Se due traghetti in affitto per tre mesi diventano “flotta sarda”: costi stellari per la grancassa di Cappellacci. Una pagliacciata fin dal nome per nascondere anni d’ inerzia sulla Tirrenia
di Giorgio Melis
E’ una pagliacciata a prezzo d’oro, questa storia della “flotta” sarda. Come si osa definire con sprezzo del ridicolo (i giornali si adeguano a un’immagine tanto retorica quanto falsa), l’affitto di due traghetti per tre mesi da parte della Regione. E’ diventata per caso armatore? Ha almeno la proprietà dei traghetti, per poter chiamare “flotta sarda” due navi non sue in affitto per 90 giorni?
E’ un’operazione che poteva avere una sua validità dimostrativa: senza la vergognosa montatura propagandistica costata una tombola di soldi. Un effetto calmieratore sulle tariffe, fatte impennare dagli armatori con la motivazione del caro-carburante. Ma chiariamo, intanto. Gli aumenti sono stati autorizzati dal ministro: come confermato dal commissario della Tirrenia in Parlamento, anche se poi Matteoli ha negato. Cos’ha fatto la Regione fumosa di Ugo Cappellacci nei confronti di un governo da cui ha subito di tutto e di peggio? Niente di niente. Lo stesso nulla dei due anni precedenti sulla Tirrenia.
Nell’inerzia regionale, il governo ha dato corso a un’asta fittizia per la svendita della compagnia. Finita a una cordata monopolista che stringerà la corda attorno al collo dei sardi in balia degli eventi. Anche su questa cruciale questione, la Regione è sede vacante benché la Sardegna sia storicamente dipendente (e vittima) della compagnia borbonica che l’ha vessata per mezzo secolo. Al momento di far valere le proprie ragioni e rivendicare un ruolo da protagonista per poter porre davvero la Tirrenia al servizio della Sardegna, la Regione ha lasciato campo libero al “governo amico” che l’ha totalmente ignorata: senza neanche prevederle un qualsiasi ruolo nella compagnia. C’erano mille possibilità per una partecipazione significativa e una posizione almeno di controllo sul futuro della compagnia. Non è stato alzato un dito e ora c’è davvero il rischio che la società fallimentare vada davvero al fallimento formale.
E’ inutile mostrare a posteriori indignazione per l’impennata tariffaria. E’ solo fumo per coprire l’inerzia assoluta dal 2009 che ha portato alla situazione attuale. Adesso rischia di andare del tutto in malora perché gli Onorato-Grimaldi-Aponte della Cin minacciano il ritiro dell’offerta di acquisto. Ma non per la “concorrenza” della flottiglia di due-navi-due verniciate con i 4 Mori, come si lascia credere. L’offerta della premiata “compagnia navale Cappellacci” può coprire un 4-5 per cento del traffico marittimo del 2010. Certo comunque non gradito ma non tale da rappresentare una concorrenza significativa per le compagnie che detengono il resto del traffico, cioè appena il ,95 per cento. Forse la grancassa regionale per pura propaganda, con enormi, faraonici costi promozionali, ha disturbato Onorato e più. Ma molto più probabilmente, la cordata si è resa conto che i benefici statali (72 milioni l’anno), ovvero l’asset decisivo dell’operazione, sono a rischio bocciatura dall’Unione Europea. In questo caso, alla cordata resterebbero sul gobbo i debiti della Tirrenia (il governo non potrà accollarli alle casse statali, come accaduto per l’Alitalia: Tremonti dirà un no irremovibile) e una flotta inutile essendo operativi e ben più moderni i traghetti delle tre compagnie. Opererebbero come ora, senza alcun vincolo, rinunciando ai finanziamenti statali che l’Europa bloccherebbe, intercettando comunque la domanda esistente benché ridotta. In particolare e in esclusiva, quella del traffico-merci cui neppure si è pensato mentre si montava la grancassa fumosa della “flotta sarda”: con trasportatori sardi allo stremo e furiosi.
Insomma, il pasticciaccio brutto rischia di portare al fallimento della Tirrenia. Tant’ che i sindacati dei lavoratori, alla disperazione, si propongono per la gestione diretta se il ritiro dell’offerta di acquista della Cin sarà confermata. Insomma, si muovono tutti: per interessi più o meno legittimi, allarme occupativo, emergenza come i trasportatori.Anche in Parlamento, con la protesta del senatore Francesco Sanna. “Da mesi il ministro dei Trasporti Matteoli non risponde alle interrogazioni sul caro traghetti e sulla politica pubblica dei trasporti marittimi del Paese, che subirà le conseguenze della vendita di Tirrenia di Navigazione. Oggi la vicenda si complica, con la notizia che i compratori di Tirrenia si rifiuterebbero di concludere l’acquisto contestando la concorrenza di due navi, in servizio sino a metà settembre, affittate dalla Regione Sardegna”.
