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Dimenticare Soru: tutti d’accordo per interesse

di Giorgio Melis
23 feb 2010 | 1 views

Dalle stelle alle stalle: via dalla ribalta, giù il sipario, buio in sala. In dieci mesi la Sardegna è passata da un’illuminazione eccezionale, con i fari dell’attenzione nazionale ed internazionali puntati e accesi, all’invisibilità dell’irrilevanza: missing, in una parola. E’ scomparsa da ogni radar, teleschermo, pagina di giornale nazionale. Di nuovo solo espressione geo-turistica, insignificante e trascurabile. Una svolta epocale. L’interesse – empatico od ostile che fosse – per la Sardegna di Renato Soru è documentato in un dato ignorato, forse non a caso, dall’informazione sarda (a parte Epolis). A novembre, nell’annuale rapporto “Zeitgeist” sulle ricerche fatte su Google, le elezioni regionali sarde risultano la prima notizia politica italiana. Al quarto posto dopo terremoto in Abruzzo, Sanremo 2009, Grande Fratello 9. Ma precedendo le vicende legate a Veronica Lario Berlusconi, le elezioni europee, il giuramento di Obama, la morte di Michael Jackson, il processo ad Alberto Stasi.

Google non è indicatore assoluto ma un termometro sensibile e significativo per la parte più attenta e dinamica della popolazione. Il sorprendente primato del voto sardo forniva un’indicazione importante, un elemento proiettabile sul presente e sul divenire della Sardegna. Ci dice Ilvo Diamanti, prestigiosi sociologo, docente e prima firma di “Repubblica” nello studio degli umori e malumori, sogni e bisogni degli italiani: “…la sconfitta di Soru diventa una sorta di nemesi, che affonda lui ma anche la Sardegna, un’isola e non più un laboratorio nazionale. Da ciò il silenzio su Soru, da ciò il silenzio sulla Sardegna”. Una chiave di lettura che interrogava tutti sul “come eravamo” (recentissimo) dei sardi. Ma proiettabile sul “come siamo” e sul “come saremo”, nella prospettiva concreta di collasso generalizzato. Quel dato a posteriori non ha intrigato nessuno. Non ha indotto riflessioni e alimentato un dibattito, pure ineludibile.

La ragione è intuibile, giustificabile e insieme arbitraria. Ha il nome di Renato Soru. Registrare e valutare quel picco d’interesse di Google (e non solo), equivale ad ammettere quel che si vuole fermamente negare. Si capisce che lo voglia il  centrodestra vittorioso, benché già a tocchi. Sconvolgente ma ancora comprensibile che lo voglia anche la parte significativa che ora ricontrolla il Pd. Perché aveva “giocato a perdere” le elezioni, contro Soru. In difesa degli antichi equilibri di potere propri e altrui, garantiti dalla collusione consociativa con la destra che Soru stava facendo saltare.

La tacita parola d’ordine è “rimuovere Soru” mentre procedono la restaurazione e tutte le controriforme possibili e distruttive. Non solo di aspetti e atti opinabili, anche negativi nell’impatto e nella radicalità. Ma soprattutto di quelle con grande valenza politico-culturale-ambientale: ragione dell’attenzione e consenso misurati anche su Google. Dimenticare Soru, andare avanti senza guardarsi indietro, azzerando il passato recente. E’ la linea comprensibile a destra, appunto di restaurazione, ritorno a “su connottu” ben più deteriore e volgare del pregresso. Così nel Pd, “nuovo” ma – oltre il finto rinnovamento generazionale – politicamente arcaico. Punta a ricreare la vecchia palude e oscure collusioni con la destra, esaltate nel memorabile vertice Cappellacci-Silvio Lai, neo segretario del partito. Hanno bisogno l’uno dell’altro, si puntellano per disperata necessità di non ruzzolare entrambi.

Dimenticare Soru è dunque un imperativo obbligato, una necessità politica per entrambi. A destra è perfetto per provare a rimuovere la realtà della Sardegna berlusconizzata e “balcanizzata”,  interpretata per procura da Ugo Cappellacci. Da dieci mesi è un non luogo politico, colonizzato e autocolonizzato. Ingannato, beffato, tradito, derubato. Costretto a estenuanti quanto inutili e patetici “viaggi senza speranza” a Roma. Regione ridotta a postulante che si appella all’(in)clemenza della corte del Cavaliere. Speranzosa al massimo di dirsi vittoriosa se mai riuscirà a ottenere parte di quel che aveva e le è stato sottratto fraudolentemente: per le sue casse e i progetti, per le industrie, la nuclearizzazione negata che sarà realizzata, completata con l’eolico off shore di rapina e di sfregio alle coste. E’ la pietra tombale di annunci e promessi mirabolanti che Berlusconi ha messo in campo contro Soru. Facendo leva sulle ormai cinque “M “che dominano la Sardegna: alle classiche Massoneria-Medicina-Mattone, si devono correttamente aggiungere Media-Monsignori. Indicano il peso determinante della disinformazione palazzinar-forzista del gruppo Unione-Sarda-Videolina di Sergio Zuncheddu e di parte della Chiesa alta e militante, cappellana partitica: interpretata al massimo e al peggio da monsignor Mani. I due nuovi poteri ben insediati nella Giunta regionale travicella e irrilevante. Inascoltata e inascoltabile per mancanza di rigore, credibilità, convinzione e forza proprio dal potere romano che l’ha voluta e imposta: con l’autofagia di parte significativa del Pd.

