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Verdini: nessuna pressione per nominare Farris. Smentito Cappellacci: aveva detto il contrario. Ora sembra confermato, il dominus era Carboni. Flavio ordina, Ugo il “carbonaro” obbedisce

di Giorgio Melis
27 lug 2010 | 5.066 views

Denis Verdini batte Ugo Cappellacci nove a sei. L’interrogatorio-fiume del coordinatoe del Pdl davanti ai magistrati romani è durato ben nove ore: ne aveva cose da spiegare…. Verdini ha è rimasto sotto torchio tre ore in più di Ugo Cappellacci, che si era fermato a sei ore di interrogatorio. Ma oltre il record di permanenza davanti ai Pm romani, Verdini pare abbia dato un grosso dispiacere all’amico-presidente-”babbeo”. Nelle dichiarazioni dopo il lungo incontro con i magistrati della capitale, l’avvocato Coppi (famoso penalista e maestro di Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia alla Camera) ha escluso che il suo cliente abbia fatto pressioni per la nomina di Ignazio Farris alla presidenza dell’Arpas. Secondo il difensore, non è stato Denis Verdini a pilotare e spingere perché Farris venisse portato alla guida dell’Arpas, snodo ritenuto cruciale per la gestione dei progetti della cricca per l’eolico in Sardegna.
Se i termini usati dal professor Coppi corrispondono in pieno alle dichiarazioni di Verdini, siamo in presenza di una smentita bella e buona delle dichiarazioni di Cappellacci davanti agli stessi magistrati. Il presidente della Regione aveva testualmente dichiarato alla “Nuova Sardegna”, dopo l’interrogatorio, di aver detto ai magistrati: “Fu Verdini ad insistere affinché nominassi Farris a capo dell’Arpas”. Ma Verdini sembra aver rigettato questa versione che lo vedrebbe come il puparo dell’operazione. Chi dice la verità e chi non? Comunque su questo punto dovrà esserci un chiarimento davanti ai magistrati romani da parte di Cappellacci. Che dovrebbe anche dare una versione veridica in Consiglio regionale sulla vicenda, posto che è stato già interrogato e la sua verità è ora agli atti.
O c’è uno scaricabarile tra i compari della cricca. O emerge una ricostruzione che peraltro era parsa credibile sin dall’inizio in base a quanto emerso dalle intercettazione. A volere a tutti i costi “Ignazietto” Farris all’Arpas  era stato Flavio Carboni. Conditio sine qua non: senza Farris nel ruolo strategico, “salta tutto”. E infatti Verdini si adopera con Cappellacci che inizialmente è renitente perché sostiene che Farris poteva essere stato in sintonia con Soru. Ma il coordinatore del Pdl lo rassicura: dopo essere stato a sua volta garantito da Carboni. La nomina perciò arriva ma almeno per quanto appare, il dominus effettivo è Carboni. Verdini ha un ruolo importante ma in fondo anche marginale perché porta avanti le richieste perentoriee di Carboni. Verdini è interlocutore primario del faccendiere di Torralba. Ma è questi a scrivere la musica che Cappellacci canta.
Appare una sorta di rapporto subalterno: Flavio chiede, Ugo-”carbonaro” obbedisce ed esegue. Infatti è lo stesso Carboni a spiegare agli altri della  cricca, per il vertice top secret di Suelli: “Sono tutti invitati del presidente, quello sardo voglio dire”. Affermazione che sembra trovare conferma nel fatto che il summit è organizzato nella sua residenza proprio da Tonino Garau, il commercialista amico di Cappellacci e nominato commissario del Brotzu. Il rapporto di Cappellacci con Carboni sembra largamente precedere quello con Verdini. Risale comunque a ben prima delle elezioni. Ufficialmente i due sono presentati da Gabriele Asunis, poi designato assessore, dopo aver tramato alle spalle della Giunta Soru (l’aveva nominato direttore generale degli Enti locali) e per la destra: mentre era uno dei principali manager del governo di centrosinistra.
Non è in discussione che ci siano anche sintonie massoniche diffuse, tra i componenti della cricca allargata. Sarebbe utile sapere se oltre Verdini e Carboni, l’uso di loggia interessi almeno alcuno dei compari e comprimari sardi della cricca: come alcuni elementi fanno credere e non solo riguardo ad Asunis. Restando al rapporto Cappellacci-Carboni-Verdini, da molti elementi si ricava che il presidente voleva accreditarsi fortemente presso il coordinatore del Pdl. Ma lo svolgimento dei fatti conferma di un rapporto strettissimo e diretto, con molteplici frequentazioni tra Carboni e l’Ugo all’apparenza decisamente “carbonaro”: non solo per il carattere riservatissimo dei loro rapporti. I due si sono incontrati molte volte, troppe davvero viene da pensare. Carboni non è un ministro, un politico, una grande imprenditore: solo un grandissimo faccendiere sotto processo e con una richiesta di ergastolo pendente. E’ normale o assolutamente inaccettabile una così intensa frequentazione da parte del presidente della Regione, informatissimo dei fatti che riguardano il suo interliocutore?