“Oltre alle notizie certe sulla vendita, vorremo conoscere le ragioni per le quali le convenzioni che regoleranno il servizio pubblico di trasporto marittimo (che costerà circa 580 milioni di euro di sovvenzioni nei prossimi otto anni) sono la ripetizione – sottolinea Sanna – di quelle già attuate negli ultimi venti anni. E se questo sistema, che fa un tutt’uno della vendita della flotta pubblica con l’assegnazione delle rotte sovvenzionate, sia stato approvato dall’Unione Europea. Su questo punto dovrebbe rispondere il ministro delle Politiche Comunitarie. Ma, dato che non esiste da sette mesi e cioé dalle dimissioni di Ronchi, ci accontenteremo del Presidente del Consiglio, che di quel ministero ha assunto l’interim”.
L’esatto opposto di quel che è accaduto. Si è concentrato tutto sull’operazione di facciata, immagine di poca sostanza pure stagionale. La Regione pensa soprattutto a farsi pubblicità con costi enormi e soldi forse ben altrimenti utilizzabili. Inclusi i manifesti-giganti affissi in tutta la sardegna. Per promuovere la Saremar presso i sardi: come vendere pecorino ai pastori. Ma in realtà per farsi pubblicità con i pochi soldi dei sardi, gettandoli via con una prodigalità dissipatrice su cui dovrebbe esprimersi la Corte dei conti, visto che in Consiglio nessuno alza la voce. Queata Giunta che non esita ad avvolgersi nella bandiera di un patetico patriottismo bolso, fino a coinvolgere la Brigata Sassari. Il resto è velleitarismo da dilettanti alo sbaraglio, tardivo. Lascia davanti alla Sardegna un futuro da incubo per i collegamenti marittimi. Mentre la stagione turistica, salvo improbabili miracoli agostani, è già andata a farsi fottere. Ma capitan Cappellacci e il nostromo Solinas ridono, sono felici ed entusiasti. Convinti, col sostegno di un’informazione acritica o complice perché gratificata alla grande da pubblicità regionale a tariffa piena, d’aver spezzato le reni alla Cin. Mentre sono i sardi a rischiare di finire definitivamente affogati nel Tirreno: con un turismo a un pelo dal disastro.










Premesso che coi fatti e le critiche ho sempre dismostrato di NON essere un fan di Cappellacci e tantomeno del centro destra – Pdl, ritengo pero’ proprio per un discorso di onestà intellettuale dover contestare integralmente quanto asserito in questo articolo dell’Altra Voce: in questo caso ritengo che le mosse di Cappellacci siano state appropriate e giuste in una situazione di totale emergenza ed a contrasto dell’arroganza nell’aumentere i prezzi dei biglietti del doppio od oltre da parte delle compagnie armatrici navali tutte, compresa la Tirrenia. Tutte, e sottolineo tutte, le compagnie hanno adottato la politica del cartello, accordandosi per alzare a dismisura ed in maniera ingiustificata i costi dei trasporti, causando un enorme danno alla nostra economia turistica: l’iniziativa della Regione è stata una reale manovra di contrasto ad un atteggiamento inaccettabile, che con le sole proteste e reclami non avrebbe mai sortito effetti, ma che invece con un intervento sul campo in tempi strettissimi creando delel line alternative a costi ridotti ha portato non pochi fastidi al cartello STRANGOLA-SARDEGNA, costringendoli a ridimensionare molte tariffe, a fare offerte ed a innervosirli assai, tant’è che hanno spudoratamente detto che NON VOGLIONO CONCORRENZA, cosi’ da poterci strangolare per bene con le tariffe che decidono loro e non il cosidetto “mercato” (vsto che han fatto cartello). Per quanto mi riguarda la Tirrenia puo’ anche andare in malora, è uno schifo d icompagnia, di sardi li non ce ne sono a lavorare ma son solo napoletani od in genere campani…. preferisco che vada avanti una iniziativa di flotta sarda, fatta bene, appena passata questa prima emergenza: perlomeno c’è stato un segnale contro il monopolio degli armatori uniti. Ma mi viene un dubbio: non è che questa Altra Voce sia foraggiata dagli stessi armatori che vogliono strangolare la Sardegna ???
