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mercoledì 20 dicembre 2006

Sanità, aria natalizia in Consiglio
Soru: zero debiti, spesa in linea

Eccolo, il Piano sanitario approda in Consiglio regionale. Ma lo scontro dov'è? Dopo le polemiche continue delle ultime settimane tra maggioranza e opposizione, dalle colonne dei giornali e dai dibattiti sul territorio, ci si aspettava ostruzionismo con scudi umani sui banchi di via Roma. Invece nulla, la marcia verso l'approvazione del Piano è partita in modo soft. Giusto qualche schermaglia all'avvio.

I tempi della partita sono strettissimi perché in ballo ci sono le premialità statali e l'avvio delle Aziende miste, che salterebbero se non si finisse entro il mese. Eppure la corsa contro il calendario inizia con un'ora di ritardo e per oltre mezz'ora si attarda nella discussione su una pregiudiziale avanzata dal sardista Giuseppe Atzeri: chiede il rinvio del testo alla Commissione Sanità ai sensi dell'articolo 86 del regolamento, non c'è la copertura finanziaria che dovrebbe «accompagnare ogni atto normativo che comporti maggiori spese». Soprattutto perché, mancando ancora all'appello la Finanziaria nazionale, in cui le maggiori entrate fiscali per la Regione sono state scambiate con i trasferimenti per la sanità, regnerebbe «l'incertezza finanziaria».

La mossa di Atzeri è subito colta al volo da alcuni consiglieri del centrodestra che mirano a ritardare la marcia ineluttabile della maggioranza. Ma quando si vota per alzata di mano, la pregiudiziale cade e si passa alle cose serie: le relazioni di maggioranza e opposizione e i primi interventi dei 43 iscritti alla discussione generale.

Pacifico: «Il sogno di una sanità equa e di qualità»

La palla passa a Nazareno Pacifico (Ds), relatore di maggioranza, che riepiloga ancora una volta il percorso i punti principali del Piano, già ripetuti in tante occasioni, e sottolinea il vero evento: il PSR «arriva finalmente in Aula a distanza di oltre 20 anni». Dopo l'approvazione della prima bozza da parte della Giunta nel novembre 2005, il provvedimento è stato approfondito in Commissione e con un'ampia consultazione» di tutti i soggetti del mondo della sanità. Da quelle consultazioni sono emerse le tante «criticità del sistema»: il «frequente ricorso ai contratti atipici» che accresce il precariato; la «sanitarizzazione dei bisogni»; la «mancanza di strategie territoriali»; le «carenze in settori delicati come l'oncologia, il Piano del sangue e la riabilitazione»; il «conseguente ricorso a prestazioni extraregione»; la «carenza delle risorse rispetto ai costi del sistema».

È «un Piano di forte impatto, che arriva dopo oltre venti anni di programmazione parziale». Si mette al centro la persona e il lavoro in rete che coinvolga gli operatori in una logica di sistema, per «dare una risposta complessiva al cittadino, accompagnandolo nel suo percorso di salute e prendendolo in carico nelle diverse fasi della malattia». Il Piano si pone come obiettivi il contrasto di patologie peculiari dell'Isola come il diabete mellito e la talassemia; delle patologie di rilevanza sociale come demenze senili e Alzheimer; delle malattie a maggiore incidenza epidemiologica come quelle cardiovascolari; delle malattie oncologiche e della salute mentale.

Passando poi ai punti più criticati e discussi, Pacifico si è soffermato sul «riordino della rete ospedaliera, per la quale è prevista una riduzione dei posti letto per acuti, riduzione necessitata per il vincolo dettato dalle normative nazionali vigenti». In compenso ci sarà «un aumento dei posti letto per lungodegenza e riabilitazione, il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare e ambulatoriale, l'accesso alle strutture di day hospital e day surgery per interventi di minor rilievo».

In conclusione, per il consigliere regionale diessino è «un piano per i sardi e per la Sardegna, ambizioso, denso di contenuti e proposte. Non un piano di sogni, come qualcuno ha detto, ma un piano che nasce dal sogno condiviso da tutti noi di dare equità e qualità al sistema, efficacia e efficienza e di porre al centro delle azioni i bisogni e le esigenze di chi soffre».

Vargiu: «Spesa impazzita e piano negativo»

Di tutt'altro avviso è il relatore di minoranza, Pierpaolo Vargiu dei Riformatori, che ha espresso un «giudizio fortemente negativo». In un intervento nettamente critico, ma in cui è tornato più volte l'invito a mettere da parte lo «scontro ideologico» per riprendere il dialogo tra maggioranza e opposizione, Vargiu si è soffermato soprattutto sull'assenza di risorse per il funzionamento del sistema sanitario, «il vero e insoluto nodo del Piano», mentre la spesa continua a registrare un disavanzo di quasi 300 milioni di euro l'anno e anche per il 2006 risulta in crescita.

