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Ugo “scappellacci” sempre più ultimo: crolla la fiducia grazie ai “successi” sulla Sassari-Olbia, la Tirrenia, il bluff delle entrate: e gli affari con Carboni. L’Unione ignora il sondaggio, ignoto: è on line sul sito del premier Berlusconi

di Giorgio Melis
6 ago 2010 | 6.278 views

Di bene in meglio, Ugo Cappellacci. Da un successo ai trionfi a cascata. Sulla vertenza delle entrate, il sottosegretario Vegas ha assicurato il sub-presidente e l’assessore La Spisa che a settembre Tremonti-la-scure restituirà alla Regione i soldi finora sottratti per la dabbenaggine dell’esecutivo sardo. Sono appena 800 milioni di euro per l’assessore. Un miliardo e mezzo, forse due, secondo Renato Soru, che incalza la Giunta fatiscente e acquiescente. Una parola di conforto non si nega a nessuno, specie ai disperati. Vegas l’ha data. Tremonti la ritirerà, confermando i tagli: da apocalisse finanziaria per la Sardegna.

Per rincuorare ulteriormente i sardi, Cappellacci e il suo assessore al fuori-strada, annunciano che la mortifera Sassari-Ollbia non sarà più costruita ricorrendo a un favoloso leasing. Come avevano trionfalmente annunciato: con l’aria d’aver scoperto la pietra filosofale. E come Carlo Mannoni – ex assessore e da ultimo vice di Soru: preparazione, esperienza e integrità morale da  primo della classe, ora anche polemista puntuto, implacabile ed efficacissimo – aveva subito escluso che fosse possibile. L’improbabile creatività finanziaria dei dilettanti allo sbaraglio non può trasformarsi in carreggiata, asfalto, ponti, opere d’arte: insomma in una strada che sarebbe già in costruzione senza il vergognoso scippo di Berlusconi (assieme al G8 e al resto): subìto senza uno straccio di protesta da Ugo “scappellacci-scappellato” e genuflesso davanti al padrone. La strada che continua a falciare vite si farà (?) con un mutuo, accendendo un nuovo debito. Come sarà possibile farvi fronte, se pochi giorni fa La Spisa ha dovuto procedere a una manovra aggiuntiva con un taglio di 400 milioni? Circola un’ipotesi. All’atto del rimpasto, si deciderà di investire qualche milionata sul Superenalotto e sulla Lotteria di Capodanno. Le vincite sono più probabili degli stanziamenti-fantasma promessi da Vegas e accolte con un trionfo: poveretti.

Ma non basta ancora. Sull’onda dei successi, il sardomuto scappellato apprende dai giornali che l’asta per la vendita della Tirrenia è stata annullata. Non finirà alla Regione Sicilia ma sarà commissariata: quel che accadrà dopo, con un bilancio stile-Alitalia, lascia presagire un disastro enorme. Ma né prima né ora il presunto presidente della Regione sarda ha detto una parola. Cosa c’entriamo noi con la Tirrenia? Se la veda lo Stato, come deve fare con l’Azienda forestale, che è ugualmente roba sua. Questa considerazione è della solita informatissima Ketty Corona (sgrunf, sgrunf: commento infastidito dello sponsor Zunk) e parrebbe che lo statista Ugo l’abbia fatta propria: infatti non ha detto una parola. La Tirrenia campa per quasi due terzi dai traffici con la Sardegna.  Da decenni è una grande nemica, una vergogna e uno scandalo per i sardi:  trattati (come e più degli altri passeggeri) come gli indigeni di un’imbelle colonia. Ma il loro presidente putativo non ha nulla da eccepire, qualcosa da dire e fare, dare almeno segni di vita. Ricorda la storiella sull’aereo in caduta libera. I passeggeri urlano disperati:  tranne uno calmo e distaccato. “Stiamo precipitando, moriremo”, gli urla il compagno al fianco. “Ebbé? L’aereo mica è mio”. Una risposta che sembra dettata Cappellacci: per la Tirrenia, le entrate, la Sassari-Olbia e tutto il resto. Va tutto in malora ma che c’entra lui con la Regione e la Sardegna? Infatti. Anche perché in precedenza era stato molto assorbito dai rapporti e dal comparaggio con la  cricca di Flavio Carboni, Denis Verdini, Marcello Dell’Utri e gli altri personaggi dell’affaire eolico: più quello abortito della “sanificazione” degli impianti idrici isolani. A maggior ragione, adesso deve pensare agli affari giudiziari conseguenti. E naturalmente al glorioso rimpasto che restituirà alla Sardegna un governo travolgente.

