Il Pd si fa sponsorizzare dall’Unione Sarda per un pugno di euro ma discrimina La Nuova Sardegna. Una festa-flop usata per oscuri inciuci e umiliare ancora Soru: ortodosso e ammorbidito dopo botte senza uguali?
di Giorgio Melis
Domenica si è chiusa la festa del Pd sardo. Dovrebbe piangerci sopra per mille ragioni. Fra le altre, il flop di partecipazione: un pianto. Sedie deserte perché disertate deliberatamente: i cittadini non prestano neanche attenzione al partito di Silvio Lai, senza credibilità e senza appeal. Anzi vieppiù deprimente col suo “giovane” segretario, portatore non sano del cinismo senile dei nomenklati che lo hanno issato sulla poltrona e ce lo tengono: per controllare for ever un partito invertebrato senza eletti, elettori e iscritti. Figurarsi che il top della festa, col tanto strombazzato arrivo di Pierluigi Bersani – poco carisma leaderistico ma tanta simpatia e credibilità di sostanza – ha convogliato al Bastione si e no un migliaio di persone. Il Pd a Cagliari era da anni poca cosa: ora è proprio nulla.
Anzi, meno di nulla dopo aver cercato e ottenuto la sponsorizzazione dell’Unione Sarda per un pugno di euro: tremila ma alcuni dicono diecimila. Neanche il piatto e pure senza lenticchie. Era corretto, buono e giusto, per Lai&company, volere gli stand e la benedizione del quotidiano di Cagliari. Giornale amico, antiberlusconiano, antidestra, contro la speculazione edilizia, progressista, dalla parte dei valori del centrosinistra e del Pd, disinteressato e soprattutto un modello di pluralismo e correttezza informativa. Come quando uscì col post per il sì al referendum sulla Statutaria (flop clamoroso), trasformando un quotidiano centenario in una sorta di Chiquita Banana cartacea, con un uso contestato perfino dal morbidissimo sindacato dei giornalisti sardi. Il quotidiano dalle decine di paginate e delle mille interviste esclusive e genuflesse, senza contraddittorio o repliche dal campo opposto, a Berlusconi a ogni più sospinto: contro la Sardegna e i suoi interessi vitali calpestati. Il giornale che omise – coprendosi di ridicolo in tutta Italia – di scrivere che l’assalto e la guerriglia di piazza Bonaria erano dirette contro la casa di Soru: dopo aver scatenato il falso sui rifiuti da Napoli. Mettendosi di fatto alla testa dei dirigenti del Pdl nella contestazione mirata alla villa del presidente della Regione. Subito completata dall’assalto alla villa da parte dei facinorosi dietro il corteo politico. Bene, era cosa buona e giusta chiedere la sponsorizzazione per la festa del Pd al gionale amico. Nel contempo rifiutando la pubblicità richiesta da “La Nuova Sardegna”. Alla quale è stata negata benché richiesta, con una discrimninazione specifica e fin troppo eloquente.
Comunque, la straordinaria mossa di Silvio Lai e mandatari nomenklati, benche abbia fatto letteralmente schifo ai pochi che ancora riponevano qualche speranza turandosi il naso in questo Pd sardo, ha aperto una strada che farà epoca. L’anno prossimo, Bersani farà sponsorizzare la festa nazionale del Pd da “Il Giornale” di Feltri avendo come speaker Alessandro Sallusti e Augusto Minzolini: pagando appena centomila euro. Viceversa, la festa de “Il Fatto Quotidiano” di Antonio Padellaro e Marco Travaglio avrà come sponsor il Pdl, speakers Dell’Utri, Verdini e Cosentino in cambio di 50 mila euro. Per ricambiare, il Pdl si farà sponsorizzare da Repubblica e l’Unità, mentre Libero di Belpietro piazzerà i suoi stand e i suoi uomini nella kermesse dell’Idv di Tonino Di Pietro e in quella del nuovo Fli di Fini, ospite d’onore Vittorio Feltri. Sono tutte situazioni brillantemente risolte dalla trovata di Silvio Lai: l’intesa con L’Unione Sarda di Zuncheddu, socio anche di Verdini nel “Foglio”, apre una prateria di corrette soluzioni nei rapporti partiti-editori-giornali.
