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Squalllido Cappellacci: è il peggiore tra Carboni, Dell’Utri e Verdini. Silenzio sfrontato in Consiglio sul suo ruolo nelle trame della cricca e su Suelli. Da “babbeo” a video-audio-cerebroleso: non vede, non sente, non capisce. Offesa ai sardi: la destra lo difende

di Giorgio Melis
28 lug 2010 | 9.260 views

A chi la palma del migliore tra Cappellacci, Carboni, Dell’Utri e Verdini? Sicuramente a Dell’Utri per tracotante abilità. Un maestro dopo una vita di vicinanza all’”eroe” Angelo Mangano e molti altri boss di Cosa nostra, tante inchieste, processi, due condanne per mafia: la seconda a sette anni di reclusione. Flavio Carboni merita il premio assoluto per originalità sfrontata, da coatto impunito: “Io ho una scelta del silenzio e della dimenticanza: dimentico tutto”. Denis Verdini va oltre la sufficienza perché non solo ha parlato ma ha scaricato tutto su Dell’Utri (anche i magistrati lo ritengono il più importante della cricca) e in parte su Cappellacci: smentendolo dicendo di non aver fatto pressioni per far nominare  Ignazio Farris all’Arpas ma solo di aver assecondato Carboni perché “garantito” da Dell’Utri. I tre mammasantissima della P3 hanno scelto approcci molto diversi davanti ai magistrati romani che li hanno interrogati. Intermedio, per quello che si è saputo, il profilo di Ugo Cappellacci. Ma si è superato, vincendo a mani basse nella corsa al peggio, in Consiglio regionale. Una prestazione squallida, penosa, da vergognarsi ad averlo come presidente della Sardegna.
Non una parola sui fatti. Non un cenno al suo ruolo comunque fondamentale nelle trame della cricca dell’eolico. Non una parola sugli incontri a ripetizione con Carboni. E neanche sui 50 mila euro regionali dati al faccendiere per il “convegno scientifico” al Forte Village. Sull’ente (l’Arpas)  “appaltato” a Carboni-Verdini per farne il baricentro dell’eolico criccaiolo. Neppure un sospiro sui tanti incontri con Carboni nella sua casa cagliaritana, alla Regione, in Consiglio, a Roma e altrove in Sardegna: da amiconi, quasi da compari. Soprattutto, bocca cucita e sasso in bocca sulla madre di tutte le trame: il supervertice segreto di Suelli con tutti i protagonisti del losco affaire. Invitati dal presidente nella residenza del suo collega-sodale e beneficato (Tonino Garau, commissario al Brotzu per sua scelta, con ricadute parentali a cascata a Suelli: come da commento di una lettrice sul precedente articolo per l’Ugo-carbonaro). I tre dell’Apocalisse e gli altri sono stati invitati da lui per la riunione-clou. Per lavorare tutta la notte a completare  le carte per le decisioni regionali predisposte da Ignazio Farris (che lo comunica con largo anticipo al suo sponsor Carboni) e dall’altro Garau, Marcello, “consulente del faccendiere di Torralba.

Come, convochi nell’incolpevole Suelli, nella “dimora antica” del fidatissimo collega-amico, personaggi nazionali del calibro di Dell’Utri, Verdini e Carboni e non spiccichi una parola di spiegazione davanti al Consiglio? Si è dato del “babbeo”, ridicolizzandosi per non pagare dazio. Ma qui sembra video-audio-cerebroleso: non ha visto, non ha sentito, non ha capito cosa stava succedendo nel vertice organizzato da lui. Dunque anche sardo-muto, lingua auto-tagliata perchè se nulla risulta, nulla c’è da dire. Ma che andasse a scopare il mare, con la pretesa di prenderci per i fondelli, di trattare i sardi come imbecilli, di offendere la loro intelligenza. Questo va bene per un centrodestra senza dignità: accetta tutto, si copre occhi, orecchi e bocca, trangugia tonnellate di escrementi cappellacceschi giurando che la sbobba è ottima e abbondante. Un simile schifo val bene il lucchetto sulla poltrona consiliare, contro il rischio del “tutti a casa”? Questa è politicamente gente per la quale la parola etica è diventata emetica, provoca vomito incontrollabile. Oppure dimostrazione della diffusa presenza di servili “nullatenenti del pensiero”: folgorante definizione di Soru dopo un’interruzione grottesca.