Giustamente tanto attivismo e grandi successi hanno avuto il giusto riconoscimento per il prestanome elettorale di Silvio Berlusconi. E’ stato appena pubblicato l’ennesimo sondaggio sulla fiducia per i presidenti di Regione. Quello sardo ha battuto tutti: ha il 45,2 per cento di gradimento. Grazie al quale, da ultimo che era un anno fa e anche a giugno, ora è più ultimo: superlativo squalificativo. Nel 2009 Cappellacci era al 53 per cento di gradimento, sceso al 47,3 a giugno. Per luglio ha avuto un’ulteriore sprint: appunto il 45,2. Questo trend, purtroppo, non è abbastanza realistico per la Sardegna: sta affondando anche più delle penose quotazioni del suo presidente.

Ma Cappellacci-scappellato merita qualche comprensione. L’impietoso sondaggio è stato pubblicato da “La Nuova Sardegna”: come avrebbe fatto “Il Sardegna” se non fosse chiuso per la pausa estiva, che stavolta fa tremare per le incerte prospettive del terzo quotidiano isolano. Comprensiva come sempre, “L’Unione Sarda” si è distinta (come Videolina e forse anche il Tg3 sardo) per discrezione. Sondaggio ignorato: che gli frega ai lettori? Basta che non si infliggano altri dispiaceri a Ugo, Ketty e Zunk. Una censura, lo scudo per proteggere il povero presidente? Quando mai. Legittimo impedimento: il sondaggio è praticamente clandestino. Dunque a Terrapieno non l’hanno visto, non se ne sono accorti. Come potevano, del resto? E’ stato pubblicato solo sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ovvero Palazzo Chigi. Cioè il premier Berlusconi. Ma dev’essere tutta una bufala. Nessuno può sospettare che Silvius Caesar si faccia complice dello sputtanamento del suo pupillo, lo pozzino ceccare!

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5 commenti »

  • gavino ® dice:

    Premesso che (per “difetto”) non credo ai sondaggi, credo invece alla insistente capacità della menzogna, sento ancora troppe persone che esprimono pareri positivi, quando sull’assessore Prato, quando su La Spisa o sulla Baire… C’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che non sà!
    Ed infatti le cose non si sanno, i cittadini ormai mangiano sterco convinti che sia cioccolata e non credeno nemmeno più alle proprie papille gustative!
    Sentono le notizie raccontate dai fantocci mediatici e gli credono, non credono più nemmeno a ciò che vedono…
    La cosa è preoccupante, se si andrà a votare nuovamente, è che non pare proprio che il PD sappia ne voglia spendere i soldi dei finanziamenti e del tesseramento per informare i cittadini, per dire a tutti quanto si stia impoverendo l’isola e quanto si stiano dividendo la cricca e giunta a codazzo. Prassi consolidata in 5 anni nei quali, lo stesso allora nascente PD, non si è mai preoccupato di spiegare a nessuno le importanti conquiste e riforme che finalmente si stavano attuando, anzi, disinformava volentieri. Vedrai Giorgio, non passerà molto tempo che definiranno anche a te come “giustizialista/dipietrista”, è la loro tattica migliore, quella trasversale, l’unica che hanno ed infatti si mettono sempre di traverso fra l’elettore e la verità, fra il vero riformismo e il ritorno al passato, il PD ha una marcia in più, la marcia indietro, ma non la ingrana mai, marcia e marcisce sul posto, sino a che non farà un bel fosso che dovremo fare in fretta a coprire, è il posto giusto per i sepolcri imbiancati.

