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domenica 11 marzo 2007

Interventi.

Tuvixeddu, tesoro da offrire all'Unesco
in un parco che arrivi
fino alla laguna di Santa Gilla

di Roberto Copparoni, associazione Amici di Sardegna - Comitato Tuvixeddu Wive

Oggi, in occasione della visita guidata a Tuvixeddu, avviamo una raccolta di firme per chiedere che la più importante necropoli fenicio-punica del Mediterraneo sia segnalata all'Unesco e come monumento dell'Umanità. Crediamo di avere le carte in regola per lanciare questa proposta.

Dal 1985 ci occupiamo della valorizzazione delle risorse territoriali della Sardegna e in particolare del territorio di Cagliari, che presenta delle specificità ambientali e territoriali assai significative. Siamo un gruppo di volontari che, a vario titolo, danno un contributo per sviluppare delle politiche settoriali e contribuire ad animare il processo di crescita della collettività.

In particolare a Cagliari abbiamo collaborato con il Gruppo speleoarcheologico “Giovanni Spano”, per il quale fummo referenti per l'area archeologica negli anni 1986/1990, collaborando con Antonello Floris, Luchino Chessa e Roberto Scasseddu, esperti di speleologia urbana. In quegli anni iniziammo ad occuparci di Tuvixeddu, Cuccuru Ibba, San Bartolomeo, della grotta dei Colombi, Pani Loriga, Cornus, Sant'Andrea Priu, Calmedia, Antigori (dove individuammo il primo insediamento miceneo della Sardegna), Bithia e degli insediamenti umani nelle isole minori (in particolare Mal di Ventre, Tavolara e Asinara).

Dal 1995 iniziammo ad occuparci stabilmente di Tuvixeddu e della laguna di Santa Gilla. A Tuvixeddu abbiamo organizzato moltissime visite guidate e nel 1997 ottenemmo dal Comune di Cagliari l'inserimento e l'apertura dell'area, in occasione della prima edizione di “Monumenti aperti”. Per fare questo avevamo dovuto sostenere le spese di assicurazione e la pulizia del sito, nonché la messa in sicurezza dell'area. Per l'occasione beneficiammo solo di contributi privati. Ottenemmo la collaborazione della Soprintendenza, della Coimpresa, della rivista Sardegna Magazine, della cooperativa Service Art e dell'Istituto “Pertini” di Cagliari. In soli due giorni visitarono il sito oltre 3.500 persone.

Grazie al successo ottenuto dalle nostre iniziative pensammo di aprire i cancelli del canyon che da via Falzarego giunge fino in via Is Maglias e offrire alla cittadinanza un concreto esempio di come gestire questo spazio per la cultura e il tempo libero. Per l'occasione vennero organizzate delle estemporanee di arte, pittura e scultura, presentazione di libri, presentazione di oggetti ricordo, passeggiate tematiche (dalla storia all'archeologia industriale, dalle bellezze paesaggistiche alla flora alla fauna). Lo scrittore Giuliano Carta tenne anche una performance, recitando un suo testo chiamato “Tuvix”, nome del personaggio fantastico vissuto a Tuvixeddu in epoca fenicia.

Tutto questo circa 10 anni fa!

Fra l'altro, durante le periodiche pulizie dell'area, organizzate in collaborazione con la Circoscrizione e la locale parrocchia, rinvenimmo ogni genere di rifiuti, fra cui anche una pistola. Segnalammo tempestivamente alla Soprintendenza una serie di scavi clandestini e delle opere edilizia abusive, l'abbandono dell'antico convento presso la Villa Mulas e il grave inquinamento sotterraneo presente nella galleria di Sant'Arennera.

In quegli anni iniziammo a parlare anche di Area Vasta, intendendo con questa espressione tutta l'area “storica” riferita alla Circoscrizione di Sant'Avendrace, come laguna di Santa Gilla, Campo Scipione, via Santa Gilla, Tuvixeddu e Tuvumannu. Fummo fra i primi a proporre che il rione di Sant'Avendrace fosse considerato centro storico della città di Cagliari.

Per avvalorare la nostra tesi che le origini di Cagliari fossero proprio presso la laguna di Santa Gilla, realizzammo un cortometraggio “Radici nell'Acqua” e, con la collaborazione dei pescatori della laguna e la Soprintendenza archeologica di Cagliari, realizzammo il primo ecomuseo della Sardegna, chiamato “Museo della Laguna”, presso le strutture dello stabulario di Santa Gilla che, da circa un anno, è stato temporaneamente ed inspiegabilmente chiuso dalla Regione, Assessorato della difesa dell'Ambiente.

Nel 1999 iniziammo a proporre che l'Area Vasta di cui sopra venisse inserita fra i monumenti dell'Unesco. Nel 2001 progettammo una serie di iniziative volte alla sensibilizzazione dei residenti sulla importanza del sito di Tuvixeddu. Coinvolgemmo scuole elementari e medie presenti nel territorio, organizzando passeggiate culturali e laboratori didattici. Nel 2004 formalizzammo la presentazione di un nostro progetto per Tuvixeddu, denominato VARIT - Valorizzazione Risorse Territoriali. Esso fu presentato alla Circoscrizione, al Comune di Cagliari, alla Soprintendenza e ai residenti attraverso una serie di incontri e dibattiti.

Il progetto ha ottentuo positivi pareri dalla RAS - Assessorato del Turismo, dalla Provincia di Cagliari, dall'EPT di Cagliari, dall'ESIT, da docenti dell'Università “Bocconi” di Milano e dal DRI di Roma, che da anni sviluppa in collaborazione con l'Unesco un progetto per la salvaguardia funzionale dei siti di interesse storico archeologico, denominato Herity. In questi anni abbiamo prodotto tantissimi articoli informativi, presentato esposti e denunce, curato delle pubblicazioni tematiche e realizzato degli audiovisivi. Nel corso delle attività abbiamo suscitato l'interesse della Rai, di tv europee, delle emittenti locali, della stampa quoridiana e periodica, locale e nazionale.

Da tempo siamo nelle strade di Cagliari per dire:

Per questo vogliamo che la cittadinanza prenda consapevolezza dell'importanza e gravità delle scelte volute da pochi, però fatte in nome di tutti! Non ci deve essere un parco voluto e gestito dalla maggioranza e un altro dalle opposizioni o viceversa. E poi… rispetto a chi e a che cosa?

Per questo riteniamo che il concetto di polis e di collettività urbana debbano riacquistare autonomia e soggettività, perché le ragioni e le aspettative del cittadino, come emergono anche dalla vicenda di Tuvixeddu, divergono sempre più spesso dalle ragioni e dai reali voleri dell'amministratore.


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