Perciò anche nel Pd vale la consegna di guardare avanti (dove, se l’orizzonte è quasi scomparso?). E non voltarsi indietro. Farlo significherebbe esporsi al rimorso: un rischio improbabile per pseudopolitici con le setole nello stomaco che hanno concorso al disastro facendo leva anche su errori e limiti di Soru. Mai voltarsi per non dover riconoscere che i fatti stanno dando ragione a Soru sul carattere coloniale dell’invasione di Berlusconi. La controprova che li inchioda alla colpa di aver contribuito a fargliela vincere: mettendo Sardegna e Regione in mutande. Ma sbagliano ugualmente. Perché Renato Soru è stato un “unicuum” irripetibile. Onora il suo impegno civile e resta figura di riferimento del dibattito sui grandi temi. Ma è altamente improbabile che possa e voglia riavere un ruolo attivo. Dice anzi di “voler scomparire”. Senza e oltre Soru, nel Pd resta però aperta una grande ineludibile questione. Gli elettori che si sono mobilitati per lui, spesso solo per lui, non dimenticheranno il fuoco amico-nemico forse determinante che lo ha affondato. E stenteranno a riconoscersi nei dirigenti che sono espressione di quel disegno torbido ed esiziale. Come andremo a ricominciare, in questo deserto politico, economico e morale?

16 dicembre 2009

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11 commenti »

  • gavino ® dice:

    Mi compiaccio per lo sforzo di riaprire questa, direi storica, testata on-line con Giorgio Melis e tutta la redazione, sono tempi davvero duri per chi fa informazione e non lo sono solo sotto il profilo economico ma c’è di peggio. Coraggio quindi, anche a piccole dosi ma il bisogno di INFORMAZIONE è immenso, buon vento ragazzi!

  • mauro contini dice:

    Mi associo a Gavino: con entusiasmo riaccogliamo l’Altravoce,nella speranza che possa nuovamente fungere da stimolo al dibattito politico in Sardegna ed essere voce attiva nella preparazione di tempi migliori per la nostra amata isola.

  • Alberto M dice:

    BENTORNATO ALTRAVOCE!!!!

  • veronica dice:

    “Gli elettori che si sono mobilitati per lui, spesso solo per lui, non dimenticheranno il fuoco amico-nemico forse determinante che lo ha affondato”.

    personalmente non lo dimenticherò…

  • Francesco dice:

    Grazie di essere tornati!!

  • marinella dice:

    un ben tornato a Giorgio Melis e chiaramente all’Altra voce, finalmente riprendo a leggere articoli coraggiosi, onesti, intelligenti, graffianti, GRAZIE di cuore

  • angela dice:

    leggere la verità su questo sito è per me motivo di gioia.PERò,che tristezza sentir dire che SORU vuole scomparire…siamo in tanti a non volere questo…non deve buttare la spugna cosi in fretta.noi lo attendiamo fiduciosi .SA quanti consensi raccoglierebbe …ora piu di prima,se dovesse riprovarci.

  • valeria dice:

    Bentornata l’Altra Voce e Giorgio Melis. Si è sentita la mancanza di una informazione non narcotizzata e il ritorno è una boccata d’aria fresca nell’afa opprimente dell’immobilismo che ci opprime. Continuiamo a agitare i ventagli:solo il contributo di tutti potrà cambiare le cose. Auguri e buon lavoro!

  • Acers dice:

    complimenti blog , aspetti legali, buono distribuiti ! Bjs .. http://notebooksacer.blogspot.com

  • Aimê dice:

    Mi è piaciuto molto il tuo blog, amo le notizie piace questo sito che la gente ha votato per la squadra di persone per scegliere il twitter più grande squadra e competere per i premi http://www.twitorcida.com.br

  • strumenti musicali accordo dice:

    e quando ci sono gli interessi tutti sono d’accordo

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