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venerdì 3 novembre 2006

Turismo sardo in crescita,
parola di albergatori
Fra italiani e stranieri +3% nel 2006

Un anno nero per il turismo sardo. In caduta libera. Forse un crollo. E invece... Invece è andata benino, forse bene: si vedrà a breve. Ma sicuramente non è andata male, anzi il settore è in crescita. Lo dice Confesercenti sarda, dopo aver sondato i propri aderenti. Se così è - e se il verdetto sarà confermato dai dati ufficiali in arrivo - contrordine, Cassandre. Quelle che dalla primavera e per tutta l'estate annunciavano il tracollo dell'industria del sole in Sardegna, sabotata dalla Giunta Soru e dalle sue tasse.

La voglia di disfattismo sembra essere stata smentita sul campo. Ovvero dai turisti italiani e stranieri che hanno ancora scelto la Sardegna nonostante gli appelli contro dei Briatori che gufavano con i loro sodali nuragici. Troppo zelo maramaldo: il turismo sardo, mentre quello nazionale stenta e perde quote di mercato, è vivo e vegeto: la prova viene appunta dall'indagine condotta dalla Confesercenti regionale. Risultato: nella stagione appena conclusa la presenza di vacanzieri nell'isola è cresciuta del 3%.

Il dato, in realtà, non sorprende più di tanto. Un'indagine pubblicata a luglio dalla stessa Confesercenti aveva rivelato le previsioni ottimistiche degli operatori turistici a proposito della stagione estiva.

Adesso, nel consueto bilancio autunnale, i titolari di attività alberghiere ed extralberghiere promuovono la primavera e l'estate appena trascorse: "discrete" per il 66% dei 200 intervistati e addirittura "ottime" per il 13%. La provincia più felice (relativamente, e con numeri di partenza più bassi rispetto al quadro generale) è Nuoro: il 93% degli operatori turistici ha definito "più che positivo" questo 2006 ormai agli sgoccioli.

Qualche lamentela si registra invece nel Sulcis Iglesiente, dove oltre un quinto dei gestori di attività ricettive denuncia un andamento insoddisfacente: il profondo Sulcis sconta uno scarso appeal fra i vacanzieri anche per l'inadeguatezza strutturale della sua offerta.

Interessante e importante il dato sulla riguarda la durata della stagione turistica, significativamente più lunga rispetto al 2005: nel Nuorese e nel Sassarese, ad esempio, sono quasi raddoppiate le strutture che hanno garantito l'apertura per oltre 6 mesi (il 31% contro il 18% dell'anno scorso).

L'ultimo allarme sul settore turistico in Sardegna era stato lanciato dalla Rete dei Porti, secondo la quale l'imposizione della tassa sul lusso avrebbe causato un sensibile calo degli approdi. Ma ieri mattina l'assessore regionale del Turismo Luisanna Depau ha contestato nuovamente i critici: "La Rete dei Porti ha divulgato cifre assolutamente parziali, prendendo a campione solo 9 approdi su 56. I dati reali e completi sull'influenza della tassa sul lusso saranno resi noti, entro la prossima stagione estiva, dall'unica struttura che ne ha la facoltà e la competenza: il Servizio statistico regionale".

In tempi più brevi (un paio di settimane al massimo, ha annunciato l'assessore) invece saranno disponibili i dati complessivi sull'andamento della stagione turistica appena conclusa.

(red)


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