Io ancora non riesco a capire come ancora si voglia far credere che con Saremar si risparmia.
Tratta Porto Torres Genova Porto Torres, periodo agosto, tre persone con auto al seguito e due cabine interne, Moby € 620,00 Saremar € 750,00.
Dov’è il risparmio per noi Sardi?
Naturalmente i preventivi sono a parità di condizioni.
Comunque lo scandalo vero è l’aumento spropositato delle tariffe.
All’autore del primo commento:
E’ evidente che non hai colto correttamente il senso dell’articolo oppure le solite considerazioni dense di retorica, proprie di chi ha accolto benevolmente questa buffonata, ti hanno impedito di farlo con la giusta attenzione.
Nel pezzo, l’indice è puntato sulla propaganda che questa giunta regionale, immobile fino a ieri su molte strampalate iniziative del governo centrale in merito alla questione e non, si sta facendo coi nostri soldi. Questa pezzetta calda della presunta “Flotta sarda”, anche secondo il mio parere non servirà a nulla, se non far proferire inutili proclami sul presunto orgoglio sardo sbandierato a suon di fanfare della Brigata Sassari o accuse di essere “al soldo del nemico”, nel caso la si pensi diversamente (a proposito, quanto ti ha pagato la Regione per esprimere il tuo commento contrario a questo articolo?).
Un gruppo di sciagurati (tanto per non calcare la mano con i dispregiativi) imprenditori ha deciso di triplicare le tariffe. Cosa c’è di meglio che strumentalizzare la cosa cavalcando l’onda dell’orgoglio? Tanto, la stagione turistica è bello che fottuta; chiedi un po’ agli operatori del settore (sempre che non pensi che pure loro siano al soldo degli armatori). Bisognava chiudere le stalle prima che scappassero i buoi, altroché!
Invece questa giunta regionale, che non ha mai brillato in lungimiranza e reattività, e pressoché appiattita sotto le direttive di Roma, una volta esaurita l’onda del referendum contro il nucleare, cavalcato dal solerte Ugo finché ha potuto, ha trovato un altro valido veicolo di facile pubblicità, con un paio di adesivi dei quattro mori e un due nomi evocativi da appiccicare sulle fiancate delle navi.
Cosa credi che in quarant’anni che viaggio sulle navi Tirrenia, non abbia mai avuto la tentazione di togliere il tappo a qualcuna di queste e farla affondare in mezzo al Tirreno?
Tuttavia, mi sfugge il motivo per il quale dovrei credere che dei marittimi sardi, siano meglio di quelli napoletani, siciliani, abruzzesi o molisani. Io guardo i risultati e di maleducati. credimi, ne ho trovato di appartenenti a tutte le regioni d’Italia.
Ma noi continuiamo riempirci la bocca con frasi tipo: “QUATTRO MORI , I SARDI QUI, I SARDI LA’”, quando a malapena noi del campidano ci sopportiamo con quelli che stanno un po’ più su di Bonorva.
Ah, ho dimenticato di premettere che coi fatti e le critiche ho sempre dimostrato di NON essere un fan di Cappellacci e tantomeno del centro destra e, se mi permetti, sto continuando a farlo.
E’ la prima volta che rispondo a un commento perché credo che ciascuno possa e debba esprimersi come faccio io senza controrepliche obbligate di chi si prende sempre l’ultima parola. Stavolta rispondo (magari ci prendo gusto) perché sono stato smascherato. Mi finanziano gli armatori-strangolatori, ho sempre preso soldi dai nemici dei sardi. Magari qualcuno ricorda che qualche decennio fa sull’Unione Sarda sono stato il primo e a lungo l’unico (continuando per trent’anni) ad aver massacrato con un’inchiesta la Tirrenia: ribattezzata Compagnia Borbonica delle Indie Sarde. Da allora mi sono venduto ma sono riuscito a far sì che nessuno lo sospetti. Anzi, se l’interlocutore può intervenire, consigli agli armatori di foraggiarmi. Magari riuscirò a raddoppiare gli incassi attuali. Sono praticamente rovinato perché ormai, causa la pessima fama di sporco onesto, nessuno tenta più di corrompermi: proprio ora che potrei accettare. Sono comunque pronto a dividere le mazzette che riscuoto da Tirrenia&company col mio interlocutore: mi giri le sue coordinate bancarie.
