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Bagnasco e la “scomunica” a Berlusconi. Ma lui non se la prende. Mons. Mani in alto contro il predecessore: disturba la santa simonia e il devoto Ugo riconoscente a milionate

di Giorgio Melis
28 set 2011 | 3.852 views

Toh, la Chiesa si è svegliata. Ha scoperto che il licenzioso  Berlusconi è uno scandalo e un disastro per l’Italia. Per la coscienza dei cattolici (anche dei laici: o no?). Una vera “scomunica”: con invito a farsi da parte. E ora? Finirà come per Luciano Liggio (allora boss dei boss, padrino di Riina). Si diceva: gli hanno dato l’ergastolo ma lui non se l’è preso. Un utile precedente. Berlusconi replicherà: la scomunica di Bagnasco?Io non me la prendo. Infatti scatena la Lega contro la Chiesa: si occupi dei pedofili e non disturbi l’indecente mandrillo neroniano che ha sputtanato l’Italia nel mondo. Bagnasco intima ancora: “cambiare stili di vita per uscire dal tunnel”. Ma lui nel tunnel ci vuole rimanere e goderselo. Scomunica rimandata al mittente. Hic manebo optime. Parlo con Letta, col Papa. E se non basta, col collega nell’alto dei cieli: sono l’Unto del Signore. Può contare su sponsor terreni. Come monsignor Mani in alto e in pasta: sarebbe furente. Scomunicano Silvio senza il mio placet? L”ho presentato al Papa a Bonaria nella manfrina per fregare Soru alle elezioni. L’ho benedetto assieme a Cappellacci e il devoto  Ugo si è sdebitato a milionate. Questo Bagnasco… Pericoloso per la nostra santa simonia, così redditizia. Mani può permettersi di giudicare severamente Bagnasco. E’ stato suo predecessore, fino al 2003 (anno sfortunato del suo arrivo alla diocesi di Cagliari), come Ordinario militare d’Italia. Ma l’arcivescovo di Cagliari è rimasto, per così dire, uomo d’armi, di fede da caserma, di Comunione e Liberazione e di pecunia non olet. Il successore Bagnasco, più pastorale e mite,  sta forse tralignando: delude il predecessore che purtroppo resta ancora a Cagliari anziché comandare ai vertici della Conferenza episcopale italiana. Mentre Berlusconi continuerà a celebrare da palazzo Chigi, palazzo Grazioli, Arcore, villa Certosa e varie altre ” chiese” carnalissime infischiandosene della scomunica. I cattolici preghino e non rompano: ho già fatto troppo per loro. Amen.

La vignetta è di Vauro, da “il manifesto”

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