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venerdì 10 novembre 2006

Sul fronte dei porti Soru perde la pazienza
Un'indagine sulle barche in fuga

Renato Soru stavolta contrattacca sul fronte del porto. Banchine quasi deserte, in un'estate da dimenticare, denuncia ancora una volta il portavoce della Rete dei Porti, il sindaco di Castelsardo Franco Cuccureddu. È una bufala, è stata una buona stagione, abbiamo visto tutti i porti pieni di barche: così replica il presidente della Regione, esasperato. E accusa l'accusatore: questo signore alimenta il tormentone fuori stagione perché sta lavorando per il suo futuro politico. Per chiudere la faccenda una volta per tutte, Soru annuncia un'indagine dettagliata e indipendente, da affidare a una società specializzata.

La Rete dei Porti (deserti).

Ieri mattina a Cagliari il consorzio della Rete dei porti, in una conferenza stampa, ha presentato dati a suo giudizio allarmanti. Nella stagione estiva appena conclusa si è registrato un calo del 42,2% delle imbarcazioni in transito superiori ai 14 metri (di non sardi e non in regata) rispetto al 2005.

Secondo il presidente del consorzio, Franco Cuccureddu, "il decremento riguarda i dieci porti associati alla Rete: Arbatax, Santa Maria Navarrese, La Maddalena-Porto Massimo e La Maddalena-Cala Gavetta, Palau, Santa Teresa di Gallura, Isola Rossa, Castelsardo, Porto Torres e Alghero. Poi si deve aggiungere il 49,2% di ridimensionamento degli attracchi in altri sette porti sardi fuori dalla Rete, ovvero Calagonone, Carloforte, Puntaldia, Bosa, Cagliari-Marina del Sole, Baja Sardinia-Cala Bitta e Oristano-Torregrande. Per un calo medio tra gli uni e gli altri complessivo del 44,7%".

Cuccureddu ha commentato questi dati ponendo l'accento sulla "influenza determinante" della tassa sul lusso: "L'incremento del 30% che avevamo stimato per il 2006 è venuto meno con l'introduzione della tassa. A beneficio di altri porti, come per esempio quelli corsi, dove quest'estate si è registrato un aumento medio di transiti pari al 50%".

Soru furioso: solo una montatura.

Il presidente della Regione ha contestato su tutta la linea le accuse di Cuccureddu, prima con una dichiarazione in tv e poi con una nota stampa. "Ormai è un tormentone dal quale non so quando ci libereremo. C'è un signore, il sindaco di Castelsardo, che sta lavorando per il suo futuro politico e utilizza ogni mezzo possibile per farsi pubblicità. Qui non si parla né di porti né di barche, ma delle carriere politiche di qualcuno".

Soru ha puntualizzato che "stiamo parlando di 9 porti e non dei 50 porti che ci sono in Sardegna. Stiamo parlando di molto meno della metà dei posti barca, anche di grandi dimensioni, che esistono in Sardegna. Quindi stiamo parlando di una parte. Poi c'è un altro fatto: stamattina ancora una volta si è dichiarato che sono venute meno barche superiori ai 14 metri, e quindi questo sarebbe un disastro. Francamente, dobbiamo capire se nei nostri porti ci fosse traffico o se ce ne fosse di meno o di più degli anni passati, a prescindere dalla lunghezza delle barche. E abbiamo dimostrato, in tutte le maniere, che il porto di Alghero, il porto di Castelsardo, e tutti i porti della Sardegna erano particolarmente pieni di barche quest'anno".

"Non so che cosa cambi per la nostra regione", ha aggiunto Soru, "per il lavoro nei porti, per il nostro turismo, per l'economia della Sardegna se ci sono più barche di 14 metri o più barche di 10, 11, di 12 metri. Per noi, è stato importante appurare che ci sono state più barche in Sardegna. Nello stesso istante in cui si diceva che ad Alghero e a Castelsardo era un disastro, abbiamo presentato fotografie che mostravano quello che tutti hanno potuto vedere: i porti di Castelsardo e di Alghero, come gli altri porti in Sardegna, erano strapieni di barche, e queste barche pagavano per l'ormeggio, per la benzina, per i servizi; pagavano quando i turisti uscivano dal porto per andare a frequentare i locali delle città. Quindi non ci possono essere soldi in meno, ma semmai soldi in più, essendo venute più persone in Sardegna".

Riferendosi a dati verificati dal nucleo di valutazione dell'assessorato della Programmazione e anche direttamente, il presidente Soru ha aggiunto: "Nel nostro immaginario, tutti noi pensiamo che Porto Cervo sia un porto importante, e che Portisco, ancora in Costa Smeralda, sia un porto importante, così come Porto Rotondo per i grandi yacht. Bene, io ho avuto modo di parlare con queste persone e so che in quei porti ci sono state più presenze in generale e più presenze anche di grosse barche. Questo contraddice in maniera chiara quello che invece dice un signore che non ho ancora ben capito che cosa rappresenti".

Il verdetto da un'indagine neutrale.

Convinto di poter "mettere fine a questo tormentone che mi interessa pochissimo", il presidente Soru ha annunciato un'indagine pubblica. "Abbiamo selezionato una società indipendente che possa monitorare tutti i porti della Sardegna e fare delle domande semplici: quante barche sono arrivate, piccole, medie, grosse, se ne sono arrivate di più o di meno. In Sardegna gli operatori sono più di cento, perché alcuni porti sono mal gestiti. Quello di Alghero, ad esempio, anziché avere una concessione ne ha circa una decina". "Sono stati individuati oltre 100 concessionari - ha detto Soru -, è stata fatta una prima cernita e sono stati ridotti a 85, perché una ventina non hanno mai nemmeno risposto al telefono. Sono già stati tutti contattati: da molti abbiamo più o meno avuto dei dati, mentre da altri abbiamo ricevuto un rifiuto totale: non ci hanno voluto fornire le cifre. Tra questi ultimi si distinguono in modo particolare i rappresentanti di questa associazione di porti che i suoi numeri se li tiene per sé, non li dà ad una indagine indipendente e non li mette a disposizione delle statistiche regionali".

"Comunque voglio dire che la Regione non si sente particolarmente felice perché c'è una barca di 14 metri e scontenta se ce ne sono due da 12 metri. Questo livello di provincialismo l'abbiamo già superato", ha concluso Soru.

Sanna (An): una tassa fallimentare.

Sulla polemica è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Sanna (An), secondo il quale "i dati presentati dalla Rete dei Porti testimoniamo che questa legge è un vero disastro per tutto il turismo sardo, per la nostra economia e per il nostro futuro". Secondo Sanna è "un'imposta che ha avvantaggiato i porti del resto del Mediterraneo, facendo tornare indietro la Sardegna di parecchi anni. Non dobbiamo dimenticare che sulla banchina di Porto Vecchio in Corsica si poteva leggere, per tutto il periodo estivo, un cartello con su scritto mercì monsieur Soru".

E il capogruppo di An in Consiglio regionale, Ignazio Artizzu, ha aggiunto: &Accanto al dato che illustra i danni causati dalla tassa, appare significativo quello relativo all'esiguità della cifra riscossa: appena due milioni di euro, metà dei quali andrà restituita perché pagata precauzionalmente dagli armatori ma, in realtà, non dovuta".

(red)



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