  • Radio Londra dice:

    E comunque rimangono altri problemi, altre battaglie e altre preoccupazioni spesso riportate, tra dovizie di particolari, anche nell’Harald Tribune o nell’Unione Farsa, tra le quali spiccano,per esempio, quelle che affliggono Paolo Fadda e Giacomo Sanna e che affliggevano a suo tempo e toglievano il sonno a Silvestro Ladu.
    Anche perchè Paolo Fadda, per certi aspetti, ci ricorda da vicino la tragica sciagura che angustiava Silvestro Ladu ai tempi di Mauro Pili.
    Silvestro Ladu aveva sempre una paura pazza di trovarsi nel letto o comunque sotto le lenzuola della moglie un komunista kattivissimo e col canino ancora intiso dal colore rossastro dell’ultimo pasto di una povera bambina con le treccine, le lentiggini e il nasino all’in su, adocchiata mentre giocava con la play station.
    La paura più grande che attanagliava Silvestro Ladu era soprattutto quella che prima o poi poteva anche capitargli la sf…ga di trovare un komunista di colore e questo lo portava ad essere terrorizzato al massimo e al punto di non poter controllare del tutto questa sua immensa paura per l’ignoto.
    Paolo Fadda, invece, pur riuscendo a controllare meglio la sua paura per il terribile komunista che prima o poi puoi trovare dappertuto quando meno te lo aspetti, ha la paura ancestrale di ritrovarsi dovunque e in ogni luogo Renato Soru e, in questo suo dramma personale, bisogna capire anche il povero Paolo, alleato con Soru quasi quanto lo è Fini con Papi (d’altra parte è normale, visto che Paolo e Renato Soru militano nello stesso partito fin dai tempi delle Elezioni Regionali).
    PS______________
    Tuttavia quello che rischia di essere il politico che verrà ricordato nei libri di storia per essere il più antipatico di tutti è Giacomo Sanna, che con la sua voglia innata del secondo assessorato da ottenere contro tutto e tutti prima, durante e dopo i pasti e, soprattutto e senza de fatta peruna, durante il periodo estivo per esibirlo al Poetto o a Platamona fra un bagno e l’altro e una partita a scopone scientifico e l’altra (un po come era successo al povero Palomba, insomma).
    In questo modo però forse Giacomo non se ne è reso conto bene, ma rischia di guastare le vacanze a parecchie persone, Ugo Cappellacci compreso che ha le sue belle gatte da pelare in condizioni normali, figuriamoci in questo periodo dove troverà in continuazione cellulari spenti, casualmente fuori servizio o con la batteria scarica e chissà quante persone occupate in sport acquatici o in colossali mangiate di pesce fresco da Tziu Ninu, alla Balena o al Corsaro.
    Il secondo assesorato sarà magari anche la cosa più importante della vita e la panacea dei mali di tutta la Regione Sardegna ma un certo garbo istituzionale e anche una certa limitazione nella invadenza della privacy in questo periodo non guasterebbe e questo bisognerebbe perlomano cercare di farlo capire allo scatenato Giacomo Sanna.
    Ciascuno di noi insomma, ha le sue fisime e le sue fissazioni (c’è chi è fissato con le donne, chi come Silvestro Ladu con i komunisti, chi come Paolo Fadda con Renato Soru, chi come Giacomo Sanna col secondo assessorato), ma adesso, detto fra noi, cosa cambia se l’Assessorato n.2 arriva nella seconda metà di un caldissimo e molto afoso mese agostano o nella prima metà di Settembre?
    Anche perchè siamo proprio sicuri e certi che, nonostante fare qualcosa di meglio e di più rispetto a quanto finora fatto o non fatto dai ragazzi non risulti a primo acchitto operazione particolarmente difficile e complicata, il miglioramento (con l’imbarcata dei vari Oppi e compagnia cantante), sarebbe proprio del tutto assicuratoanche in mancanza della prova del contrario?
    E comunque rimane il fatto che le ferie e il giusto riposo rappresentano oramai un diritto acquisito e consolidato per tutti e spesso conquistato con lunghi anni di lotte e rivendicazioni e che questo vale anche per Ugo cappellacci e la sua band, che hanno evidentemente bisogno dei tempi giusti, delle necessarie pause di riflessione e magari anche della traduzione autentica dei dispacci che qualche volta tardano ad arrivare “de continenti” per obiettive difficoltà nei collegamenti aerei o con la Tirrenia che, in questo periodo, si verificano quasi regolarmente per la grande affluenza dei turisti nel periodo di ferragosto.
    ECCHEDIAMINE… pagu pagu passienzia… itta è tottu custa pressi?
    Non c’adessi mancu arruendu su cani in funtana NO!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Giovanni dice:

    CGIL FP REGIONALE SARDEGNA

    COMUNICATO STAMPA Cagliari 08/08/2010

    Agli Organi di stampa
    LORO SEDI

    E, p.c. Al Presidente della Giunta regionale
    Dott. Ugo Cappellacci

    “ A tutti i Consiglieri regionali

    “ Al Direttore Generale Agenzia LAORE
    Dott. Antonio Usai

    “ All’Assessore dell’Agricoltura
    della Regione Sarda

    “ All’Assessore degli AAGG, Personale
    e Riforma della Regione Sarda

    “ A tutti i lavoratori Agenzia LAORE

    Oggetto: incarichi di coordinamento e di alta professionalità

    Questa Organizzazione Sindacale dopo essere venuta a conoscenza del conferimento degli incarichi per le attività di alta professionalità, studio e ricerca (determinazione 75/2010) e degli incarichi di coordinamento delle unità organizzative (determinazione 74/2010) presso l’Agenzia LAORE ha richiesto un incontro urgente con il Direttore dell’Agenzia ma a distanza di quasi 20 giorni non ha avuto risposta.
    La FP CGIL ritiene che tali nomine non siano state fatte tenendo conto del contratto integrativo che prevede la pubblicità preventiva dei criteri di valutazione (la capacità professionale sulla base dei risultati conseguiti, le attitudini possedute in relazione alla natura dell’incarico, i titoli culturali e le specializzazioni attinenti all’incarico). Da ciò che emerge sembrerebbe che siano stati seguiti criteri che nulla hanno a che vedere con quelli previsti dalle norme contrattuali.
    Da settimane circolano dei documenti che schedano il personale delle Agenzie agricole. Tali liste classificano i dipendenti sulla base di presunte appartenenze politiche, sindacali e religiose. Stupisce che il direttore generale dell’Agenzia LAORE dichiari, a mezzo stampa, di non conoscere il contenuto dei documenti di cui sopra. Siamo venuti a sapere infatti che la suddetta Agenzia ha avviato un’indagine interna per chiarire la vicenda e che quindi conosce il contenuto delle liste. Non vorremmo che sminuire la gravità del fatto fosse soltanto l’anticamera di una tattica di insabbiamento favorita dal periodo estivo.
    La FP CGIL chiede che l’indagine interna, avviata dall’Agenzia LAORE, faccia luce sui nomi delle persone che hanno stilato le liste e denunci l’accaduto agli organi preposti. Questa organizzazione sindacale ritiene che quanto avvenuto nelle agenzie agricole sia gravemente lesivo delle più elementari libertà garantite dalla nostra Costituzione e quindi si impegna in un’azione forte in difesa dei propri iscritti e di tutti i lavoratori.

  • SARDO CORAGGIOSO dice:

    Ughetto non stà (politicamente s’intende!)bene? E voi vi lamentate? Ma là che siete monelli mì! L’unico disperato mi è parso Paolo Fadda, che se la prende contro Pudda po scudi a Caboni! L’intervista sull’Unione Bugiardina, dove il PLOFDD attacca Renato Soru, va letta in questo senso…. in tutti i sensi!

    A mellus bire

  • Francis Drake dice:

    I PASTORI SARDI NON VANNO IN FERIE. E LA GIUNTA REGIONALE? VEDIAMO

    di Francis Drake

    Il presidente Cappellacci: perché possa riprendersi gli hanno prescritto riposo assoluto, meglio se al buio e in totale silenzio. E lui ha ubbidito alla lettera. Abbassate le tapparelle di casa e spenti i telefonini ha chiesto di non essere disturbato per nessuna ragione. Neanche se lo chiamano Verdini o Dell’Utri (che lo chiami Carboni, recluso, non c’è pericolo). In vacanza ci ha mandato a distrarsi in sua vece il suo “portavoce” Alessandro Serra, che deve pur meritarsi lo stipendio niente male che i sardi mensilmente gli corrispondono per l’alto ufficio ricoperto.

