Subito impeachment per Cappellacci o tutto è perduto. Il finis Sardiniae è oltre le porte
di Giorgio Melis
E’ l’ora dell’impeachment per Cappellacci. Subito: o della Regione non resterà pietra su pietra. Atto di autodifesa: prevalga sulla resistenza dei consiglieri al “tutti a casa”. Siamo al finis Sardiniae. La cacciata umiliante da Tirrenia è la prova finale che questa Regione è un incubo. Ripiombiamo indietro di decenni nella servitù-schiavitù marittimo-borbonica: fine pena mai. Cancellata per ora e chissà quanto la continuità territoriale. Conquistata con lotte epocali, affondata dalla Giunta di ricotta che va a farfalle. Alla mercé del monopolio privato: la Regione conta zero, il Governo maramaldesco ci tratta
da espressione geografica senza rappresentanza istituzionale.
Cappellacci e l’assessore-mozzo Christian Solinas informati dalle agenzie della vendita alla Cin. Firmata ben prima di quanto concordato con Matteoli e Romani. Un classico. Cappellacci seppe dalla tv che Berlusconi aveva scippato il G8 da La Maddalena. Perché mai uno yes-man va informato? Decisioni che lo riguardano, vero: ma i burattinai lo esentano dal sapere. Sanno che subirà, con tardive, inutili proteste: gassosa, altro che “champagne di Arzachena”. Una scelta forse irrimediabile. Anche emetica. Ugo-trinchetto e mozzo-Christian proclamano con sprezzo del ridicolo: “Chi oggi pensa di aver messo in cassaforte un risultato a discapito del popolo sardo, domani dovrà leccarsi le ferite”. Lo farà per procura. Usando la lingua regionale che ha finora scorticato i glutei di Berlusconi e Matteoli. Ora l’unica possibilità è che l’Antitrust europeo neghi l’ok. I ministri hanno voluto mettere Bruxelles davanti al fatto compiuto. A tutta birra: perché altro è avere il placet preventivo, altro è far sì che la UE blocchi un’operazione avanzata.
Adesso Cappellacci parla di ricorso alla UE. Doveva invocare la gara europea indicata contro la trattativa-farsa con unico concorrente. Bruxelles coinvolta a babbo morto e buoi scappati dalla stalla crollante sui sardi. Per una sentenza, ci vorranno anni. Dopo due di colpevole inerzia: da denunciare anche alla Corte dei conti per l’enorme danno. In più, la beffa dei ministri felici per essersi ”liberati” del carrozzone Tirrenia. Liberati? C’è un premio enorme alla Cin-cordata: corda-capestro per noi. Lo Stato le conferma la convenzione di 72 milioni per 8 anni: il core business. Avrebbe allettato armatori di mezzo mondo. Il monopolio privato incasserà 566 milioni, pagando 200 milioni cash e 180 in tre comode rate: con i contributi pubblici sulle rotte in continuità territoriale. Prima, farà quel che vorrà. L’affare del secolo per la Cin. Il disastro del millennio per la Sardegna. Svenduta al peggior offerente: premiato grazie alla Regione di panna smontata. Pagheremo tutto. Ora la vertenza entrate rischia il flop. Senza la Tirrenia, Tremonti potrà mandare al diavolo la Regione-spot. Continua con l’appalto della Sassari-Olbia: 6 milioni disponibili sui 700 necessari. Zitta quando le hanno tagliato due terzi dei fondi per appalti pubblici. Ma voleva il 25% nella Cin, quota senza diritti: vasetto di coccio tra vasi di ferro che hanno fatto la loro “partita col morto” (la Regione) e l’arbitro-baro (il Governo). Resta la “flotta bi-nave” sarda. Dove se la ficcheranno? Avremmo un suggerimento, se la Regione dovrà pagare per sverniciare i 4 Mori dal suo piccolo naviglio. Cappellacci rilancia: continuità aerea. Fermatelo: rischiamo anche gli aerei.
Anche a destra si parla di spina da staccare. Mario Diana pensa a mollare il Pdl, Mauro Pili punta il governo ma il bersaglio è la Regione, i Riformatori-golfisti minacciano. Il sardista-indipendentista Paolo Maninchedda, fustigatore del mondo, è silente. L’assessore Solinas ex Ersu sarebbe un suo cocco. L’ex Maninkid mitraglia censure contro Tremonti: approvate e ignorate da Cappellacci. Se ha vera diversità come dice illuminandosi d’incenso, ne proponga una di sfiducia. Oppure dica, come tanti, che gli va bene così. Proprio perché sa che, con Cappellacci, della Regione non resterà pietra su pietra.










Lasci i riformatori al gioco del golf e il sardista maninchedda ha altro da fare: sta occupandosi a tempo pieno della sanità nuorese, di tossilo e dei problemi dei pastori. Lavorano tutti per noi, la sardegna può affondare
A questo punto direi che sono stati superati i limiti della decenza, ma anche quelli dell’indecenza; come è possibile che Cappellacci continui disinvoltamente a starsene seduto sulla poltrona di governatore della Sardegna?
Oggi poi è stata pubblicata un’intervista all’armatore Onorato, nella quale vengono lanciate delle accuse che, se fossero vere, sarebbero di una gravità allucinante. In sostanza, Onorato afferma che se Cappellacci avesse voluto un vero ruolo della Regione nella privatizzazione della Tirrenia, si sarebbe dovuto mobilitare più di due anni fa, quando il governo aveva iniziato a definire i termini della vendita; invece, da parte della giunta regionale ci sarebbe stato un totale menefreghismo.
Peggio ancora, Onorato afferma che nei mesi scorsi ci sarebbero stati numerosi incontri tra i rappresentati della CIN e quelli della Regione; in questi incontri la stessa CIN avrebbe avanzato proposte di grossi sconti nelle tariffe per i nati e i residenti in Sardegna. Cappellacci e C. avrebbero però reagito dimostrando totale disinteresse per tali proposte.
Se simili accuse fossero vere, Cappellacci dovrebbe immediatamente fuggire all’estero e nascondersi per la vergogna.
Il nostro babbeo ha rilasciato un’intervista a Rai news di Corradino Mineo.Sembrava quasi convincente……..
Posso essere considerato malizioso assai se azzardo la previsione che purtroppo per noi sardi, di defenestrare Cappellacci non se ne parlerà sino a maturazione del periodo utile per il godimento del vitalizio per i consiglieri regionali (di dx e sx)?
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