Insomma, dallo squallido Cappellacci in Consiglio solo un balbettio finto-retorico, ridicole espressioni trombonesche e autoassolutorie. Scappa dai fatti e finge di ignorare completamente le cronache di cui da mesi sono inondate i giornali. L’Ugo-carbonaro ha come “unico faro” il bene pubblico. Facce ridere, illuminaci col “faro”. Nessun atto che non sia irreprensibile, tutto a posto, niente da riferire e niente da recriminare. Verdini sembra lo abbia smentito sulla promozione di Farris e lui non ha niente da ridire: eppure è una decisione pubblica assunta da lui come presidente. Renato Soru lo incalza con una veemenza impressionante. Lo accusa come già in precedenza: “si sta portando, si è portata la mafia in Sardegna”. Gli contesta d’essere rimasto spettatore e pure contumace al vertice di Palazzo Chigi, quando Tremonti ha dato il colpo di grazia alle finanze regionali, già massacrate per colpa della Giunta inerte.

Gran parte della maggioranza (attenti alle parole e all’ammonimento dell’ex prefetto Pitea: forse più informato dei fatti di altri, che pure saprebbero di intercettazioni su poltronissime del Consiglio) ne prende le distanze. I più timidi con critiche misurate. Altri con giudizi spietati. Ma l’Ugo-Fantocci si vanta di atti e fatti grandiosi. Impudicamente parla di aver bloccato “l’eolico sporco” mentre proprio i suoi amici e sodali volevano e stavano coprendolo e coprendo la Sardegna di montagne di sterco.  Ma che faccia tosta, ben oltre il bronzo, questo personaggio di gomma! Ha il coraggio di provare a ribaltare una realtà esattamente opposta, come fossimo coglioni quale lui si è praticamente definito (“babbeo”) per ridimensionare le proprie responsabilità, non solo politiche. Senza il disvelamento a febbraio dell’intercettazione con Verdini e Fusi e il susseguente blocco delle decisioni, seguite da manovre diversive per precostituire un alibi, l’eolico luruido e tangenziale sarebbe andato in porto. La cricca sarebbe stata probabilmente presa con le mani nel sacco. Ma è stata ugualmente sentita e vista col sorcio in bocca: Cappellacci non meno degli altri.

Lo squallore della sua patetica esibizione tra reticenza e silenzio sta nel fatto che in Consiglio, cioè a fronte dei sardi, non ha voluto dire una parola di quel che ha detto davanti ai magistrati romani, di quel che fatto istituzionalmente, di ciò che è stato scritto su tutti i giornali, ascoltato nelle televisioni (poco o niente in quelle sarde). E’ un’offesa a un Consiglio imbelle nella maggioranza (si merita consapevolmente d’essere sbertucciata e vilipesa) e anche in parte dell’opposizione. Ma soprattutto a tutta la Sardegna. Una versione esauriente, corretta, veritiera Cappellacci era obbligato a darla. Perché non era davanti a magistrati ma al cospetto dell’assemblea regionale e dei sardi: a partire da quelli cui ha chiesto e disgraziatamente ottenuto l’elezione come maggiordomo di Berlusconi. Lo scandalo è anche in gran parte dell’informazione sarda che ha coperto la seduta consiliare con ampie cronache. Ma senza che un solo osservatore, commentatore o giornalista sottolineasse che Cappellacci non ha detto una sola parola sui fatti che nei loro giornali e tv sono stati raccontati a paginate. Il tema dell’emergenza-informazione è più che mai bruciante in Sardegna.
Anche se, come chiesto dall’opposizione, Videolina hapuntualmente  assicurato la diretta televisiva. L’ha appaltata a Simona De Francisci, che da par suo – dai banchi del centrodestra dove è finita su indicazione dell’editore-palazzinaro Zuncheddu – ha descritto la vera Sardegna: come faceva sul video spaziando tra volpi e uve. Una Sardegna tutta latte e miele, ottima e abbondante, felice e di nuovo sorridente grazie all”‘impagabile” Cappellacci e ai suoi compari. Una vergogna che si aggiunge all’offensivo sub-presidente e all’informazione sarda: esclusa la più precaria ma con la schiena dritta de “Il Sardegna”.