Insomma, Silvio Lai è davvero un innovatore. L’accordo di amorosi sensi e qualche spicciolo con “L’Unione”, contestuale alla discriminazione della “Nuova”, è un colpo di genio che ha coinvolto, convinto e stravolto i pochi iscritti del Pd. Molti dei quali ripiombati nella depressione astensionista, decisi a votare per Nichi Vendola o magari per Fini. Anche perché la festa del Pd è stata declinata soprattutto come una passerella degli uomini del Pdl e dintorni, inclusa una sorta di preinvestitura di candidati di destra al Comune di Cagliari benedetti dall’ecumenico Pd.
Ma da questa scelta geniale, arrivando alle considerazioni finale e a freddo, scaturiscono precisi messaggi politici. Il primo, a Renato Soru. La sponsorizzazione offerta e avuta da Zuncheddu è una coltellata alle spalle e un segnale per il futuro all’ex presidente. Ovvero, il giornale che ha realizzato a suo danno “il metodo Boffo” con largo anticipo su Feltri e per sei-sette anni (prima che, ahilui, entrasse in politica), è stato giustamente premiato per aver contribuito in modo determinante a farlo fuori. Per i primi tre anni da presidente, la miserabile campagna fatta di omissione, censura e attacchi personali vergognosi, si è spuntata contro le spalle di Soru. Alla lunga il “gutta cavat lapidem” ha scavato nell’immagine di Soru. Ha vinto non tanto Zuncheddu quanto la sua determinazione simil-barbaricina (“mantene s’odiu ka s’occasione non mancat”) di usare senza tregua, per anni, ogni giorno, il suo monopolio informatico come una lupara e come un veleno letale a lento rilascio. Non ce l’avrebbe fatta neanche con queste bocche da fuoco e le boccette venefiche senza la solidarietà e la complicità di quella parte dei presunti alleati di Soru (soprattutto nel Pd). Quelli che hanno dato il colpo decisivo con le primarie truffaldine perse-“vinte” da Cabras con i voti del centrodestra e poi nel fare terra bruciata elettorale attorno a Soru dove potevano: determinatissimi a far vincere la destra pur di fare cadere il presidente che non si piegava ai loro giochi, aiutandoli peraltro con errori macroscopici, rigidità fino ai limiti della cecità politica e sociale.
E’ dunque sacrosanta e coerente la scelta di Silvio Lai. Per conto dei mandatari, da Cabras a Paolo Fadda e più. Avevano portato il Pd in Tribunale a Cagliari, battuti, dopo aver disdegnato una “sentenza” non favorevole della commissione nazionale del partito presieduta da Luigi Berlinguer. Personaggi inesorabili che non hanno indietreggiato e mai lo faranno davanti a qualsiasi nefandezza politica per conservare il potere. Hanno correttamente premiato Zuncheddu per averli sempre sostenuti, pur da megafono di Berlusconi, nella comune battaglia contro Soru e, aggiungiamo, contro la Sardegna: grazie anche a loro, ridotta in 18 mesi a zattera che affonda inesorabilmente.
Dunque ora si sono ulteriormente messi sotto la protezione di Zunk (già operante, selettivamente, da sempre), attualmente spalmata sul centrodestra. Ma l’editore è un po’ in cagnesco con Cappellacci: da quando Mauro Pili gli ha svelato che l’Ugo faceva affari con Carboni e Verdini e non solo, senza informarlo e coinvolgerlo. E’ pure molto pasticciato con la giustizia per l’affaire dell’eolico, tanto da dover subire un secondo interrogatorio da parte dei magistrati romani. Quindi in bilico assai, da buttare dalla torre se, poniamo, toccasse la piccola Ketty Corona: sfregio che il burcerese mai potrebbe tollerare anche sul piano umano.
Pertanto è logico che gli vada di lusso la condiscendenza con cui ha accettato di sponsorizzare il Pd, con preventivo bacio della pantofola editoriale. Sarà la carta di riserva se la destra andrà a catafascio. Gli consentirà di indicare il candidato sinistra-destra per il Comune di Cagliari. Avrà i suoi due bravi forni politici spalancati per lui, che controlla il terzo, suo e decisivo: il semimonopolio informativo specie nel centro-sud. Potrà rimuovere l’opposizione in Consiglio e vedere andare a buon fine la nuova delibera che prima o poi Cappellacci farà per far acquistare dalla Regione i palazzoni di Santa Gilla: due volte sfumata nonostante la volontà dell’assessore poi presidente Ugo. Salvifica, perché nel mercato immobiliare affaticato quei palazzoni sono duri da collocare. Insomma, un sodalizio politico a 360 gradi che potrà fruttare accordi di ogni genere, nel trasversalismo senza pudore da un arco all’altro degli schieramenti politici. Su queste basi la sinistra soprattutto è incamminata verso le magnifiche sorti e progressive, avendo come bussola Zuncheddu e come guida Silvio Lai. L’unico problema, trascurabile, che l’incontro sarà a due: gli elettori, inspiegabilmente, si tirano indietro turandosi il naso per attutire il fetore che avanza.
