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Sardegna affondata anche da Moody’s che spara su un cadavere. I Moro-bond ultima risorsa di Cappellacci

di Giorgio Melis
9 ott 2011 | 3.570 views

La Sardegna scomparsa dai radar? Errore. Ridotta al lumicino ma con un minimo di visibilità: negativa. Aveva toccato il fondo? Sprofonda ancora. Lo certifica Moody’s declassando il rating della Regione. Con una trentina di altri enti locali: inclusi Lombardia, Lazio, Piemonte, Bolzano e Trento. Regioni e province forti, economia ancora vitale. Aree che hanno qualcosa da perdere perché hanno molto in produzione, reddito, investimenti. Arretrano nella crisi, fisiologicamente. Sorprendente la retrocessione di due posti della Sardegna. Con economia e finanze sotto il tracciato piatto, in coma depassé. Eppure da declassare. Mentre l’annuncia, Moody’s prevede ulteriore caduta precipite. Catastrofismo? Previsioni fin troppo ovvie. Non servivano per vedere e toccare concretamente che la Sardegna va a rotoli, verso il macero. Il verdetto è quasi maramaldo: si spara a un uomo morto.

Chissà dove sprofonderemo quando saranno registrati ulteriori dati megagalattici. Soprattutto: alle finanze regionali mancherà un miliardo e mezzo di entrate. Falciate dal governo amico grazie all’inerzia della Giunta. Solo a babbo morto, con Cappellacci accabbadori, ricorre alla Consulta contro l’enorme scippo di Berlusconi al suo prestanome sardo. Già, non possiamo dolerci solo dell’inimicizia governativa. Dobbiamo accusare chi ha lasciato marcire l’accordo Stato-Regione, Prodi-Soru, sulle entrate: non ne ha imposto l’applicazione prima che la crisi precipitasse. Quando la Consulta si esprimerà  (a nostro favore?), dove diavolo Tremonti troverà i soldi dovuti e ce li darà? Fa il suo mestiere, il fuoco nemico è interno. Appiccato da Villa Devoto: occupata solo a trovare poltrone per gli amici e farsi pubblicità con i soldi nostri. Con i costi della sanità fuori controllo, la Sardegna rischia non solo un ulteriore crollo del suo rating, alla serie ZZZ, ma un default vero e proprio. Forse migliorerà la quotazione appena svelerà i conti favolosi della flottiglia sarda. O con le enormi ricadute delle campagne milionarie auto-promozionali di Cappellacci.

L’Ugo-spot, sempre così loquace, non ha commentato per contestare  l’annuncio di Moody’s. Né ha dato fiato alle trombe del suo portavoce del nulla, l’unico nelle Regioni: la Gelmini ha cacciato il suo, quello del tunnel Ginevra-Gran Sasso per neutrini e coglioncini. Silente il presidente, un indiretto soccorso arriva da Beniamino Moro, economista e docente a Cagliari: con alcuni suoi cari. Cambia niente. Nessuna responsabilità né ricadute. La vita dei sardi resta uguale. Così parlò al Tg3 sardo. Semmai, interessi più alti per nuovi prestiti. Non è successo nulla. Moody’s declassa anche la Sardegna solo per mettere un nome in più: scelto a caso. Neanche i più accesi berluconomisti negano l’evidenza drammatica. Il nostro è isolato nel suo minimalismo: ma ripagato dal calore familiare diffuso anche da lui nell’Università di Cagliari. Solo interessi più alti? Ma chi ci farà credito, non potendo restituire i soldi persi con le entrate scippate nell’inerzia di Cappellacci, mai citato? Moody’s potrebbe promuovere la Regione dalla serie Z se emetterà miliardi di prestigiosi Moro-bond: firmati Beniamino, economista berluottimista.

Pubblicato il 7 ottobre su SARDEGNA 24. La vignetta è di Ruggero Soru

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