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Morire per Silvio? Morite voi italiani. In caso di giudizio universale, noi tutti dovremo giustificarci davanti a lui: per le sue colpe

di Giorgio Melis
27 set 2011 | 2.141 views

Èda 70 anni che in Europa ricorre una storica domanda. Morire per…..?Nacque nel 1939 per Danzica. Hitler la rivendicava minacciando guerra: già decisa. Per esorcizzarla, i “pacifisti” ricattavano: morire per Danzica? Illusione perniciosa: il flagello della svastica sarebbe dilagato comunque.
Nel nostro contesto, meno fosco ma drammatico e squallido-grottesco, l’Italia deve chiedersi: morire per Silvio? Non c’è un cane nel Paese e nelmondoche nutra il minimo dubbio. L’Italia è alle corde. Salvarla è missione quasi proibitiva.
Ma proibita, impossibile se Berlusconi resta al governo. È lo zimbello osceno che ci ridicolizza nel mondo. Affonda – nel preventivo, assoluto discredito personale – ogni tentativo per contenere l’emergenza: allarmante per la tenuta sociale e
l’ordine pubblico. Lo sanno tutti. Lui per primo: lo negherà fino all’ultimo respiro. Un capitano che inabissa la propria nave e l’equipaggio, pensando solo a salvarsi. Resiste forse immaginandosi patetico Mussolini da burlesque a Salò-Arcore. Con i pretoriani consapevoli che saranno spazzati quando cadrà. Nessuno ha potuto scalzarlo. Ha consenso sottozero. Regge solo in Parlamento:con maggioranza nominata-comprata. Nessun Tigellino s’avanza a liberarci politicamente dal senescente mandrillo neroniano. La sua formidabile energia è volta a un bieco cupio
dissolvi: contro il Paese “che amo”. Meglio morto se non lo comando. “Italy first”, prima l’Italia, intimano personaggi autorevoli e allarmati. Lui se ne catastrafotte: “prima” è solo lui. “L’amor nostro” di Giuliano Ferrara e compagnia della
prostata. Siamo in un cul di sacco, alla ricerca della scossa salvifica. Non verrà dal Vaticano. Il neo-temporalismo
opportunistico antepone il patto di potere allo sdegno dei cattolici, ne zittisce la coscienza ferita dall’immoralità del Cavaliere provvidenziale. Pronto al peggio con Bossi: compari sfasciatutto. Non hanno potuto impedire

l’arresto del Papa deputato e toga sporco-azzurra. Hanno salvato Marco Milanese con reati più gravi. Presto il bis con Saverio Romano: accusato di mafia. Patetico Bossi mangia-terroni. Bacia il rospo corrotto Milanese eletto a Napoli. Poi il siciliano Romano. Un trionfo anche geo-politico della Padania pura e dura. Nemica di Roma ladrona e del Sud parassita del virtuoso Nord. Appestato a sua volta da corruzione dilagante di uomini Pdl e leghisti: come il Pd di Filippo Penati.

Accadono cose da fine del mondo, nel Mal Paese capovolto. Il premier vuole la testa di Tremonti che non molla. Ha disertato il voto pro-Milanese. Non brilla per simpatia. Ma apprezzabile che abbia dribblato il salvataggio dell’ex braccio destro fellone: pur rischiando
d’essere travolto col governo. Siamo all’apocalisse. Da Confindustria, Emma Marcegaglia si disvela proto-brigatista per cacciare Berlusconi: «Ci stiamo giocando il Paese ». Ha toccato il fondo, scavalcando “a sinistra” Silvana Camusso.
Con lei riportando allo stesso tavolo Cgil, Cisl e Uil. Quando passerà la nuttata? Silvio è stoico. Sopporta a ciglio asciutto le sofferenze dell’Italia che ha portato alla rovina. Sacrifica a noi perfino le notti brave. Infatti riceve di giorno a palazzo Grazioli – quale pudico sacrificio altruistico- ” l’Ape Regina” Began: la favorita da alcova. Ha passato il limite? In caso di giudizio universale,  chiamerà tutti noi giustificarci delle sue colpe. Morire per Silvio? Morite voi.
PS. Resiste il silenzio assoluto dell’Unione Sarda e dintorni sullo scandalo della pubblicità regionale: 42 milioni dilapidati. Impunemente? Austero riserbo anche da La Nuova. In compenso Beppe Pisanu conferma che sta con Cappellacci contro Berlusconi. Aspira a ruoli nazionali. Ma ha bisogno di una base politico-elettorale regionale. Come detto e confermato.

Pubblicato il 25 settembre su SARDEGNA24
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