
martedì 20 marzo 2007
Tutti insieme contro la finanziaria regionale. Critici nei confronti di una manovra che considerano «punitiva, debole e inadeguata», preoccupati per il futuro di un comparto che rischia di perdere il treno della ripresa in atto a livello nazionale ed europeo. L'ennesima bordata contro la legge di bilancio 2007 arriva da quattro associazioni che da sole valgono una bella fetta dell'economia sarda: Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti. Mancavano le associazioni degli agricoltori, ma solo perché erano impegnate nella preparazione della manifestazione di stamattina in viale Trento.
«È inaccettabile», sottolinea Francesco Porcu, presidente regionale della Cna, «che la Giunta non si renda conto di quanto potrebbe essere importante il rilancio del comparto», che mette assieme 84mila aziende e oltre 210mila addetti. Eppure, dicono le associazioni in un documento congiunto, la manovra «assegna le briciole» a commercio e artigianato: «circa 60 milioni di euro su 8.400, lo 0,7% dell'ammontare complessivo».
Poco, per un comparto che riunisce il 57% delle imprese e il 37% degli occupati: «La finanziaria non dà importanza alla piccola e media impresa, ma neanche al turismo», ribadisce il segretario regionale di Confesercenti Carlo Abis. «Non è una manovra che dà respiro allo sviluppo: sarà difficile per le imprese sarde agganciarsi a un settore che in Italia e in Europa è trainante». Un peccato, continua il documento, considerato il «contesto positivo in cui la manovra viene varata. È un'occasione importante per agevolare e supportare il miglioramento qualitativo del tessuto produttivo isolano».
«Non chiediamo assistenzialismo, ma sostegno per le iniziative», continua Abis. L'esempio lampante sono i centri commerciali naturali: «Non parliamo solo di tenere i negozi aperti in città, ma anche di tutta la cornice di artigianato, gastronomia e cultura. Una serie di servizi ai cittadini per i quali sono stati stanzaiti sette milioni di euro». Una cifra totalmente inadeguata: «Non solo non riusciremmo a organizzare un pranzo, ma neanche un antipasto: giusto i condimenti, forse».
Fuori di metafora, la bocciatura per la finanziaria è sonora. E non riguarda solo il settore specifico. Le associazioni criticano diversi punti della manovra: lo faranno anche oggi davanti alla commissione Bilancio. «Negli ultimi tre anni», spiega Porcu, «sono aumentati i residui passivi nelle casse della Regione»: secondo i dati diffusi dalle associazioni, l'ammontare è cresciuto di oltre cinque punti percentuali.
In più ci sono i ritardi «ormai scientifici» con i quali viene approvata la manovra. La stima è semplice: il disegno di legge diventerà operativo a ridosso dell'estate, per cui le “briciole” rischieranno di essere disponibili solo nel prossimo anno. Il risultato? «Una traslazione della spesa proprio nel momento in cui le imprese sono in difficoltà».
Anche in questo caso l'attacco è concreto: «Ci troviamo a criticare il processo di riordino degli enti», continua Porcu, «che a suo tempo avevamo appoggiato: in realtà non ne vediamo i risultati. Non si sa ancora niente, ad esempio, dell'Agenzia di promozione del lavoro artigiano che ha preso il posto dell'Isola due anni e mezzo fa».
Non sono risparmiate neanche le politiche sul lavoro. Di quelle attive, dicono, non c'è traccia. Vero è che sono state introdotte misure importanti nella lotta la precariato, ma quello che servirebbe è «una strategia più compiuta per incentivare le forme di sostegno del lavoro a tempo indeterminato».
Incomprensibili anche i tagli sulle politiche in grado di garantire quella che definiscono una “buona occupazione”: «Si passa dai 232 milioni di euro del 2004 ai meno dei 22 milioni del 2007. Mentre sulle politiche per l'occupazione rivolte alle imprese passiamo dai 59 milioni del 2005 ai 20 del 2007».
Critiche - quasi inutile dirlo perché erano arrivate anche da altre parti - che interessano anche il metodo con il quale la Giunta regionale ha proposto la manovra finanziaria: «Avremmo preferito una maggiore concertazione, mentre spesso ci siamo trovati a dover esprimere giudizi su documenti di cui non eravamo entrati ancora in possesso».
Le quattro associazioni lanciano inoltre un allarme per quanto riguarda il credito: «Siamo preoccupati per il colpevole ritardo sul versante del riordino della strumentazione in materia di incentivi alle imprese». Fanno poco testo i dati diffusi da Artigiancassa pochi giorni fa: «Sono numeri che non aggiungono niente di nuovo», sostiene il presidente della Cna, «perché riguardano il 2006 e fotografano situazioni pregresse. Le nostra critiche riguardano tutte la finanziaria 2007».
(ma.mu.)

© 2007 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari