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Censure quotidiane, informazione imbavagliata. Oscurato il no del governo al piano-casa del Lazio: non disturbate i cementificatori di quello sardo…

di Giorgio Melis
27 ott 2011 | 8.696 views

Caso da manuale di notizia importante -  d’attualità e di pubblico interesse – ignorata e rimossa perché sgradita o sottovalutata per sciatteria. Il governo (con i ministri Galan e Prestigiacomo) impugna e blocca, ricorrendo alla Consulta, il piano-casa della Regione Lazio. Reazione dura, dimissioni a rientrare di dieci assessori Pdl. Notizia anticipata sul Corsera di martedì, rilanciata sui siti internet e da tutti i giornali con grande rilievo. Unica eccezione, per ordinarie censure ed omissioni mirate, l’informazione sarda. Più di tutte avrebbe dovuto notarla e diffonderla: l’hanno lanciata anche le agenzie. Era ed è di stringente attualità soprattutto in Sardegna. Dove il centrodestra cementizio è irriducibilmente impegnato, ossessionato ma frustrato – a partire da Cappellacci – nell’approvazione di un piano-casa assai più invasivo e devastante di quello laziale. Se il governo Berlusconi ha bloccato questo, sembra evidente che quello nostrano sarebbe impugnato. In ogni caso, la notizia contiene un decisivo elemento di riflessione, di grande interesse per i cittadini, lettori e telespettatori sardi. Perchè il Consiglio regionale è bloccato proprio sul piano sciagurato. Ma appunto, nessuno deve sapere che un simil-piano più leggero è già bloccato dal Governo. Normale che tutto il gruppo Zuncheddu oscuri la notizia: per non spararsi sui piedi e creare imbarazzo ai politici amici dell’Unione Sarda e del cemento. Singolare che sia stata ignorata dalla Nuova Sardegna. Gravissimo che il Tg3 regionale sia allineato alla disinformazione di regime. Quando si ripete che in Sardegna c’è un’emergenza informazione grande come un palazzone, ogni giorno c’è una conferma. Ha fatto eccezione il nostro giornale. Smentisce l’altrui regola del silenzio connivente o della deformazione. Semplicemente perché il diritto di cronaca è innanzitutto un dovere che smaschera chi non l’osserva: in danno dei lettori e in questo caso della Sardegna.

Pubblicato il 27 ottobre su SARDEGNA24

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