

venerdì 3 novembre 2006
La Giunta regionale e il suo comandante, Renato Soru, colano a picco come il Titanic, l'Andrea Doria, la corazzata Roma e la nave di Odisseo fuse insieme in un unico e colossale naufragio. Chi giovedì sera ha visto su Videolina "La volpe e l'uva", il Porta a porta dei poveri, non poteva avere dubbi. Alla scialuppe, si salvi chi può.
Al centro del programma presentato da Simona De Francisci, che conduce col piglio della donna che non deve chiedere mai ma spesso si fa travolgere dalla caciara tra gli ospiti sempre in agguato, il sondaggio di Coesis Research che boccia l'esecutivo e la maggioranza.
Personaggi e interpreti. In studio un parterre da grandi occasioni. Alla vostra destra, nel consueto abitino da sacrestano, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giorgio La Spisa; con la camicia slacciata e l'aria stropicciata da statista di borgata, il deputato UDC Giorgio Oppi; e infine, il baffo savoiardo del consigliere regionale di AN Mario Diana, il Vittorio Emanuele III di Oristano.
Alla vostra sinistra, il capogruppo della Margherita Antonio Biancu, visibilmente annoiato nel ruolo di difensore di Soru; il leader della fronda nella maggioranza consiliare, il tenebroso Paolo Maninchedda. In collegamento da Olbia ci sono anche il poco incisivo Giulio Calvisi, segretario regionale DS, e Antonio Satta, vicesegretario nazionale dell'Udeur, che nei suoi interventi gigioneggia da puro democristiano.
I temi sono i soliti di questi dibattiti politici da sbadiglio: le riforme, l'energia, la crisi dell'industria, la sanità, le entrate fiscali. Tutti temi serissimi, per carità, ma che diventano pretesto per le sterili polemiche del "ma voi eravate al governo", "voi ci siete ora" e via strillando.
Anche i ruoli sono scontati: la maggioranza difende Soru a spada tratta, l'opposizione parla di "bilancio totalmente negativo", ritardi incomprensibili, "Giunta che non ha risolto un solo problema". In mezzo Maninchedda, che ha gioco facile nel prevalere sul piano del ragionamento politico, ma che quando tenta di portare il discorso sui temi reali, poco o nulla può contro la politica che si parla addosso: come da Biscardi, si interviene due o tre alla volta, se no che gusto c'è?.
Il succo de "La volpe e l'uva", tolte le schermaglie tra schieramenti, è il sondaggio che certifica il crollo di 7 punti percentuali nel gradimento del presidente.
A rinforzare il quadro traballante del governo regionale certificato dai numeri, il servizio furbetto di Antonello Lai: un piano sequenza di interviste (così lo definisce la De Francisci, neppure avessero arruolato Stanley Kubrick) divise tra Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari.
Manco a dirlo, gli intervistati o non hanno votato Soru o non capiscono di politica o si lanciano in discorsi che vengono tagliati mandando avanti veloce il nastro. Ma l'intervistatore è bravo, sa imboccare la gente semplice, e riesce sempre ad avere la risposta CVD, come volevasi dimostrare. Se un pensionato non sa quale possa essere la priorità del governo, ecco Lai pronto a suggerirgli "Il lavoro?", e quello subito: "Sì sì!".
Quindi quasi tutti sono scontenti, e quelli contenti, quando gli viene concesso diritto di parola, dicono: "Politicamente ha fatto il suo dovere, ma se votavamo un altro era identico". Oppure cantano "Si può dare di più". Analisi politiche degne di Giovanni Sartori, chapeau.
Alle 23 si chiude bottega anche per questa settimana. Puntata dopo puntata, la trasmissione di Videolina tiene fede al proprio nome. Se l'uva è l'obiettività e la chiarezza di informazione, la povera volpe continuerà ad allungarsi e a saltellare invano.
(monitor)

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