“Provocazione” di Cellino per ritorsione contro un articolo. “Sanzionato” il presidente del Cagliari, assolto Giorgio Melis
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Massimo Cellino ha attuato una “provocazione” che legittimava una dura reazione vietando ai giornalisti de “Il Sardegna” l’ingresso nella sala stampa del S.Elia: ritorsione contro un articolo sgradito. Sette anni dopo i fatti (ottobre 2004), il presidente del Cagliari è stato indirettamente “sanzionato” dalla Corte d’appello di Cagliari. Ha assolto due dei giornalisti coinvolti:
condannati in primo grado a un’ammenda condonata a Oristano, mentre al terzo è stata ridotta. La sentenza (il Pg Giuseppa Geremia aveva chiesto la conferma) assume – in attesa delle motivazioni – un valore generale per il diritto-dovere dell’informazione. Ben oltre quello particolare per gli interessati: Giorgio Melis, ex condirettore de L’Unione Sarda, vice de La Nuova Sardegna, poi direttore editoriale di Epolis; Antonio Cipriani direttore della catena di quotidiani; Alberto Masu, redattore sportivo de Il Sardegna. Infatti la Corte d’appello, presieduta da Maria Grazia Corradini, ha in particolare ritenuto “non punibile” Giorgio Melis (difeso da Andrea Chessa) per il suo severo commento contro il presidente del Cagliari. “Non punibile” perché di reazione alla “provocazione” di Cellino. Una sorta di legittima difesa. Come hanno sottolineato gli avvocati Chessa e Roberto Nati (per Masu) e Melis in una dichiarazione spontanea, la sortita costituiva un vulnus senza precedenti. Lesivo della libertà di stampa e per l’agibilità professionale di un giornale preso di mira e arbitrariamente prevaricato in una sede “pubblica” come lo stadio S.Elia. Dove Cellino – noto per molte intemperanze e fatti di rilievo penale – aveva posto in essere una discriminazione dichiaratamente ritorsiva. Perché in un articolo Alberto Masu aveva ipotizzato che l’assenza del centravanti Suazo dall’incontro Cagliari-Milan potesse dipendere da trattative per la sua vendita alla società di Berlusconi. Senza alcun intervento presso la direzione del giornale per richiesta di rettifica o altro, Cellino era passato subito a vie di fatto. Facendo bloccare, con arroganza padronale, l’ingresso in sala stampa dei giornalisti de Il Sardegna. Inutili i tentativi verso le autorità regionali e comunali per farlo recedere. Vicenda con vasta risonanza e veementi proteste locali e nazionali, condanne di Federstampa e Ordine dei giornalisti. Per reazione, lo sferzante commento di Melis e un altro articolo di Cipriani contro Cellino, che aveva poi presentato le scuse all’Unione nazionale stampa sportiva “per la forma sbagliata di una protesta impulsiva”. Ma aveva proceduto contro Melis, Cipriani e Masu davanti al Tribunale di Oristano. Dove – difesi dall’avv. Alessandro Diddi - erano stati condannati a un’ammenda. Verdetto ribaltato ieri in Appello. Melis “non punibile” per aver reagito alla “provocazione”, Masu assolto perché “il fatto non sussiste”; condanna ridotta per Cipriani. Ma la sentenza sanziona soprattutto Cellino: ribadendo anche il diritto di critica anche aspra, se fondata su fatti veri e documentati.
Pubblicato su SARDEGNA24 DEL 4 OTTOBRE











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