La tempesta perfetta per il naufragio sardo: anche il blocco navale. Rialzato il ponte levatoio tra Isola e continente. Capitan Ugo, vai a scopare il mare
di Giorgio Melis
Ogni giorno la sua pena, povera Sardegna. Se l’è cercata: lasciandosi gabbare, poi seviziare da Berlusconi e dal prestanome Cappellacci.
Siamo stati autolesionisti e minchioni. Ma la Sardegna non meritava d’essere massacrata a tal punto dal governo presunto amico dell’Ugo-spot. Piove, governo ladro? Qui diluvia e grandina. Un bollettino di guerra, da disfatta. Ultimi calcoli: persi, da gennaio a settembre, un milione300 mila passeggeri sui traghetti. A fine anno, il regresso potrebbe sfiorare i due milioni di viaggiatori. Chiude la piccola compagnia Enermar (Palau-La Maddalena). Spende gli ultimi soldi in pagine pubblicitarie accusando per il fallimento Cappellacci e il mozzo-assessore “ciuffo” Solinas. Mentre il presidente, blindato a Villa Devoto, cerca di barricarsi nel piano-casa ammazza-Sardegna, accade: 1)Confesercenti denuncia il bilancio catastrofico della stagione turistica; 2)i dati documentano: edilizia in stato comatoso; 3)tutti gli indicatori socio-economici sono da incubo; 4)l’assessore La Spisa annuncia: meno 800 milioni in bilancio. Nel quale inserirà i soldi che lo Stato ci deve e ci ha negato perché la Giunta di destra non ha attivato l’intesa Prodi-Soru. Dunque, “voci” virtuali. Fotocopia truffaldina della scelta nel 2007 (ok dalla Ragioneria dello Stato, cassata dalla Consulta) di Soru, assessore Eliseo Secci: accolta da furiose accuse dalla destra. Che ora la copia paro paro. Allora era una previsione realistica, la crisi lontana. Ora le entrate sono davvero figurative. Se la Consulta accogliesse il tardivo ricorso regionale, lo Stato non pagherebbe: è in bolletta. Nella tempesta perfetta per il naufragio, ecco l’ultima botta. “Grandi Navi Veloci” blocca il collegamento Porto Torres-Genova mentre l’ex Tirrenia rilancia le vecchie carrette su Cagliari. Ritorsione contro la Regione per la flotta-frottola voluta con risultati patetici? Evidentemente sì, anche se l’armatore (in cordata con Onorato e Grimaldi nella Cin ex Tirrenia) lo negherà. Siamo regrediti a trent’anni fa. In balia come allora della nuova-vecchia Tirrenia del monopolio coloniale. E’ come se fosse stato rialzato il vecchio ponte levatoio che segnava la frontiera marina tra l’Isola e la penisola.
Non dobbiamo subirlo senza resistere: sarebbe il “fine pena mai”. Non possiamo scontarla tutti in conto e per colpa di uno, il capitano di sventura Cappellacci. Con una faccia da bronzo incredibile, ormai di routine per smarcarsi da se stesso, attacca gli armatori della Cin. Meritano non le sue ma le nostre proteste roventi. Ma prima dobbiamo spararle contro l’Ugo-spot, che si spaccia abusivamente per nostro bardo. E’ lui il massimo colpevole. Non ha alzato un dito nella privatizzazione della Tirrenia. Non ha profferito verbo (l’ha fatto Mauro Pili) mentre le tariffe s’impennavano con la benedizione in Parlamento dell’”amico” ministro Matteoli. Poi ha ingaggiato la ridicola battaglia navale con la flottiglia sarda. Un vaso di coccio contro le flotte di ferro di armatori determinati: ovviamente in frantumi. Mossa velleitaria e controproducente. Ora arriva il saldo: blocco navale invernale su Genova. Marceremo sull’Europa, annuncia l’ammiraglio da operetta. Tempo scaduto, con lui siamo fottuti. Quando doveva occuparsi di entrate e Tirrenia, pensava a Flavio Carboni. Soprattutto alle cambiali contro il Piano paesaggistico. Cemento e mattone: il vero core-business suo, di sodali, compari e fratelli in malapolitica. Spara ridicole minacce di dimissioni: contro i suoi che recalcitrano. E’ quasi svenuto per lo spavento postumo di averlo solo detto. Scivolerà anche sul cemento. Salga su una scialuppa e vada a scopare il mare.
Pubblicato il 23 ottobre su SARDEGNA24. La vignetta di Gef Sanna è tratta da La Nuova Sardegna.











Aggiungiamoci anche l’incredibile rifiuto, da parte di Cappellacci e Solinas, di fornire i dati ufficiali sul bilancio Saremar; nonostante le continue richieste da parte delle opposizioni e di organizzazioni come Confartigianato, non trapela assolutamente nulla.
A quanto si dice, alla base di questo silenzio ci sarebbe, come era stato ampiamente previsto, un forte passivo da parte della “mega-frottola”; una situazione piuttosto grave se si pensa che ora bisognerà tappare quel buco, sapendo che la UE proibisce in questi casi gli aiuti di stato.
Rispondi!