    L’assessore all’Urbanistica Gabriele Asunis: vacanze attive per l’assessore “al mattone” che ha preso a girare la Sardegna alla ricerca di qualcuno dei 40.000 cantieri aperti col suo “piano casa che in Italia tutti ci invidiano” .

    L’assessore dei lavori pubblici Mario Angelo Giovanni Carta: l’assessore al “ fuori strada” è in ferie ma nei pomeriggi liberi non si da tregua dando gli ultimi ritocchi ai bandi per i lotti della nuova Sassari – Olbia. Lui li ha ormai pronti da alcuni mesi ma qualche malandrino ha preso l’abitudine di modificarglieli nottetempo con incursioni informatiche.

    L’assessore dei Trasporti Liliana Lorettu: su direttiva di Cappellacci trascorre le sue brevi vacanze sulla nave Clodia, l’ammiraglia della flotta della Tirrenia , andando su e giù sulla rotta Civitavecchia – Cagliari per vedere di nascosto l’effetto che fa e poi “ne discuteremo magari con calma in giunta”.

    L’assessore dell’agricoltura Andrea Prato: vacanze insonni per l’assessore che per dormire è costretto ogni notte a contare tutte le pecore del parco ovino della Sardegna. Dopo essere arrivato all’incirca alla pecora n. 2 milioni e 700 mila non resiste però più ed è costretto ad alzarsi tutto pesto e con lo stress da “messa in piega”. Colpa di quei fetenti pastori di sinistra che non gli vogliono bene e che per giunta gli scompigliano pure la capigliatura.

    L’assessore del turismo Sebastiano Sannitu: si bea nella frescura di Berchidda per il rilancio del turismo in Sardegna che ormai, dopo appena 17 mesi, è cosa fatta. Peccato, senza quei pastori al “Costa Smeralda” di Olbia quest’anno sarebbe passato alla storia per il record delle presenze di turisti nell’isola.

    L’assessore dell’industria Sandro Angioni: non riesce ad interrompere le ferie iniziate al momento del suo incarico di assessore. Ma ce la mette tutta.

    L’assessore Ketty Corona: la “piccola Ketty di Sardegna” fa i bagni al Poetto. Ma si porta quotidianamente appresso un borsone con i compiti dei concorrenti che hanno partecipato al concorso per i 57 posti a dirigente della Regione. Tra un bagno e l’altro ha preso a correggerli aiutandosi con alcuni “bignamini” di sostegno.

    L’assessore dell’ambiente Giuliano Uras: ormai è diventato un assessore “di troppo peso”, così Oppi , a sua volta alla ricerca del “peso perduto” , gli fa fare lunghe nuotate per il previsto dimagrimento autunnale.

    L’assessore del bilancio la Giorgio Spisa : vacanze all’umor nero per l’assessore a seguito della rottura del binomio “La Spisa – La Spesa”. Il suo alter ego “La Spesa” non l’ha presa infatti bene per quel taglio da quasi 400 milioni che l’ex amico La Spisa ha operato sul bilancio 2010 con la manovra appena approvata dal consiglio regionale.

    L’ assessore della sanità Antonello Liori: come l’assessore Carta è in ferie, ma nei pomeriggi liberi non si da tregua dando gli ultimi ritocchi alla riforma sanitaria per la Sardegna ormai pronta da alcuni mesi ma che qualche malandrino ha preso l’abitudine di modificargli nottetempo con incursioni informatiche.

    L’ assessore del lavoro Manca: lo danno in ferie in alta montagna dove si è portato dietro le carte relative alle vertenze dei lavoratori della Vinyls e del petrolchimico di Porto Torres, della Rockwool, dell’Eurallumina ed altre che spera di imparare in fretta prima del rimpasto di giunta autunnale al quale si vuole presentare preparato come un vero e proprio assessore al lavoro.

    L’assessore della pubblica istruzione Baire: vacanze religiose per l’assessora nota per aver cambiato la storia avendo fatto cacciare dalla Sardegna il 28 aprile 1794 non i piemontesi ma gli spagnoli.
    E’ stata spedita da Cappellacci in pellegrinaggio con monsignor Mani a propiziare il miracolo per la sua giunta ormai morente. L’ultima speranza.

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