Ugo-spot spende e spreca da nababbo i soldi dei sardi per la Frottola sarda e una sfrenata pubblicità ad personam. Il governo ci scortica: mazzata da soluzione finale. Sardegna tra due fuochi. Soluzione finale senza stop alla Giunta di sgoverno
di Giorgio Melis
La prima vittima delle guerre è la verità. In Italia è vittima della politica: specie da una parte. La realtà è mistificata, stravolta nel suo opposto. Le parole cambiano o perdono il loro significato. Il controllo dell’informazione, in generale della comunicazione, capovolge il senso delle cose e dei fatti. La percezione delle persone e delle azioni. Permette il nascondimento della verità. Umiliata e declassata nella rappresentazione travisata di chi può alterarla e farla percepire come vuole. In Sardegna è come o peggio del resto del Paese.
Domina la propaganda: abbinata a rimozioni, censure e illuminazioni mediatiche spropositate. Confonde i cittadini, impedisce di capire e giudicare: soprattutto quando è quasi a senso unico. Alla portata solo di chi ha il potere e il denaro (attraverso il potere pubblico) e può imporla. Appunto, la propaganda logora chi non ce l’ha. La polemica politica è fuorviata, alterata. Non c’è dibattito vero, magari duro e spigoloso, sui contenuti. Non ci sono sentinelle dei cittadini. Solo sterile logomachia, in cui vince chi può imporre la propria versione di comodo.
Senza un’operazione di verità, che restituisca il senso e il significato alle parole e agli atti, la politica sarda non uscirà dal pantano in cui è sprofondata. In concreto, fino a ieri si annunciavano nuovi modelli di sviluppo, piani casa e paesaggistici, la flotta sarda e magari quella aerea, valanghe di turisti attratti nell’isola perché “veniamo a prendervi”, continuità territoriale e ogni bendiddio. La Sardegna tornerà a sorridere, anzi lo sta facendo da trenta mesi: ne sta quasi morendo. Tutto dimenticato: ci hanno scippato il G8, i miliardi dei Fondi europei, le maggiori entrate tributarie accordate da Prodi e Padoa Schioppa nel 2007, le grandi opere si sono tradotte in enormi fregature. Ma abbiamo la flotta, che altri meglio definisce la Frottola sarda. Non ci basta sentirci a un pelo dalla Royal Navy e dalla United States Navy?
E invece Bankitalia conferma che l’economia è un malato terminale. I sindacati costretti a scioperi generali, la pastorizia alla canna del gas, al fallimento la gestione dell’acqua pubblica, il turismo rischia un crollo verticale. Infine i sindacati – tranquilli, perfino uniti (primato nazionale) – dicono: basta spot, basta chiacchiere senza distintivo autonomistico, basta servilismo verso il governo. Finita qui? Solo cominciata. Perché la stangata governativa si trasforma in mazzata mortale: da bancarotta definitiva della Regione.
La Sardegna forse da oggi, grazie anche a più informazione in campo, potrà e dovrà prendere atto di essere tra due fuochi nemici ma dello stesso segno. La Regione spendacciona di Ugo-spot Cappellacci e il governo di Berlusconi-Tremonti che ci tosa oltre la scorticatura. E’ una brutta giornata per tutta l’Italia. Pessima, da soluzione finale, per la Sardegna. Si trema per quel che verrà da Roma. Peggio lo scempio che passa Cagliari.
L’operazione-verità passa innanzitutto per quel che è, anzi non è più, la Regione. Oltre lo scandalo. Abbiamo una Giunta che spende tremilioni e mezzo di euro per il restyling sardesco di due traghetti che saranno in servizio per 90 giorni. A fine nolo, dovremo pagare altrettanto per sverniciarli dalla mano di sardità posticcia? Siamo ricchi: 750 mila euro per il congresso degli agenti di viaggi, altri 150 mila per il turismo religioso: il nostro obolo di S. Pietro.Ugo-spot ha speso 500 mila euro in pubblicità e dintorni per sostenere il referendum antinucleare: quello sardo, solo consultivo. Un gigantesco spot ad personam. E’ munifico ma coerente. Aveva cofinanziato con 50 mila un convegno pseudo-giuridico del gentleman e amico Flavio Carboni per conto della cricca dell’eolico. E’ ripartita in grande spolvero la pubblicità sui giornali sardi e nei manifesti per Saremar e turismo nostrano: come vendere pecorino ai pastori. Insieme con la patetica “flotta de nosus”, siamo a una sintesi drammatica di una Regione allo sbando, perfino dalle mani bucate mentre manca il pane e sul lavoro sventola la bandiera bianca della resa.
Come andremo, se possibile, a ricominciare? Con questo personale politico specie di governo, è una domanda retorica, assurda. Tra Regione e governo, siamo con le spalle al muro. L’operazione-verità è il primo passo per provare a capirci, ritrovarci oltre la propaganda e la commedia degli inganni. Ci attende la traversata di un deserto al quale sarà duro sopravvivere. Le dure repliche della realtà non più falsificabile ci attendono tutti al varco. (Questo articolo è pubblicato sul nuovo quotidiano SARDEGNA24)










Dott. Melis, ma ha letto l’articolo di oggi sulla Nuova Sardegna?
Anche la flotta sarda viaggia mezzo vuota
50000 Euro di costo al giorno per ogni barchetta; percentuale di riempimento inferiore al 30%.
Una catastrofe oltre le più nefaste previsioni. Prepariamo il portafogli perché in autunno arriva il conto da pagare …
Purtroppo Rosa Rossa non si smentisce.Ho letto una penosa stroncatura di Sardegna 24 e un incensamento a Sardegna Quotidiano.
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