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14 commenti »

  • Walter Spiga dice:

    Gentile Giorgio (Giorgio come il Santo venerato da più di mille anni dai cittadini di Suelli e dell’intera Ogliastra) quello che scrivi è del tutto normale, forse sembra coraggioso vista la sudditanza e la paura di molti tuoi colleghi di altre testate giornalistiche, ho visto che comunque hai rotto il ghiaccio. Lo sanno anche a Canicattì che l’incontro si era tenuto presso la “Location” di Suelli (Location, fico!!!) che fà riferimento al Commissario straordinario del più grande ospedale della Vostra fantastica Sardegna. Vorrei dare un contributo alle tue precise informazioni giornalistiche in proposito all’argomento. Come riporta il sito di Sardegna Democratica l’ormai ex Presidente dell’ARPAS il Dott. Farris con determinazione dirigenziale n. 85 del 28 Giugno 2010, con la quale attribuisce al geologo Piero Italo Persod (dirigente Arpas nel campo geologico, ex Progemisa) l’incarico provvisorio di direttore del servizio valutazione e analisi ambientale dell’area tecnico scientifica dell’Arpas. Sino a quel momento le funzioni erano formalmente attribuite a un altro dirigente, l’ingegner Mauro Iacuzzi, come risulta dalla delibera. Invece Farris scorpora gli incarichi lasciando a Iacuzzi una sola area di lavoro, quella “monitoraggio e controlli ambientali”. A Persod, Ignazio Farris conferisce pieni poteri sulla parte autorizzativa dei progetti, quella ricompresa nella “valutazione e analisi ambientale”. Il provvedimento non fa una grinza: rientra nei poteri di Farris organizzare come meglio ritiene l’Arpas. Il 5 maggio 2010 l’ingegnere in arrivo dalla Provincia di Cagliari scorpora le attività. E quando il 20 giugno firma la determina le attribuisce poteri retroattivi: Persod risulta così a capo del servizio valutazione e analisi ambientale Arpas già dal 5 maggio 2010. Anche se ha partecipato, con quelle funzioni non ancora ufficialmente assunte, a ben più di una riunione a partire dal gennaio 2010. Perché conferire retroattività al provvedimento?
    Bene tale Ing. Mauro Iacuzzi ( oppss, pausa….abbiamo anche il nipote del Commissario del più grande ospedale della Sardegna tra l’altro è Segretario particolare dell’Assessore all’Agricoltura è si chiama Garau Massimiliano, fresco Sindaco di Suelli, è notorio tra la mite popolazione che la sua vittoria sia stata condizionata dalle numerose assunzioni tramite Agenzia interinale con personale indirizzato al Brotzu e al Binaghi, il tutto 30/40 giorni prima delle elezioni amministrative, su queste assunzioni ho visto che i Consiglieri Regionali Espa e Diana hanno presentato un interrogazione in Consiglio Regionale) è il cognato dello stesso commissario del più grande ospedale della vostra fantastica Sardegna. Pensa te che combinazione!!!! In ogni caso lottizzare i vari Enti è oramai insito nella politica, ma utilizzare gli stessi Enti per favorire (sarà naturalmente la Procura di Roma a dirlo) in modo illecito alcune persone o Imprese o politici, non è legale, in uno Stato Democratico. Ci vuole uno scatto d’orgoglio da parte di voi Sardi, avete avuto il miglior Presidente della Vostra storia è l’avete messo da parte. La vostra Isola deve ripartire da quella straordinaria idea di Sardegna, io fossi sardo mi vergognerei di aver votato una che si definisce un babbeo. Caro Presidente una Regione non può essere governata da un babbeo, non si può essere babbei ad oltranza e visto che la (sua!) vostra Isola ha seri problemi sono convinto che lei non sia all’altezza. Abbia l’onestà di tornare a fare il commercialista insieme ai suoi amici che oggi amministrano la Sfirs e il Brotzu. In culo alla balena!!