Quanti sono stati gli incontri? Lo sanno i carabinieri e i agistrrati. Sicuramente molti. In particolare, mesi dopo le elezioni, al convegno di Pula finanziato dal faccendiere e con 50 mila euro dal presidente. Quindi ci sono stati molti rendez vous a Roma, in casa di Verdini e da soli. Il faccendiere ha visto più volte Cappellacci in Regione e al Consiglio. Lo ha ricevuto pere sei volte nella sua casa cagliaritana di via De Magistris. Insomma, oltre Verdini, un legame diretto, stretto, frequente: davvero in Regione non c’è molto da fare, se il presidente ha avuto tanto tempo e tante attenzioni da dedicare a Carboni. In conclusione, la versione di Verdini andrà verificata ma al momento sembra comunque una secca smentita e comunque un ridimensionamento del suo ruolo presso Cappellacci. Sembra avere una credibilità fattuale con un’implicazione significativa. Mette al centro della trama il legame cresciuto nel tempo, coltivato e infine apparso dominante tra il Carboni dominus e il Cappellacci comprimario, esecutore: fondamentale per il proprio ruolo istituzionale. E nient’affatto “babbeo”, come si è definito ridicolizzandosi deiliberatamente per ridimensionare la propria parte nella torbida commedia eolica. Anzi, assolutamente consapevole di quel che faceva e con chi, coinvolgendo l’istituzione-Regione
con personaggi estranei e temibili per la sua credibilità e trasparenza: come Carboni, Dell’Utri e altri oltre Verdini. Ma mettendo nel circolo poco virtuoso anche un suo uomo promosso all’incarico pubblico di commissario del Brotzu. Il Garau dal quale ottiene che gli organizzi nella propria residenza di Suelli il supervertice: davvero carbonaro, da tenere massimamente riservato proprio perché a dir poco improprio. Anzi, inaccettabile, ambiguo, impossibile da spiegare: sottometteva la ragione pubblica regionale a rapporti con personaggi assolutamente incompatibili.

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5 commenti »

  • Marco dice:

    E aggiungiamo che i viaggi di Cappellacci a Roma, che comprendono sempre volo A/R – auto con autista a Cagliari e a Roma – ristorante per se e gli immancabili accompagnatori, erano frequentissimi e sempre a spese nostre.
    Mentre la Sardegna non tornava a sorridere lui e il suo gruppo di fedelissimi volava in giro per il mondo. Si dice addirittura che nella visita vaticana al papa ci fosse un bel gruppo di imboscati composto da parenti e familiari di assessori, ora dimessi, classificati per la bisogna come appartenenti allo staff dell’Asessorato.
    Sarebbe molto interessante se il presidente illustrasse anche queste cose sardi e spiegasse come, quanto e perchè ha speso tanti soldi nostri.

  • Marco Giulio Sanna dice:

    I Garau hanno tratto grandi vantaggi da questa amicizia con Ugo Cappellacci. La storia è iniziata con i tirocinanti segnalati da Cappellacci nella stretta cerchia dei suoi parenti e che il buon Tonino ha ammesso nel suo studio di commercialista perchè potessero conseguire l’iscrizione all’albo.
    L’amicizia si è poi rafforzata tanto che il nipote di Tonino Massimiliano Garau ( oggi Sindaco di Suelli ) è diventato segretario particolare dell’assessore Prato , imposto da UGO, alla faccia di un curriculum impietoso da pluri-asino : fallimento totale negli studi per non essere riuscito nemmeno ad avere il diploma.
    Ma questo non bastava, non appena il buon Tonino è diventato Commissario al Brotzu l’altro nipote più piccolo ( fratello di Massimiliano ) ha vinto un concorso alla ASL e dopo poche setimane dall’assunzione ha ottenuto anche il trasferimento al distretto di Senorbì (vicino vicino a Casa…) Tutto semplice per chi è amico di UGO. Ma è possibile che nessuno controlli ? sapete quante assunzioni di Suellesi sono state effettuate al Brotzu ( tramite le società di lavoro interinale ) rigorosamente prima delle elezioni comunali di Suelli che sono state un vero voto di scambio….