Il capogruppo dei Riformatori ha spiegato la scelta ospedalocentrica dell'assistenza sanitaria, di fatto smantellata dal Piano: «Permette di risparmiare. Conviene portare un paziente di Esterzili al Brotzu di Cagliari che portare medici e macchinari a Esterzili».

Vargiu ha pure criticato l'eccesso di «delega ai manager sanitari, che non sono riusciti a ridurre di un euro il deficit della Sanità sarda», e ha concluso invitando il Consiglio regionale «ad aprire una vertenza unitaria con lo Stato, denunciando la cronica insufficienza di fondi trasferiti dal Fondo Sanitario Nazionale». In ogni caso, se prevalesse «la sconsiderata strada del taglio del cordone ombelicale che lega moralmente lo Stato alla nostra spesa sanitaria», bene farebbe il Consiglio a chiedere che le maggiori somme che dovessero essere trasferite dallo Stato, in base all'accordo relativo alla riscrittura dell'articolo 8 dello Statuto, siano totalmente o parzialmente vincolate alla creazione di un monte di risorse finanziarie aggiuntive rispetto alla spesa sanitaria consolidata».

Soru: «Conti sotto controllo e deficit in calo»

A sorpresa, dopo un intervento di Tore Amadu dell'Udc, ha preso la parola Renato Soru, soprattutto per ribattere alle affermazioni sulla spesa sanitaria appena formulate da Pierpaolo Vargiu. In meno di otto minuti, il presidente della Regione spara una raffica di numeri, tanto che per due volte richiama la possibilità di presentare delle tabelle che chiariscano meglio un quadro abbastanza complesso.

I conti della Sanità non crescono «in maniera ingovernabile». I dati si trovano alla pagina 135 del Piano, dice Soru: «Nel 2002 c'era un disavanzo 256 milioni di euro, nel 2003 di 148 e nel 2004 cresceva in maniera importante e registrava 261 milioni di euro. Per il 2005 il disavanzo è di 293 milioni, comprensivi degli oneri per i rinnovi contrattuali del personale relativi agli ultimi 4 anni».

«Non ci dobbiamo spaventare se si pagano i debiti che qualcuno ha fatto. Il problema è quando si fanno i debiti», ha detto Soru. «Nel 2005 abbiamo saldato i debiti accumulati nel 2002, nel 2003 e nel 2004. Il disavanzo vero, ricalcolato escludendo queste somme, è di 182 milioni. Nel 2006, tenendo conto del contratto del 2005, dell'accantonamento di 25 milioni di euro per il nuovo contratto e del pagamento dei debiti col Policlinico di Cagliari, al quale non era mai stata liquidata una fattura dal 1995, il disavanzo complessivo è meno di 100 milioni. Quindi la spesa cresce dell'1,2%». Per il 2007 si prevede una crescita dell'1% e «una sanità in equilibrio» grazie al contenimento della spesa e all'aumento delle risorse statali.

«Nel Quadro comunitario di sostegno, nella quota di fondi programmati dal Governo, ci sono circa 15 miliardi di euro che verranno destinati al riequilibrio dell'offerta di strutture sanitarie nel Mezzogiorno d'Italia», ha poi annunciato il presidente. «Il 12,61% di questa cifra tocca alla nostra Regione. Se tutto andrà bene, utilizzando questa quota, avremo anche più del necessario e potremo finanziare progetti che ora sono soltanto un'indicazione programmatica».

Nel corso della seduta hanno parlato altri nove consiglieri di maggioranza e opposizione. Oggi alle 10 riprende il dibattito: all'appello mancano ancora 32 iscritti alla discussione generale.

(mf)

IL DIBATTITO FUORI DALL'AULA

Impossibile programmare senza partire dai bisogni dei cittadini (di Marcello Angius, segretario regionale ANAAO - ASSOMED)

Piano sanitario, il coraggio delle scelte. Non lasciamo la riforma ai tecnici (di Luigi Mascia, segretario regionale CIMO - ASMD)

Medici, una generazione perduta. Negli ospedali non si prepara il ricambio (di Enrico Giua, presidente regionale dell'Associazione nazionale primari ospedalieri).

Quei 1.500 precari in camice bianco e la speranza che qualcosa cambi (intervista a Giuliana Lussu, medico precario e sindacalista)

Una sanità sempre più costosa e il falso problema dei posti letto (di Alberto Desogus, delegato regionale del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri)



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