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La Grande Abbuffata di Cappellacci: 42 milioni pagati da noi. Censurato anche il Consiglio-coniglio sulla stampa sarda beneficata e imbavagliata: giornalisti invertebrati

di Giorgio Melis
27 set 2011 | 2.520 views

Sardegna-Regione da bere, sbranare, scialare. Come dal 2000 al 2004. Regione da dissanguare. Finanziando con milionate a decine di tutto, di più e di peggio. Una grande abbuffata: pagata da noi.Spese folli per iniziative pazzesche. Dentro e fuori la Sardegna. Dilapidando soldi pubblici: lesinati ai morti di fame della grande carestia. Nel segno della comunicazione istituzionale: finta. Vera propaganda politica e personale selettiva. Specie nell’informazione amica o complice da finanziare e ingrassare. In forme e per eventi spesso inesistenti, risibili: senza ricadute. Denuncio da anni l’andazzo pazzesco, conosco molti torbidi meandri. In Consiglio è stato messo (parzialmente) a nudo.

Il bubbone è scoppiato ma si vuole occultarlo: sopire e troncare. Perciò la politica va incalzata. Altrimenti, caduto il polverone, finirà a tarallucci e vino. Mentre lo scandalo continua. Continuerà senza una mobilitazione alla quale siamo tenuti e impegnati. Ma la rimozione in corso offre uno straordinario spaccato non solo sui 42 milioni (solo?) spesi in due anni con Cappellacci e più. Soprattutto sulle connivenze, sulla dipendenza incrociata e incestuosa fra politica e informazione dominante: in atto da dieci anni. Il picco dell’indecenza s’è avuto a caldo, in tempo reale. L’esplosivo dibattito in aula è stato letteralmente cancellato: insabbiare. L’Unione Sarda ieri gli ha dedicato un titoletto e venti righe. Senza un solo dato, fatto, nome. Senza un solo numero sulla valanga aurifera dalla Regione ai destinatari. Sul sito internet del giornale non è ancora comparsa la notizia. Mentre Videolina si è limitata a ignorare tutto. Il maggior gruppo mediatico ha incassato milioni dalla Regione: anche per iniziative editoriali sponsorizzate. Ma censura totalmente o travisa il cruciale dibattito in Consiglio. Zittisce l’istituzione legislativa e di controllo sulla Giunta che quei fondi eroga.

Siamo al più tracotante atto di forza e prevaricazione verso l’assemblea, per quanto screditata. Come se Repubblica o il Corsera e i tg decidessero di ignorare i dibattiti in Parlamento su faccende sgradite al governo. Il “parlamentino” imbavagliato, col sasso in bocca dello Zunk-group, è uno scandalo politico. Dovrebbe farlo rivoltare. Se non fosse (con le debite eccezioni) un Consiglio-coniglio. Se avesse rispetto di sé e senso dell’istituzione. C’entra nulla l’eventuale diritto di critica. E’ brutalmente negato, specie ai cittadini- lettori, l’elementare dovere di cronaca. Con la sconfortante, imbarazzante schiena invertebrata dei giornalisti: senza generalizzare. Criticano con l’Ordine la sporca “campagna” anti-Ppr e pro-cemento. Ma accettano di non esercitare il loro fondamentale dovere. Subiscono tutto dal padrone in redazione. Tradiscono la deontologia e i lettori. Il pur timido Tg3 ha dato doverosamente in primo piano la notizia (ma senza seguiti e approfondimenti).

Sconcertante La Nuova. Nessun richiamo in prima pagina: per un fatto da locandina. Solo a pagina 11 un servizio: peraltro con titolo mirato sull’autodifesa di Ugo-spot. Sufficiente ma carente sulla massa dei dati: di palpitante, esasperato interesse e bruciante attualità per i lettori. Segnale oscuro e preoccupante, dalla Nuova:di solito più puntuale. Oltretutto, ha incassato solo 323mila euro. Un quarto del milione 209 mila euro andati al gruppo Unione Sarda. Sproporzione iniqua rispetto al rapporto diffusione-lettori. Per non dire dei 470mila euro a Sardegna1 del bisognoso Giorgio Mazzella per la campagna antincendi. Dei 56 mila a Nova Tv. La “perla” di 19 mila a una microtv (Arpanet) che ha curato la campagna elettorale di Cappellacci. E altri infiniti rivoli nefandi. Poi si resta basiti perché Ugo-Rambo- spot sfodera la sua “trasparenza”. Un alfiere. Per il referendum regionale consultivo sul nucleare, ha speso 500mila euro: zero euri per quello decisivo nazionale. Spot fisso, solo lui in tv: unico santone anti-atomo. Testimonial a spese nostre per sé: nel referendum altrui. Il mezzo milione l’ha pagato il Servizio elettorale. Furbata: il presidente non compare. Trasparentissimo. Gli uomini hanno alcuni organi doppi: occhi, orecchie e altri. Lui, soprattutto la lingua.

pubblicato il 23 settembre su SARDEGNA24 la VIGNETTA è DI VUCIK

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