Nel merito, non ho detto che l’iniziativa sia da buttare: anche se mi pare balzana e potenzialmente controproduttiva, come mi pare stia accadendo. E’ semplicemente infame che Cappellacci squalifichi tutto per farsi pubblicità (l’unica cosa che gli interessa e nella quale si produce attivamente) con i soldi nostri. Come i manifesti 6×3 diffusi in tutta la Sardegna e le paginate sui quotidiani sardi. E’ stato muto e fermo per oltre due anni, non ha fatto la metà di niente quando si poteva davvero acquisire con privati neutrali la Tirrenia. Era davvero cosa nostra perché ha campato quasi totalmente sulle rotte sarde. Anche se l’obbiettivo poteva essere positivo e sostenibile, la strumentalizzazione ad personam e il trombonismo trionfalistico sulla “flotta”(mancano solo le scialuppe di salvataggio) rende tutto non credibile. Soprattutto un presidente che si è autodefinito “babbeo” per fingere di non essere stato a culo e mutanda con Flavio Carboni che conosceva benissimo. Sono tra i pochi in Sardegna ad aver rifiutato, benché richiestone più volte, di incontrarlo quand’ero alla Nuova Sardegna e Carboni il secondo azionista. Per i sardi, finora Cappellacci, trattato da maggiordomo che non replica al padrone, è stato in pochi anni peggio della peggior Tirrenia che peraltro mi ha querelato tre volte e altrettante si è poi tirata indietro.
A Giorgio (non Melis) vorrei far notare che proprio oggi Mauro Pili al TG di RAI Regione ha ammesso che effettivamente la stagione turistica è ormai compromessa con una calo dei passeggeri via nave pari al 30%; io ci aggiungerei anche il meno 30% nel traffico merci, con gli autotrasportatori ridotti allo stremo delle forze che manifestano al porto di Olbia, guarda caso, proprio contro Saremar.
Pili se ne accorge solo ora; attendiamo che lo seguano a ruota anche Cappellacci, Solinas e Crisponi (il quale, imperterrito, continua a parlare di sonora sberla agli armatori privati).
Già da fine 2010 si assisteva alla crescita esponenziale delle tariffe delle compagnie private, tra il silenzio totale della regione; poi il governo ha autorizzato l’aumento delle tariffe anche sulla Tirrenia … e Cappellacci sempre zitto.
Improvvisamente, in piena campagna elettorale per le amministrative di Maggio 2011, Ugo & C si accorgono del caro traghetti e annunciano platealmente una “flotta sarda” che “dovrà essere all’altezza dei concorrenti” (quindi, decine di navi da 2500 passeggeri ciascuna, capacità di trasporto auto e TIR); infatti, arrivano due bagnarole da 800 posti ciascuna che non possono imbarcare neppure i TIR. La “Flotta di Capitan Trinchetto” copre a mala pena l’1% del traffico passeggeri e quindi risulta essere totalmente ininfluente; in compenso, questa iniziativa dilettantistica produce un caos totale scatenando le proteste di autotrasportatori, passeggeri, compagnie di navigazione, operatori turistici, agenzie di viaggio.
A questo punto rimane un interrogativo: quali interessi si nascondono dietro la flotta sarda?
Come è possibile che si sperperino soldi pubblici in una iniziativa che, per bocca persino di Mauro Pili, si è rivelata totalmente inutile?
Forse, la risposta arriva dalla nuova farsesca trovata di Cappellacci: la flotta aerea sarda!
Una marea di soldi pubblici elargiti all’Aga Khan per avere le bandierine con i 4 mori sugli aerei di una compagnia sull’orlo del fallimento.
Il sospetto è che anche i soldi pubblici per la flotta Saremar stiano piovendo nelle tasche di qualche “amico”. In effetti, l’aspetto beffardo è che la “flotta sarda” è tutto fuorché sarda; gli armatori non sono sardi, il call center non è sardo e il catering sulle navi è in mano ad una ditta siciliana.
Rispondi!
Cerca nel sito
Links
La voce.info
Regione Sardegna
Il manifesto sardo
CUEC
Il Maestrale
Sardegne.com
Paradisola
Articolo 21
Categorie
Visite
Valutazione
Novola di Tag
Articoli recenti
I più commentati
I più visti