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Le “guerriere” di Cappellacci senza testosterone. Simona De Francisci da Videolina alla sanità: sempre sotto l’egida di Zuncheddu, ormai solo sponsor del presidente -spot

di Giorgio Melis
9 ago 2011 | 4.722 views

L’Italia è per ora salva: perchè commissariata dalla Banca centrale europea. Bruxelles ha imposto l’anticipo al 2013 del risanamento. Berlusconi e Tremonti – i furbetti del quartierino governativo – l’avevano scaricato al 2014: dopo le elezioni. L’Europa è zoppa ma non scema. Davanti al crollo dei Bpt italiani (superati perfino da quelli spagnoli) e allo spettro del default dopo il vaniloquio del Cavaliere, la Bce ha lanciato il diktat: rigore e serietà o impiccatevi. Perciò hanno dovuto ingranare l’indietro tutta e adeguarsi. Solo così la Bce comprerà i Bpt, mentre Bankitalia

ha aperto il paracadute con massicci acquisti. Bastava farlo tre giorni prima, per evitare l’ultimo bagno di sangue. Anziché ripetere stolidamente che tout va bien: riscatenando l’attacco al Paese ventre-molle, guidato dal premier più squalificato. E ora? È tutto da vedere. Perché così com’è, senza modifiche radicali, è una manovra ammazza-Italia: soprattutto per i ceti meno abbienti. Meglio l’ombrello di Bruxelles che il nulla governativo sopra il corrusco cielo italiano. Ma basterà?

Certo non basterà alla Sardegna il rimpasto al femminile della giunta Cappellacci. La situazione è talmente drammatica, la frana sarda così estesa, profonda e devastante, da dover chiedere: troviamo il modo di commissariare anche questa Regione a tocchi. Il presidente putativo è inchiodato alla poltrona: come il suo sponsor

arcoriano. Va schiodato come Berlusconi o non ci sarà scampo.La manovra nazionale avrà ulteriori effetti pesantissimi sull’Isola allo sfascio. Scordiamoci le entrate tributarie nostre di diritto: svanite per l’inerzia regionale. E così per tutto il resto. Nulla si è fatto, dal 2009 a oggi, per ottenere il dovuto. Quando c’erano condizioni

positive, risorse e possibilità. Si è lasciato che accadesse il peggio, lasciando marcire la vertenza-Sardegna: ora diventa frazione trascurabile della grande emergenza generale. Senza potere contrattuale, la “piccola” crisi sarda sarà ignorata a Roma: come finora per la passività della Giunta. Solo adesso Cappellacci annuncia ricorsi alla Corte costituzionale e allaUe per la Tirrenia. Campacavallo, dopo aver ignorato l’intimazione del Consiglio regionale. Ci appelliamo a Napolitano. Non è San Gennaro, che fatica del suo per i miracoli.

C’è paralisi in viale Trento: ma era già sulla carrozzina dei disabili politici. La verità è che Cappellacci sta alla Sardegna come Berlusconi all’Italia: zavorra per affondare. Si rallegra perché assegnano il 40 per cento dei nostri Fondi europei: disponibili e non rivendicati dal 2009. Si è mai visto qualcuno ringraziare e rallegrarsi perché smettono di massacrarlo di botte per trenta mesi? Il grottesco Cappellacci invoca:

«Voglio tre guerriere» come assessore. Lapsus rivelatore. Ammette il deficit di testosterone istituzionale suo e della Giunta. Le “guerriere” dovrebbero compensare l’esangue combattività dei maschi assessori-abatini. Questo testosterone non può darselo chi non ce l’ha e mai l’ha mostrato. Risultato? Simona De Francisci

alla Sanità, Angela Nonnis ai Lavori pubblici, Alessandra Zedda all’Industria. Perplessità a caldo più che lecite. De Francisci, gradevole collega di Videolina, sponsorizzata dall’editore Zuncheddu anche per essere eletta nel listino senza passare per gli elettori, che, conferma un vecchio adagio. Il giornalismo può portare ovunque: pur di abbandonarlo in tempo. Spesso porta alla politica. Mai a governare l’universo sanitario, avendo solo esperienze solo di tv e talk show. Azzardo

temerario: sulla pelle di tutti, specie dei più deboli. Lanciare un dilettante allo sbaraglio, che candidamente ammette di sapere nulla di sanità, in un settore cruciale: da irresponsabili anche verso l’interessata che però ha uno sponsor fortissimo: Zuncheddu, al momento l’unico rimastogli. Angela Nonnis è sfortunata sindaco dell’incolpevole Oristano. Molto contestata, specie dalla sua maggioranza. Promossa mentre viene cacciata dalla guida della propria città. Paradosso? Cieca lottizzazione. Di Alessandra Ledda so poco, e mi taccio. Auguri a tutte. Ma se queste sono le “guerriere” invocate, forse Cappellacci ha già perso l’ennesima guerra: contro i sardi.

(pubblicato il 7 agosto su Sardegna24

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