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sabato 3 marzo 2007

Nuvoli con la voce della macchina
parlerà a Radio Radicale
La moglie disperata: “È un linciaggio”

La voce meccanica di una macchina, la sofisticatissima My Tobii, diffusa dalle frequenza di Radio Radicale. Una voce che esprimerà un'idea, una volontà. Una testimonianza.

«Mio marito ieri mi ha detto che vuole vivere abbastanza da parlare con quell'apparecchio», ha raccontato Maddalena Soro, la moglie di Giovanni Nuvoli, il 53enne algherese immobilizzato a letto dalla sclerosi laterale amiotrofica e ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santissima Trinità di Sassari. L'apparecchio in questione è il sintetizzatore vocale, acquistato dalla ASL, che restituisce una voce a coloro che hanno perduto la facoltà di parola.

«Giovanni vuole parlare pubblicamente, magari su Radio Radicale», ha proseguito la donna, chiedendo agli stessi esponenti del partito radicale un aiuto per «accelerare i tempi. Tutti assieme, con la passione politica, la carica umana, le grandi capacità che avete sempre saputo dimostrare».

Maddalena ha raccolto tutti questi pensieri in una lettera inviata all'eurodeputato radicale Marco Cappato. «Credo che non mi sarebbe particolarmente difficile accontentare Giovanni nel suo legittimo desiderio di chiudere questa inutile sofferenza con una morte serena e indolore, facendo quello che in modo silenzioso e nascosto migliaia di famiglie italiane fanno ogni anno», ha scritto la signora Soro, specificando di riferirsi alla «eutanasia largamente praticata, anche in Italia, in modo privato e senza coinvolgimento di media e di forze politiche».

«Se non è stata questa la nostra scelta è perché, come nel caso Welby, sia Giovanni che io abbiamo sentito il bisogno di dare un senso diverso alla sua morte. Abbiamo cercato di contribuire ad abbattere questo muro insopportabile di ipocrisia e idiozia benpensante che continua a circondare la materia nel nostro Paese. Abbiamo cioè voluto farne una battaglia politica. E questo fin da quando abbiamo scritto al presidente della Repubblica, nel settembre scorso».

Dopo aver ringraziato i Radicali per il loro sostegno, la moglie di Nuvoli, rivolgendosi a Cappato, ha espresso tutto il suo sconforto: «Io sono battagliera e molto solida (tu mi hai conosciuta personalmente, e gli amici mi chiamano Nuraghetta) ma mi accorgo che non ce la faccio più. Non cercate di immaginare cosa sono stati questi anni per me. Non ci riuscireste. Allo stress dei mesi scorsi si è aggiunto ora quello mediatico. Decine di colloqui ogni giorno con autorità sanitarie, magistrati, politici, vescovi e tanti giornalisti si sono sommati alle mie fatiche preesistenti».

Chi mi è più vicino cerca di tenermi su dicendomi: “Dai, coraggio! Hai dalla tua parte il 99 per cento degli italiani. Non mollare proprio adesso!”. E credo che sia vero. Mi ferma per strada molta gente, conoscenti ma anche sconosciuti. Mi incoraggiano, mi mostrano simpatia e ammirazione. Poi la sera vedo Giovanni, e crollo. Sta molto male, molto più di quando l'hai visto tu. Ha gli occhi disperati, che urlano».

«Mi sono fatta anche dei nemici», ha aggiunto Maddalena Soro, «perché contro di me l'ospedale, il vescovo e altri sono riusciti a scatenare un'ignobile campagna dei principali giornali e televisioni locali, che all'unisono titolano adesso: “Sta per arrivare a Sassari il sintetizzatore vocale, grazie al quale Nuvoli potrà finalmente dire cosa vuole, senza l'intermediario della moglie”. Capito? Secondo loro sono io che desidero la sua morte, non lui».

«Giovanni aveva dei dolori a una gamba. Il primario gli ha detto: “Hai un trombo. Si potrebbe risolvere somministrandoti degli anticoagulanti. Ma tu non vuoi cure!” Allora Giovanni ha acconsentito agli anticoagulanti, solo per non soffrire. “Ecco, visto? Non è lui che rifiuta le cure!” Capito? Tutti i media locali adesso sono d'accordo su questa tesi. Tutti assieme, sarà un caso? Immagino che al di fuori della Sardegna questa recente svolta dell'informazione pubblica non sia stata colta. Ma qui si, non sarà sfuggita a nessuno. E non mi aiuta a tenermi su».

(red)

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