  • democratico continentale dice:

    Gentile Giorgio (Giorgio come il Santo venerato da più di mille anni dai cittadini di Suelli e dell’intera Ogliastra) quello che scrivi è del tutto normale, forse sembra coraggioso vista la sudditanza e la paura di molti tuoi colleghi di altre testate giornalistiche, ho visto che comunque hai rotto il ghiaccio. Lo sanno anche a Canicattì che l’incontro si era tenuto presso la “Location” di Suelli (Location, fico!!!) che fà riferimento al Commissario straordinario del più grande ospedale della Vostra fantastica Sardegna. Vorrei dare un contributo alle tue precise informazioni giornalistiche in proposito all’argomento. Come riporta il sito di Sardegna Democratica l’ormai ex Presidente dell’ARPAS il Dott. Farris con determinazione dirigenziale n. 85 del 28 Giugno 2010, con la quale attribuisce al geologo Piero Italo Persod (dirigente Arpas nel campo geologico, ex Progemisa) l’incarico provvisorio di direttore del servizio valutazione e analisi ambientale dell’area tecnico scientifica dell’Arpas. Sino a quel momento le funzioni erano formalmente attribuite a un altro dirigente, l’ingegner Mauro Iacuzzi, come risulta dalla delibera. Invece Farris scorpora gli incarichi lasciando a Iacuzzi una sola area di lavoro, quella “monitoraggio e controlli ambientali”. A Persod, Ignazio Farris conferisce pieni poteri sulla parte autorizzativa dei progetti, quella ricompresa nella “valutazione e analisi ambientale”. Il provvedimento non fa una grinza: rientra nei poteri di Farris organizzare come meglio ritiene l’Arpas. Il 5 maggio 2010 l’ingegnere in arrivo dalla Provincia di Cagliari scorpora le attività. E quando il 20 giugno firma la determina le attribuisce poteri retroattivi: Persod risulta così a capo del servizio valutazione e analisi ambientale Arpas già dal 5 maggio 2010. Anche se ha partecipato, con quelle funzioni non ancora ufficialmente assunte, a ben più di una riunione a partire dal gennaio 2010. Perché conferire retroattività al provvedimento?
    Bene tale Ing. Mauro Iacuzzi ( oppss, pausa….abbiamo anche il nipote del Commissario del più grande ospedale della Sardegna tra l’altro è Segretario particolare dell’Assessore all’Agricoltura è si chiama Garau Massimiliano, fresco Sindaco di Suelli, è notorio tra la mite popolazione che la sua vittoria sia stata condizionata dalle numerose assunzioni tramite Agenzia interinale con personale indirizzato al Brotzu e al Binaghi, il tutto 30/40 giorni prima delle elezioni amministrative, su queste assunzioni ho visto che i Consiglieri Regionali Espa e Diana hanno presentato un interrogazione in Consiglio Regionale) è il cognato dello stesso commissario del più grande ospedale e della vostra fantastica Sardegna. Pensa te che combinazione!!!! In ogni caso lottizzare i vari Enti è oramai insito nella politica, ma utilizzare gli stessi Enti per favorire (sarà naturalmente la Procura di Roma a dirlo) in modo illecito alcune persone o Imprese o politici, non è legale, in uno Stato Democratico. Ci vuole uno scatto d’orgoglio da parte di voi Sardi, avete avuto il miglior Presidente della Vostra storia è l’avete messo da parte. La vostra Isola deve ripartire da quella straordinaria idea di Sardegna, io fossi sardo mi vergognerei di aver votato una che si definisce un babbeo. Caro Presidente una Regione non può essere governata da un babbeo, non si può essere babbei ad oltranza e visto che la (sua!) vostra Isola ha seri problemi sono convinto che lei non sia all’altezza. Abbia l’onestà di tornare a fare il commercialista insieme ai suoi amici che oggi amministrano la Sfirs e il Brotzu. In culo alla balena!!

  • SARDO CORAGGIOSO dice:

    Caro Giorgio, sul “patto di Suelli” ti sfugge qualcosa! Un amico, democratico continentale, ti ha mandato un bel commento con dettagli assolutamente importanti sulla vicenda! Se riesci (e non ti scandalizzi troppo!) vedi di pubblicarlo!