C’è un’ultima considerazione. La principale, plateale vittima di quanto è accaduto è Renato Soru, colpito oggi non meno che in passato dagli stessi nemici. Non ha reagito, ha incassato in silenzio, ha pure partecipato attivamente a una “festa” desolante nella quale si è celebrata la sua sconfitta. Ribadita anche al presente e a futura memoria Vallo a capire, l’orgoglioso, intrattabile Nurago di due anni fa! Sembra diventato ortodosso e docile nel partito che l’ha pugnalato. Dando prova di una lealtà ammirevole e insieme incomprensibile perché comunque autolesionistica, per lui a somma sottozero. S’è ammorbidito, non vuole altri scontri dopo essere stato massacrato sul piano umano, politico, aziendale, finanziario come mai nessun altro anche fuori della Sardegna, passando da beniamino di tutti a nemico pubblico numero uno da eliminare? Sarebbe da capire e condividere per razionale solidarietà. Ha di fronte nemici capaci di tutto, che lo vogliono solo morto. E di fronte ai quali è inerme non avendo alcuno strumento informativo con cui difendersi. E neanche per far sapere ai sardi che è impegnato allo spasimo e al meglio in Consiglio e nella società. Ma viene totalmente e premeditatamente oscurato e cancellato: come sempre da molti anni. Dunque la sua stessa azione politica, perseguita con forza, determinazione unica e umiltà ammirevole, sfugge alla conoscenza della stragrande maggioranza dei sardi, Non c’è niente da fare. Hanno voce e impatto solo i suoi avversari di ieri e di sempre, siano nel centrodestra come nel centrosinistra.
Ma se di questo è consapevole, come lo è, a che serve apparire l’uomo che prende gli schiaffi e non li restituisce, tace pur scoppiando di giusto furore? E’ un mistero non piccolo, per il quale Soru merita comunque rispetto. Dopo tutto quel che ha subìto e certo anche per il processo che sta affrontando a viso aperto, con coraggio e grande rispetto delle istituzioni: subordinando dichiaratamente l’eventuale rilancio del suo impegno politico a una sentenza non sfavorevole. Altro elemento che impone a tutti la sua diversità anche morale. Ma detto tutto questo, c’è un limite alla sua accettazione del peggio altrui. Oltre il quale rischia di perdere la propria credibilità presso chi lo ha sostenuto con convinzione e disinteresse e ancora ritiene sia una grande risorsa, se non l’unica, per la Sardegna prossima al collasso.










Questa volta ruggero soru ha toppato. Cabras non c’entra nulla con la festa e con silvio lai sono come l’acqua e l’olio. Si sono mescolati ma si sono anche gia separati
Renato soru ha il rispetto di tutti coloro che lo hanno votato ,I sardi non lo meritano e neanche il pd.Si allontani da quel percorso fangoso e pieno di (scusate) merda.L’idea che zunk abbia finanziato la festa del pd la dice lunga sui tanti motivi che avevamo per votare renato soru.Butti via la tessera ,renato soru e io , come tanti altri , che mi sono tesserata per lui farò altrettanto. con stima caterina becciu
Per certi personaggi non posso che citare il mio illustre compaesano:
….. in bidda faghente sas majonettas
si lo bides cummente sun mudados
sun vermes ki bulluzan s’abba netta…….
D’accordo quasi su tutto Direttore, me credo spetti a noi contrastare e limitare voce e impatto degli avversari di Soru, di ieri e di oggi, di centrodestra e di centrosinistra.
Sull’esito positivo di questa lotta sono ancora ottimista.
Sul termine simil-barbaricino storco il naso, con tutte le possbilità di essere definito che consente il Zunk……..