  • Lilli Pruna dice:

    …Altro che bonus di 5000 euro (per 5 anni) per dare lavoro ai disoccupati: i disoccupati sono aumentati enormemente in un vuoto totale di idee e politiche come mai prima d’ora si era visto. …Altro che contrasto della poverta’: “ovunque vado nell’isola vedo miseria” diceva Cappellacci in campagna elettorale, ma delle crescenti difficolta’ di molte persone – occupate e disoccupate – non ha la piu’ vaga consapevolezza e non sembra proprio che perda il sonno nella preoccupazione di riuscire a trovare qualche soluzione ai tanti problemi della Sardegna. Il sonno glielo stanno togliendo i magistrati, e le preoccupazioni sono tutte per i suoi problemi con la giustizia. Ha smesso di sorridere anche lui, figuriamoci la Sardegna.

    Grazie, Giorgio per queste cronache politiche puntualissime!

  • Giuseppina dice:

    Intanto l’informazione televisiva che contribuisce così tanto a formare le opinioni dei cittadini tace o minimizza. Come pure qualche “importante quotidiano”. Le vicende politiche di questi giorni non vengono minimamente raccontate da un’informazione sempre più asservita. Che tristezza! E’ scandaloso, mi sembra di vivere sotto uno dei peggiori regimi …

  • democratico continentale dice:

    Gentile Giorgio (Giorgio come il Santo venerato da più di mille anni dai cittadini di Suelli e dell’intera Ogliastra) quello che scrivi è del tutto normale, forse sembra coraggioso vista la sudditanza e la paura di molti tuoi colleghi di altre testate giornalistiche, ho visto che comunque hai rotto il ghiaccio. Lo sanno anche a Canicattì che l’incontro si era tenuto presso la “Location” di Suelli (Location, fico!!!) che fà riferimento al Commissario straordinario del più grande ospedale della Vostra fantastica Sardegna. Vorrei dare un contributo alle tue precise informazioni giornalistiche in proposito all’argomento. Come riporta il sito di Sardegna Democratica l’ormai ex Presidente dell’ARPAS il Dott. Farris con determinazione dirigenziale n. 85 del 28 Giugno 2010, con la quale attribuisce al geologo Piero Italo Persod (dirigente Arpas nel campo geologico, ex Progemisa) l’incarico provvisorio di direttore del servizio valutazione e analisi ambientale dell’area tecnico scientifica dell’Arpas. Sino a quel momento le funzioni erano formalmente attribuite a un altro dirigente, l’ingegner Mauro Iacuzzi, come risulta dalla delibera. Invece Farris scorpora gli incarichi lasciando a Iacuzzi una sola area di lavoro, quella “monitoraggio e controlli ambientali”. A Persod, Ignazio Farris conferisce pieni poteri sulla parte autorizzativa dei progetti, quella ricompresa nella “valutazione e analisi ambientale”. Il provvedimento non fa una grinza: rientra nei poteri di Farris organizzare come meglio ritiene l’Arpas. Il 5 maggio 2010 l’ingegnere in arrivo dalla Provincia di Cagliari scorpora le attività. E quando il 20 giugno firma la determina le attribuisce poteri retroattivi: Persod risulta così a capo del servizio valutazione e analisi ambientale Arpas già dal 5 maggio 2010. Anche se ha partecipato, con quelle funzioni non ancora ufficialmente assunte, a ben più di una riunione a partire dal gennaio 2010. Perché conferire retroattività al provvedimento?
    Bene tale Ing. Mauro Iacuzzi ( oppss, pausa….abbiamo anche il nipote del Commissario del più grande ospedale della Sardegna tra l’altro è Segretario particolare dell’Assessore all’Agricoltura è si chiama Garau Massimiliano, fresco Sindaco di Suelli, è notorio tra la mite popolazione che la sua vittoria sia stata condizionata dalle numerose assunzioni tramite Agenzia interinale con personale indirizzato al Brotzu e al Binaghi, il tutto 30/40 giorni prima delle elezioni amministrative, su queste assunzioni ho visto che i Consiglieri Regionali Espa e Diana hanno presentato un interrogazione in Consiglio Regionale) è il cognato dello stesso commissario del più grande ospedale e della vostra fantastica Sardegna. Pensa te che combinazione!!!! In ogni caso lottizzare i vari Enti è oramai insito nella politica, ma utilizzare gli stessi Enti per favorire (sarà naturalmente la Procura di Roma a dirlo) in modo illecito alcune persone o Imprese o politici, non è legale, in uno Stato Democratico. Ci vuole uno scatto d’orgoglio da parte di voi Sardi, avete avuto il miglior Presidente della Vostra storia è l’avete messo da parte. La vostra Isola deve ripartire da quella straordinaria idea di Sardegna, io fossi sardo mi vergognerei di aver votato una che si definisce un babbeo. Caro Presidente una Regione non può essere governata da un babbeo, non si può essere babbei ad oltranza e visto che la (sua!) vostra Isola ha seri problemi sono convinto che lei non sia all’altezza. Abbia l’onestà di tornare a fare il commercialista insieme ai suoi amici che oggi amministrano la Sfirs e il Brotzu. In culo alla balena!!

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