    A mellus bire

  • justice dice:

    Caro Giorgio, focalizziamo però ancora l’attenzione sul Commissario Tonino Garau, che ha portato al Brotzu circa 90 suoi amici e parenti a 1300 Euro al mese tramite gli interinali della Real Job, senza il minimo curriculum, tranne che essere di Iglesias, come Simola(Direttore Amministrativo)-Oppi o di Suelli o zone limitrofe…
    Forse non si sa che ha assunto due giovani virgulti a 4000 Euo al mese + iva, alla faccia dei cassintegrati e disoccupati sardi, da dicembre scorso, con due delibere intitolate “Controlo ospedale microcitemico” (ma dove…??è sempre della Asl 8…!!!)e “Controllo ospedale Brotzu (ridere…ma quale????): il primo è figlio di Cadau, soli 31 anni, che, poverino è presidente del baraccone Abbanoa e del Comune di Cagliari, l’altro è consigliere comunale, ovviamente di Senorbì, e collabora nello studio di Garau…tutti e due dietro la porta a vetri blindata con Garau, da cui entrano solo affaristi e politicanti, oltre la Direttrice Sanitaria dell’Ospedale Spissu, cugina dell’assessore Liori…complimenti…!!!
    e poi sfugge che l’Ing. Mauro Iacuzzi, nominato da Simola quand’era Commissario dell’Arpas, è genero del Garau stesso, ad ulteriore dimostrazione del giro…

  • Fortza Paris dice:

    Ma dai cattivelli, non lo sapete che la sardegna va amministrata come una famiglia!

  • Pasquino dice:

    Un paese di cognati.
    La mia solita sfiga, non ho sorelle e mia moglie è figlia unica…
    Saluti

  • Radio Londra dice:

    Diciamo che bisogna dare a CESARE quel che è di CESARE e allora diciamo anche che forse la palma del miglior papiboy e della miglior papigirl bisognerebbe darla senza dubbio a Monsignor Mani.
    E, per non offendere le persone di censo e di culto, diciamo anche che forse non sarebbe male davvero chiedere oltre alle dimmissioni di Ugo il Capitano Nemo anche di chiedere (o di amorevolmente concedere, al limite anche in groppa a un asinello) le dimissioni di Monsignor Mani, che ormai si sta rivelando un porta santini di papi migliore perfino di Bondi, di Capezzone o di Artizzu (mister santino).
    Diciamo allora e, forse senza tanti forse, che se Monsignor MamiMoney si dimettesse e si togliesse di mezzo sarebbe anzi cosa buona e giusta e fonte di salvezza!

    Non per altro ma perchè, dopo aver letto l’intervento del nostro illustre Monsignor Mani (sui Money) comparso nel Portico e riportato anche sull’Unione Farsa c’è davvero da rimanere allibiti e attoniti all’idea che un Vescovo, che dovrebbe rappresentare tutta una comunità,possa ridursi ed avventurarsi a scrivere certe cose, che più che sembrare cose dette da “Sua Eminenza” paiono ascrivibili al suo amicone “Sua Emittenza”.
    Sembra più un intervento di un capo fazione dedicato all’istruzione delle giovani marmotte azzurre di Papi che l’intervento di un vescovo di una intera comunità.
    Parla di “cattocomunismi” e parla di una vicenda giudiziaria riguardante un parrocchiano che, a suo tempo, avrà sicuramente risposto nei termini e nei modi previsti dalla legge e che dovrebbero riguardare davvero poco l’attività pastorale di un vescovo (seppure delle baracche che, tra l’altro, spesso e volentieri sono abitate da gente povera ma dotata di grande dignità).
    Nello stesso stile di Belpietro, di Feltri o del direttore del Pradellino insomma che, ogni qual volta vengono trovati con le manine nella marmellata, si preoccuppano subito di andare a vedere il colore dei calzini delle toghe rossonere o di verificare se da ragazzini tiravano le trecce alla compagna di banco.
    E’ davvero sconcertante leggere certe cose da parte di un Vescovo anche perché, fino a prova contraria, se non fosse firmato da lui e certificato dalla curia, potrebbe anche venire il dubbio che a scriverlo fosse stato Cicchito, Bondi, Gaparri, Capezzone o lo stesso Cesare Augusto in persona o, tutt’al più, quello scavezzacollo di Caligola (forse Cicchito sarebbe stato più cauto e misurato).
    CATTOCOMUNISTI!!!!
    Ma poitta non ti scittisi munsigniori…
    Ma baidindi a ciccai baballuccasa in unu circulu de Forza Italia!!!!
    E coitendu puru ca esti una bregungia manna po unu Munsigniori che non dovrebbe chiedere le tessere di partito ai suoi parrocchiani che entrano in Chiesa.

