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Cappellacci, dove vai? Porto pesci. Carboni, Verdini, Farris: non pervenuti. E qui la mafia non esiste: nemmeno io

di Giorgio Melis
11 giu 2010 | 14.034 views
Cappellacci, dove vai? “Porto pesci”.
Cosa hai fatto”? “Non capisco la domanda”.
Ma se eri con Flavio Carboni e Denis Verdini, hai nominato Farris e Piga, sei indagato con loro. Perché, per fare cosa? “Se c’ero voltavo le spalle, avevo occhi e orecchie coperti. Parlo solo col mio avvocato, Berlusconi, Dell’Utri, Verdini e Flavio Carboni. Col Consiglio neanche sotto tortura”.
Ma anche la maggioranza ti chiede di dimettere Farris, che hai nominato per volontà di Carboni e Verdini. “Richiesta non pervenuta, non ho sentito”.
Una sintesi immaginaria ma assolutamente corrispondente all’assordante silenzio-dissenso pieno di parole estranee di Ugo Cappellacci davanti al Consiglio regionale. Processo politico? E quando mai. L’imputato c’era fisicamente ma ignorava il suo ruolo e soprattutto le domade politiche. Come nella pubblicità delle protesi acustiche: sento le voci, non capisco le parole. Ovvero si è dato ed ha usato la formula che sentiamo nei processi americani: “Mi avvalgo della facolta di non rispondere”, evocando il diritto costituzionale a non autoincriminarsi parlando (in questo caso politicamente).
Una sceneggiata come mai se ne sono viste in decenni di assemblea. Non si è riusciti a strappare una parola, una virgola, un nome. L’inchiesta sull’eolico continua. Ora risultano molto sospetti anche le finalità e il finanziamento di 50 mila euro dati dal presidente della Regione all’oscuro convegno sul federalismo fiscale al Forte Village. Tra i promotori, il celebre giurista e costituzionalista Flavio Carboni: sul quale allora pendeva una richiesta di ergastolo. Tra i relatori anche Cappellacci. Assenti, assolutamente non per caso, i magistrati della Procura di Cagliari.
Ma su tutto questo e sul resto, il presidente non ha speso una sola parola in aula. Allucinante. Mario Bruno gli ha chiesto le dimissioni contestandogli la subalternità totale ai poteri romani e i rapporti di sudditanza con i compari Carboni e Verdini, che hanno dettato la scelta di Farris e Piga. Gianvanvalerio Sanna gli ha contestato di aver mentito in aula e ai sardi negando ogni interferenza esterna sulla scelta di Farris, smentito dallo stesso Flavio Carboni  Il presidente si è finora limitato a dire, ma solo ai giornali, che non poteva dire di no a Verdini. Renato Soru in toni serrati ma non inquisitori ha lanciato un grido d’allarme contro l’omertosità davanti all’espandersi dell’economia mafiosa, sul pericolo che incombe sulla Sardegna, sulla necessità di una mobilitazione generale.
Ora possiamo stare tranquilli. Cappellacci ha replicato che “la Sardegna è assolutamente e geneticamente aliena a qualsiasi tipo di ragionamento che possa avvicinarsi a infiltrazioni mafiose”. Beppe Pisanu, presidente dell’Antimafia dice che Cosa nostra non si sta i nfiltrando ma è già operativa in Sardegna. Pochi mesi fa si è scoperto che la ‘ndrangheta calabrese e non solo impazza in Gallura. Già agli inizi degli anni ottanta il giudice Federico Imposimato (al quale la camorra uccise poi il fratello per vendetta) indagava a Olbia, sulla scia di operazioni immobiliari di Pippo Calò, cassiere della mafia, la banda della maglia e nei dintorni Flavio Carboni e Romano Comincioli, general manager e compagno di scuola di Berlusconi e poi per 15 anni dominus di Forza Italia in Sardegna. Ma cosa poteva saperne, Cappellacci, che appare un alieno farlocco? E’ distratto o sfortunato. Come quando, da revisore dell’Arst, non si era accordo che il Tfr dei mille dipendenti veniva affidato e investito illegalmente da Gabriella Ranno: indagato e prosciolto. Non si era accorto, mentre firmava i mandati regionali per la società-fantasma (Cisi) di Giuliano Guida poi arrestato e condannato, che era tutto un imbroglio col saccheggio di soldi regionali. Non si è invece mai distratto dal 2004 al 2010 su un punto: l’acquisto dei palazzoni di Sergio Zuncheddu e della Tepor per 200 milioni di eruo. Ci ha provato sei anni fa, gli è andata buca perchè Soru ha cassato la delibera. Ci ha riprovato pochi mesi fa, l’ha fatta riapprovare in Giunta: stavolta bocciata perché si è scandalizzato perfino gran parte del Consiglio.Quando si applica, il figlioccio di Papi non è affatto distratto, ricorda tutto, non perde una battuta: anche se non tutte le ciambelle gli riescono col buco.
Comunque  il verdetto che conta è stato emesso ed è  definitivo. In Sardegna la mafia non esiste e non esisterà mai: come Cappellacci. La sua parola fa testo. Ipse dixit e Beppe Pisanu vada a scopare il mare con le sue dichiarazioni infondate, disfattiste, sostanzialmente anti-sarde. Ma allora, perché il presidente e la maggioranza hanno rigettato la richiesta del centrosinistra di chiedere un’audizione alla Commissione Antimafia, per avere notizie ufficiali in sede istituzionale? Meglio non sapere: la politica dello struzzo è più sicura.