Egregio Direttore, sono quasi totalmente d’accordo con l’analisi, la lucidità e le conclusioni del Suo pregevolissimo articolo. Mi permetto solamente di aggiungere che vedo, nonostante tutto, un risvolto positivo nella situazione da Lei correttamente rappresentata riguardo il PD: esso coincide con una crescente consapevolezza, da parte delle persone di buonsenso, che allontanarsi da un partito così maldestramente diretto alla fine non sia un male. Perchè continuare ad immischiarsi con surrogati di altre formazioni politiche, piegarsi a logiche da Lei lucidamente descritte che vedono indecorose commistioni fra esponenti politici e della comunicazione… Le persone di buonsenso si stanno convincendo che esistono alternative SERIE: che queste si chiamino Vendola o altro non importa. Importa che siano serie e credibili. Noi abbiamo già avuto in Sardegna un rappresentante serio e credibile. Non credo che tutto sia stato cancellato
Analisi puntuale e dettagliata
condivisibile in tutto e per tutto.
La sponsorizzazione del gruppo Zunk ha un significato, esattamente come scritto sopra.
Soru è una risorsa non per il PD, ma per i sardi.
Spero possa capirlo quanto prima.
Belpietro e Feltri in confronto a Giorgio Melis sono dilettanti…..
La informo che il titolo dell’articolo è volutamente tendenzioso.
Non vi è stata alcuna discriminazione verso il giornale la Nuova Sardegna. Nella stessa data è stata inviata la stessa lettera a tutti i gruppi editoriali, qualcuno ha risposto ed altri no.
Io capisco la sua voglia di fare scandalo, ma lei applica esattamente la stessa tecnica “boffo” che pure contesta.
La sua gioia nel demolire il PD gettando fango è sorprendente, non credo si sentisse la mancanza di questo smisurato mix di egocentrismo e supponenza
Allora Renato è complice di Zuncheddu perché sponsorizza a piene mani con Tiscali il sito web dell Unione sarda…
cosa vuol dire il tuo commento è in fase di moderazione, siamo tornati ai ntempi della S.I.R. ?
io e mio marito siamo andati al bastione per la festa ,se ”festa’’si vuole chiamare,la prima cosa che abbiamo notato e’ stato lo stend dell’unione sarda,ci siamo guardati indignati,.Gente poca, argomenti noiosi come pure chi parlava.Che delusione,.Ci siamo tornati speranzosi,chissa’ magari parla SORU,niente,lui c’era ma non e’ stato invitato a parlare,eppure era il giorno di chiusura ,ho sentito pero’ Silvio lai,che pena”.Mi chiedo ‘,chi lo ha votato come segretario lo ha mai sentito parlare”?viva il nostro PRESIDENTE SORU.GRAZIE MELIS.
L’Unione Sarda? no, “S’Unione ‘e s’arga”
ringrazio graziano milia,non riuscivo a capire perche’al mio commento avete messo quella dicitura.l’articolo n 1 della costituzione?vale sempre?non mi sembra abbia diffamato alcuno.
Per Tesoriere:
Non so come sia la questione della Nuova, aspetto in merito delucidazioni dal Direttore; so bene invece che in Sardegna c’è un grave problema di libertà di informazione, con un vero e proprio monopolio del gruppo Zuncheddu che ha il suo apice nella Sardegna meridionale. Su questo il PD dovrebbe riflettere seriamente e sempre per questo ma non solo, il PD avrebbe dovuto evitare di farsi sponsorizzare la festa dal gruppo editoriale dell’uomo di Burcei.
Per Francesca:
qualunquismo per qualunquismo, Tiscali è una impresa, il PD?
Illustre dr. Melis,
una piccola considerazione:
condividendo l’idea che lo stand dell’Unione Sarda fosse poco opportuno, aggiungerei che sarebbe stato meglio riportare fedelmente la questione invece di ricamarci sopra chissà quale spy story. (per altro omettendo alcune informazioni e travisandone altre)
Da Lei ci aspettiamo un ruolo più autorevole, non quello di fido scudiere del Presidente Soru (che tra le altre cose immagino sia capace di difendersi da solo).
Buon lavoro
grazie x la cortese censura…
Rispondi!
Cerca nel sito
Links
La voce.info
Regione Sardegna
Il manifesto sardo
CUEC
Il Maestrale
Sardegne.com
Paradisola
Articolo 21
Categorie
Visite
Valutazione
Novola di Tag
Articoli recenti
I più commentati
I più visti