cui credo, per il lavoro che svolgo e per gli interessi che curo, non parlo solo a titolo personale, ma quale portatore di interessi radicati e diffusi.

Molte volte ho tentato di avere un appuntamento per poter parlare con Lei di persona. Non ho perso le speranze ma utilizzo questo messaggio per elencare alcuni temi che vorrei sottoporLe.

1) Perché ha mutato la legge sulla cooperazione internazionale n. 19/96 escludendo l'America latina dalla cooperazione decentrata, favorendo prevalentemente i Paesi del Nord Africa, Algeria in testa?

2) Perché si disinteressa delle sorti della laguna di Santa Gilla? Visto che ha messo mano su tante cose, perché non ha nominato una Autorità che metta ordine e dia reale sviluppo al compendio lagunare, visto che circa una ventina di enti hanno competenza in materia? A Santa Gilla non c'è solo il campus di Tiscali: ci sono i primi insediamenti umani di Cagliari del neolitico antico, esiste un ecosistema ricco di specie endemiche unico al mondo, esiste un enorme potenziale produttivo della filiera ittica trascurato ed inespresso!

3) Perché non ha consultato gli attori territoriali, quando ha deciso di porre il vincolo paesaggistico su Sant'Avendrace escludendo peraltro tutta l'area di Campo Scipione/via San Paolo dalla zona di tutela? Le ricordo che in questa area sorgeva il primo insediamento punico di Cagliari, fors'anche il primo tophet punico della Sardegna, nonché la città giudicale di Santa Igia.

4) Perché si disinteressa della stampa periodica regionale, non finanziando, come previsto per legge, questo importante settore che rappresenta una delle poche voci libere della Sardegna?

5) Perché dice di credere tanto nelle capacità dei sardi, nella sacralità del nostro territorio e poi, di fatto cerca pareri e teste pensanti fuori dalla Sardegna, cercando anche di imporre lottizzazioni neo coloniali del nostro territorio con nuove “enclavi totemiche elitarie?”

Anche se preferirà non incontrarmi, spero che questa mio ennesimo messaggio, inserito dentro una bottiglia lasciata cadere nel mare di internet - spazio a Lei tanto caro - possa esserle almeno recapitato dai suoi collaboratori e raggiungere lo scopo.

In attesa, porgo cordiali saluti

Roberto Copparoni, sardo, portatore di interessi diffusi, nonché elettore pensante


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