L’innata, incrollabile riservatezza ha impedito a Cappellacci di fare un solo accenno, in chiave politica non certo giudiziaria che nessuno poteva pretendere, sul suo ruolo istituzionale nell’inchiesta che dilaga nell’informazione nazionale. Una sola, generica replica – dopo il diversivo di una sbrodolatura infinita, da seminario sulla green economy – sull’azione immacolata e intemerata della Giunta. «Su questo lavoro sono state proiettate delle ombre. Sono comportamenti che non mi sono mai appartenuti, non mi appartengono né mai mi apparterranno. Sono pronto a rendere conto di ogni singolo giorno della mia attività di presidente: mai e poi mai, persone od eventi esterni hanno potuto distrarre la mia azione dalla ricerca del bene comune. Lo testimoniano i fatti concreti, gli unici che dimostrano la verità». Non si è messo la mano sul cuore, Cappellacci, mentre opponeva queste parole ispirate alle domande che in Consiglio e fuori, in Sardegna e nel resto d’Italia tanti pongono.Il resto è un silenzio assoluto, imbarazzante, grottesco: e sospetto.
Cappellacci non ha degnato di risposta il capogrppo del suo partito, Mario Diana, che già da due settimame ha chiesto le dimissioni del misterioso (per il ruolo) e intoccabile Ignazio Farris. Passi che non tenga in alcun conto l’analoga richiesta, di spiegazioni e dimissioni per Farris, che gli è stata fatta dalle opposizioni. Ma il presidente ha anche ignorato l’identica richiesta fatta con un’interpellanza dall’Udc di Giorgio Oppi (secondo partito della coalizione), perfino dal dinoccolato Cuccureddu da Castelsardo e più o meno implicitamente dagli insoddisfatti sardisti di Giacomo Sanna (ancora rintronato dall’umiliazione elettorale a Sassari, sua città: dove lo conoscono bene anche come ex presidente della Provincia e lo hanno servito di barba e capelli, a zero).
Cappellacci ha dichiarato in interviste ai quotidiani di aver nominato (senza dire perchè e per cosa) Farris e Piga non potendo dire di no a uno dei leader del suo partito, ma in realtà obbedendo ai voleri di Carboni: con cui aveva intense frequentazione a tre o quattro. Bene, neanche quello che aveva detto ai giornali è stato portato all’attenzione del Consiglio: trattato a pesci in faccia perché alla maggioranza così va bene. Farris da dimettere, come sollecita quasi tutto il centrodestra? Neanche un accenno sul perché rimanga dov’è e sull’eventuale intenzione di sospenderlo cautelativamente come sollecitato per primo da Diana. In altre circostanze si sarebbe parlato di disprezzo del Consiglio, che peraltro in gran parte se lo merita tutto e non da oggi. Ma non da un corpacciuto homunculus arrogante e reticente, che ostenta finta sicurezza perché rischia di trovarsi all’angolo.
Il dato più squallido è che la maggioranza accetta tutto per due o tre ragioni, anche umilianti. Primo, se Cappellacci avesse provato a spiegare i suoi rapporti con esponenti della “cricca” e con Carboni in particolare, si sarebbe facilmente finiti sul tetto; a rischio di sfasciare il forno. In attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta, e sempre che non siano rovinosi per la sua sopravvivenza politica, al presidente viene data corda per lucrare tutto quel che è possibile. E’ debolissimo, non durerebbe un giorno se il dissenso dei suoi dovesse essere ufficializato (non accadrà perché ci sarebbe lo scioglimento del Consiglio). Dunque è il momento migliore – condizionandolo in ogni modo – per imporgli i prezzi di potere e la condivisione degli atti assunti. Dai quali sono stati esclusi – formali accuse di alcuni partiti – diverse forze poltiiche ed esponenti: altro che Soru uomo solo al comando. Oltreutto con risultati così disastrosi e rovinosi nella sudditanza umiliante a Roma da consentire ora gli alleati di metterlo alle corde. Possono imporre all’anatra azzoppata ciò che finora aveva negato sentendosi forte dell’appoggio romano:  nel dissenso clamoroso dei sardi, certificato nel voto alle provinciali in cui il Pdl ha perso il 52 per cento dei voti ottenuti alle regionali.
Insomma, una squallida vicenda politico-consiliare. Dominata esclusivamente dal calcolo di sopravvivenza e di potere che il centrodestra ha praticato: lasciandosi ridicolizzare consapevolmente dal presidente più mai “fantoccio” non solo di Berlusconi (neanche una telefonata per informarlo dello scippo del G8) ma anche dei Verdini, Carboni, Dell’Utri e chissà quanti altri. Ridicolizzato anche il Consiglio in questa sceneggiata a bocca chiusa. Ma si è spesso evocata la “politica alta”. Alta? Ma se è sommersa nei fondali più melmosi mai visti, incalzata da inchieste giudiziarie come mai era accaduto in passato a legislatura appena iniziata. Peggio di quella delle Giunte Floris-Pili-Masala il cui marciume, con processi ancora in corso e condanne a raffica, era emerso dopo la cacciata del centrodestra dalla Regione. E’ tornato e pare ben intenzionato a superarsi.
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10 commenti »

