Le notizie logorano chi non le vuole: silenzio tombale e omissioni. Unione Sarda a rimorchio sul piano sanitario “sabaudo”. Impagabile De Francisci: “Non siamo abituati a copiare”. Mauro Pili e Liori: confermiamo
di Giorgio Melis
Le notizie disturbano e logorano chi non le vuole pubblicare. L’Unione Sarda è un caso mondiale di omissioni volute, selettive. Silenziotombale su Gabriele Asunis, nominato a capo della programmazione regionale unitaria benché indagato con Ugo Cappellacci e con la cricca dello scandalo eolico. Asunis era e resta uno dei migliori referenti di Flavio Carboni. Stava rifacendo il piano paesaggistico da assessore all’urbanistica: forse con i consigli dell’amico Flavio. Ma poi è stato dimesso: con gran dispetto degli amici cementificatori e palazzinari.
Si aspettavano grandi cose da lui. Ma si può mettere in piazza, benché sotto inchiesta, l’uomo che dal 2008, direttore dei servizi in Regione nominato da Soru, trafficava e tramava con Flavio Carboni e Cappellacci alle spalle e contro il suo presidente per il Pdl? Un preclaro esempio di benemerita lealtà. Onore a lui. Dallo Zunk-group, per lui solo applausi: o silenzio tombale quando serve.
Ma L’Unione riesce a respingere anche ghiotte notizie che le vengono tirate addosso. Le ignora mentre finiscono su tutti gli altri organi di informazione, blog e radio-tv locali. Roberto Capelli, ex assessore alla sanità, sputtana il successore Antonello Liori: piano sanitario copiato dal Piemonte, con tanto di documenti allegati. Distribuiti urbi et orbi: si presume anche a Terrapieno, ma qui forse non pervenuti, comunque ignorati. La notizia è clamorosa. Un bis, incredibile recidiva dell’exploit di Mauro Pili nel 2000: con la Sardegna-alpina, undici province e il resto fotocopiato dal lombardo Formigoni per la gioia dell’informazione nazionale. Ora il bis attribuito a Liori, rilanciato dall’intera informazione. Tranne L’Unione, che riprende la notizia il giorno dopo: soprattutto per consentire a Liori di provare a ridimensionare le accuse. E’ la stampa, bellezza: asservita.
Basta così. Perché non c’è solo da piangere: anche da sganasciarsi. Una ex di Videolina, Simona De Francisci, è scivolata sulle bucce dell’uva su cui sdottorava assieme a una volpe su tv-Zunk. Proclama d’essere contrarissima (e ti credo…) – mentre la maggioranza e la disastrata Giunta Cappellacci si sgretolano – a elezioni anticipate. “Lo ha fatto il centrosinistra. Noi non siamo abituati a copiare”. Magistrale per tempestiva attualità. Subito interpellati, Mauro Pili e Antonello Liori, confermano con perentoria intransigenza. Copia&incolla noi? Tutto: ma non il voto anticipato. Non possiamo copiare Renato Soru, l’unico ad aver provocato lo scioglimento anticipato del Consiglio per un voto contrario: ci sono altri due anni di appannaggi d’oro da riscuotere. Il centrodestra può al massimo copiare Cappellacci. Imbullonato alla poltrona benché incalzato da inchieste pesanti, sommerso da un diluvio di voti contrari, senza più maggioranza, sbeffeggiato da tutti ma inamovibile. Un resistente. Irriducibile. Lui sì, che va copiato: parola di Simona volpe&uva , margianedda eletta per listino ricevuto.











la cosa più grave? il silenzio imbarazzante, dei servi sardi.Io, dal 2009 sono apolide.Non riesco a riconioscermi più in questa selva di MINCHIONI
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