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giovedì 9 novembre 2006

TeleIndipendentzia mostra al mondo
i giganti dimenticati di Monti Prama

I Giganti di Monti Prama sono riemersi soltanto ora da un inspiegabile oblio durato 32 anni: il 29 ottobre, a Sassari, i circa 4.000 frammenti di arenaria scoperti per caso da un agricoltore del Sinis nel 1974 sono stati esposti al pubblico per la prima volta, nelle sale del Centro di restauro e diagnostica di Li Punti. Un evento salutato con un duro comunicato da iRS - indipendentzia Repubrica de Sardigna, "indignata dal modo in cui in questi anni si sono privati i sardi e il mondo di una scoperta e di un patrimonio di tale portata, che porta a riscrivere la storia dell'elaborazione artistica e politica dell'umanità intera".

E l'indignazione diventa sfida: ignorando il divieto di diffondere le immagini di quella brevissima esposizione dei Giganti e "compiendo un gesto inevitabile, necessario, di riappropriazione", iRS ha deciso di mostrare al mondo, sul sito TeleIndipendentzia, un video realizzato quel giorno.

Il movimento indipendentista "denuncia il costante atteggiamento di mistificazione storica, di autocastrazione culturale, di degradazione di tutto ciò che appartiene alla storia del nostro popolo, compresa l'epoca nuragica. Un fin troppo noto meccanismo funzionale a convincerci della nostra pochezza passata e presente".

"L'atteggiamento reiterato di banalizzazione di questa e altre scoperte da parte di note personalità alla guida di varie Sovrintendenze archeologiche, la dice lunga: e a poco vale il ricredersi odierno di questi personaggi, quando è già diventato palese il valore universale di quanto i sardi hanno prodotto e hanno fra le mani".

"Non diversamente, iRS denuncia l'atteggiamento di silenzio e colpevole disattenzione dei mezzi di informazione in Sardegna, capaci di parlare di tutto, anche delle cose più banali, tranne che di ciò che rivoluziona il sapere, dà dignità storica alla nostra terra, apre prospettive importanti per l'avvio di un'economia pulita, basata sulla conoscenza, la ricerca, il turismo culturale".

"Diciamocelo chiaramente: in ogni altra parte del mondo i politici, le istituzioni, l'università, i media, la gente comune avrebbero già sbandierato e fatto vanto di una scoperta così importante. Se la Sardegna e i sardi stanno in queste condizioni è perchè non sanno amare se stessi, la propria storia, la propria libertà".

"Riteniamo un nostro diritto e un nostro dovere dare visibilità a tale ricchezza - conclude la nota -, al di là di qualsiasi limitazione o vincolo, in modo che divenga finalmente presente nella memoria e nella coscienza dei sardi. In modo che da qui inizi davvero l'opera di valorizzazione dei Giganti di Monti Prama e della Civiltà Nuragica. In modo che la conoscenza di un grande passato ci stimoli a prenderci tutte le responsabilità per la costruzione di un migliore futuro".

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