

mercoledì 15 novembre 2006
Niente speculazioni, e attenzione alle idee estemporanee. Le aree che il ministero della Difesa trasferirà alla Regione dovrebbero essere affidate alla Conservatoria delle coste della Sardegna, l'organo istituito nella primavera del 2005 per curare la gestione delle aree costiere di rilevante interesse ambientale. La proposta è delle associazioni ambientaliste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, preoccupate dalle rivendicazioni del Comune di Cagliari dopo l'annuncio dell'intesa fra il ministro della Difesa Arturo Parisi e il presidente della Regione Renato Soru.
"Gli amministratori comunali cagliaritani, il sindaco Emilio Floris e l'assessore all'urbanistica Giovanni Maria Campus in testa, si sono affrettati ad affermare che ne faranno esclusivamente parchi e musei all'aperto", scrive Stefano deliperi a nome delle due associazioni. "Gli esempi recenti di richiesto utilizzo di queste aree non sono certo in sintonia con una razionale fruizione, corretta ed eco-sostenibile: sulla Sella del diavolo, tanto per ricordare un caso, il Comune di Cagliari ha progettato o sostenuto progetti per realizzare funivie e punti ristoro (2000), monumenti vari (1993, 2003), impianti di illuminazione a giorno (2005). Progetti abortiti grazie anche agli esposti, alle petizioni popolari ed alle iniziative di sensibilizzazione promossi da Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico".
Le associazioni ecologiste promettono "la più ferrea vigilanza sull'operazione di dismissione delle aree di demanio militare di interesse ambientale, per evitare qualsiasi iniziativa non consona ai relativi valori naturalistici e culturali. Di funivie, strade e stradine panoramiche, punti ristoro e arredi urbani non c'è proprio bisogno e, francamente, ne abbiamo piene le tasche...
Su un altro fronte, Amici della Terra interviene davanti al T.A.R. Sardegna "a sostegno delle ragioni della tutela paesaggistica dei colli cagliaritani di Tuvixeddu-Tuvumannu, poste in pericolo dai ricorsi della società Nuove Iniziative Compresa s.r.l. e del Comune di Cagliari avverso i decreti dell'assessore regionale dei Beni culturali del 9 agosto 2006 e del 12 ottobre 2006", che annunciano una proposta di rimodulazione, con riduzioni e spostamenti di volumetrie, rispetto all'accordo di programma stipulato fra Regione, Comune e privati il 15 settembre 2000.
Secondo l'intervento ad opponendum dei due gruppi ecologisti, affidato agli avvocati Carlo Augusto Melis Costa e Guendalina Garau, "i due corposi ricorsi non dimostrano in alcun modo la lesività delle rispettive posizioni comunali e private da parte dei provvedimenti di tutela", riferisce una nota. "Da un quindicennio le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico - con azioni legali e di sensibilizzazione in tutte le sedi - sostengono la destinazione del colle di Tuvixeddu, sede della più importante necropoli punico-romana del Mediterraneo, ad un grande parco archeologico-ambientale per la città di Cagliari. Parco che costituirebbe anche seria occasione di equilibrata crescita economico-sociale".
Con un decreto ministeriale del 1996, un'ampia area del colle era stata assoggettata a vincolo storico-archeologico. Oggi sono in corso di realizzazione, sostenuti da cospicui fondi pubblici, i lavori per la destinazione a parco pubblico di buona parte dell'area, "dove tuttavia continuano ad incombere assurdi progetti di viabilità ed eccessive pretese edificatorie private", ricordano gli ecologisti.
(red)

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