  • Radio Londra dice:

    Intanto, con l’obiettività che ha sempre e storicamente contradditinto questa gloriosa radio libera, ci pregiamo di offrirvi in dono una preziosissima e gradita NEW (una noa, insomma) di cui siamo venuti per caso a conoscenza.
    Sapevate che uno dei componenti dei probiviri del partito dell’amore è VERDINI?
    E fin qui niente di strano.
    E sapevate anche che un altro componente del colleggio (su colleggiu appuntu) dei probi viri è UGO CAPPELLACCI?
    Itta depeus nai?
    Pitticu su cas..nu a agattai unu probo viro nel partito dell’amore senza cercarlo in quello di Cicciolina e Moana, che ben altro spessore, presentazione e dignità aveva!
    Comunque è proprio vero che Dio li fa e Dio li accoppia e…. se saranno fiori (d’arancio) sicuramente sbocceranno.

  • CILIOS dice:

    Un ringraziamento a Radio Londra che parlando di cose serie ci fa sorridere.

  • Mauro Iacuzzi dice:

    Capisco che possa sembrare strano a chi evidentemente conosce solo altri metodi, ma desidero chiarire che, nonostante affetto e stima profondi mi leghino a mio cognato, ho una vita e una carriera per conto mio. Sono dirigente pubblico dal 1992, prima presso la ASL di Cagliari, per concorso pubblico, con vari incarichi, poi all’ARPAS in forza di legge, sin dalla sua costituzione. Ho ricevuto l’incarico dirigenziale che rivesto oggi dal precedente Direttore Generale nel febbraio 2008, il commissario straordinario mi aveva dato un incarico di livello e valore economico uguale, l’ing, Farris mi ha fatto tornare al servizio monitoraggio e controlli ambientali da cui provenivo. Nessuno dei due ha aggiunto o tolto niente alla mia carriera lavorativa o al mio stipendio, e tutto è avvenuto con procedure ordinarie e trasparenti, con il mio nome e la mia faccia in evidenza. Lo stesso non si può dire della maggior parte dei commenti che ho letto in questa pagina.
    Sono a disposizione per qualunque confronto diretto e leale.
    Cordiali saluti.

  • democratico continentale dice:

    Gentile Ing. Iacuzzi, si è forse messo in dubbio la sua professionalità, la sua “carriera” lavorativa e i suoi compensi ho la sua assunzione presso gli Enti da lei elencati? mi pare proprio di no!! Si è messo in evidenza la procedura “poco lineare” e nebulosa del suo, oramai ex, massimo dirigente dell’Arpas. Poi ogni uno di noi ha i suoi cognati e i suoi nipoti, non è colpa mi se il Commissario del Brotzu è suo cognato ed ha ospitato nella sua location delle persone su cui l’intera magistratura italiana indaga e allo stesso tempo, anche questo episodio, mina la tenuta di questo inutile governo. E poi essendo lei all’Arpas, mi permetta di pensare male…
    Apettiamo che la magistratura vada avanti, poi appena vengo giù in Sardegna, ci prendiamo un buon caffè. Cordiali saluti.

  • SARDO CORAGGIOSO dice:

    Eh no! Eh no! Cognati, nipoti, parenti!! Mi permetta una domanda. Ma quanti siete in tutto? 80, 90 …un’esercito!!! Il discorso è uno solo: quante persone sono state assunte (anche a tempo determinato) in periodi elettorali e no, legate in qualche modo a questa parentela e soprattutto che titoli meritori avevano per scalvacare tanta gente diplomata e plurilaureata! Inoltre visto che il signore lavora all’Arpas: tutto regolare la creazione del “parco eolico” (ma che squallore!) in agro di Siurgus Donigala e San Basilio, non troppo distante da “Su monte de Sueddi”? E’ un caso anche questo?
    E te “democratico continentale” stai attento ai caffè “corrotti”, ops..volevo dire “corretti”(Sindona, l’amico di Calvi e prima di lui ancora Pisciotta) questa cricca è maestra nel servire i caffè!

    A mellus bire!

  • Fabio dice:

    ecco come vedo Cappellacci…

    http://www.youtube.com/watch?v=gJhKqmUFzQQ

  • Giovanni dice:

    E che dire delle nomine all’Agenzia Laore, Direttore Generale Antonello Usai, effettuate sulla base di dossier?
    Una vergogna

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