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Dal Comune alla Regione: Ada Lai zarina forever. Invasione di campo prima e ora: dopo la fuga e l’asilo politico dello sponsor Cappellacci. E’ più brava di Sergio Milia ma l’assessore è lui. La donna di potere non mollerà…

di Giorgio Melis
23 giu 2011 | 18.642 views

Zarina era al Comune di Cagliari, debordando dal suo ruolo e invadendo con la benedizione di Emilio Floris le competenze e il ruolo di sindaco e assessori. Ada Lai zarina invadente è decisa a diventare anche alla Regione. Ora che è “evasa” dal Municipio di Cagliari conquistato dai “rossi” di Massimo Zedda, ha trovato prontamente asilo politico alla corte di Ugo Cappellacci, con un incarico apicale in viale Trento per il turismo. Dove c’è un assessore molto facondo che rischia di farsi mangiare la pastasciutta nella testa pelata dalla nuova arrivata. L’incarico di Ada Lai è amministrativo, però. Non politico. Ma lei non è personaggio da adattarsi a un ruolo minore: voleva succedere a Floris come sindaco, non manca certo di capacità e intraprendenza. L’ha subito dispiegata invadendo il campo dell’assessore alla cultura, Sergio Milia. Ha annunciato al suo posto il via libera ai finanziamenti regionali durante la presentazione del cartellone teatrale della Cedac. Ma l’assessore (mancato pensionato politico per invalidità pare venatoria) è geloso delle prerogative. Correttamente ma anche da uomo di potere: non vuole farsi scavalcare da una gran donna di potere, abituata a dilagare.

«Apprendo con soddisfazione che la dirigente Ada Lai trova il tempo per occuparsi anche di cultura. Che sta viaggiando a gonfie vele. Le sinergie con l’assessorato al turismo – ha sibilato Milia in un comunicato ironico-furente – sono importanti. Sarebbe opportuno, però, che gli attori di queste azioni, assunte dall’esecutivo, siano gli assessori e non i funzionari».

Come dire, stai al tuo posto, niente invasioni di campo. Eccessi a parte, Ada Lai potrebbe spiegare a Milia cose che non forse non ha mai capito o non sa. Però le regole valgono anche per una ex-neo zarina. Forse aveva avuto mano libera dal suo sponsor Cappellacci. Anche lui “riparato” in Comune a Cagliari dopo essere stato sfrattato dalla Regione nel 2004. Questa porta girevole Comune-Regione comincia ad essere troppo abusata. Sarà bene bloccarla. Anche per evitare tentazioni, tipo la zarina che da viale Trento continui (o provi) a teleguidare (magari contro Zedda) la burocrazia comunale. Dove sedeva e siede il marito. Tra contiguità politiche, amministrative e parentali, si rischia di esagerare. Troppe commistioni di interessi non trasparenti hanno infestato il Comune di Cagliari. Il centrodestra di sgoverno ha trasformato la Regione in pantano fino al 2004 e con più slancio dal 2009 quando è tornato al timone con Cappellacci. Proviamo almeno a evitare i vasi comunicanti della tracimazione di liquami tra Regione e Municipio di Cagliari: gli elettori li hanno drasticamente divisi politicamente.

(la vignetta di Bruno Olivieri risale al 2007, pubblicata su questo sito, quando Ada Lai era stata messa sotto accusa al Comune di Cagliari per gli eccessi di presenzialismo, lanciatissima verso la candidatura a sindaco poi mancata. La riproduciamo a conferma che il trend non è cambiato)

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