  • anna dice:

    Finalmente siete tornati!!!!!
    Grazie.
    Spero che i Sardi domenica e lunedì diano un messaggio, anche se piccolo, a questa destra che ci stà massacrando.

  • Emily N. dice:

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  • maria dice:

    Bentornati! Grazie e …in bocca al lupo. Io vi seguirò come ho sempre fatto.

  • mario dice:

    Felicissimo di poterVi leggere nuovamente.
    Grazie!!!!!

  • Giulio Angioni dice:

    Ben tornato, Giorgio!

  • luca dice:

    finalmente una boccata d’ossigeno!!

    in una nazione e regione in cui i “giornalisti” si definiscono tali perchè sono iscritti all’ordine..(di cosa?!),in cui anche l’ultimo cronista del l’ultimo giornaletto locale ha il “potere” di alterare i fatti ad uso e consumo del signorotto di turno..o del proprio..
    vedo con autentico sollievo ancora qualche giornalista che fa il proprio dovere con senso civile ed etico!!
    si sono spreccate milioni di parole..ma i fatti in ogni caso non possono essere cambiati da i pennivendoli…

    grazie a voi e a tutti quelli che ancora lavorano e vivono con una decente quantità di etica e di senso estetico.

  • Claudio dice:

    Ciao Anna..come vedi i SARDI un messaggio domenica e lunedi l’hanno inviato. Il fantoccio..per ordini superiori..dirà che non ne capisce il significato.

  • Sandro dice:

    Bravi bravi !!!! bentornati

  • Etelvira dice:

    Mi è piaciuto molto il tuo sito , amo le notizie piace questo sito che la gente ha votato per la squadra di persone per scegliere il twitter più grande squadra e competere per i premi http://www.twitorcida.com.br

  • www.altravoce.net dice:

    Www altravoce.. Super :)

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