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Carramba, che Regione: l’Arma fa gli straordinari. Ora tremate: Asuni indagato prepara il Piano paesaggistico: consulente Flavio Carboni?

di Giorgio Melis
9 giu 2010 | 1.587 views
Non è una bella vigilia per Ugo Cappellacci, atteso dal confronto finora scansato in Consiglio. Dovrà (lo farà?) dare spiegazioni più appaganti sul suo ruolo nella vicenda sfociata nell’inchiesta giudiziaria sull’eolico, che lo vede indagato con Denis Verdini e Flavio Carboni. Dovrà sbavagliarsi, il presidente, e provare a chiarire gli atti politici e di governo che lo hanno trascinato nell’inchiesta. Non l’avrà riempito di felicità la nuova visita dei carabinieri costretti agli straordinari fra perquisizioni e sequestri di atti alla Regione. Anche questa faccenda del finanziamento (50 mila euro regionali) del convegno di Pula sul federalismo fiscale aumenta i dubbi. Se risultasse accertato che ne sia stato protagonista Flavio Carboni e che nel resort di Santa Margherita di Pula si sia parlato dell’eolico in Sardegna, beh il sequestro delle carte in Regione potrebbe diventare un tassello molto imbarazzante.
Anche perché dallo scenario sardo arrivano notizie sempre più allarmanti. Come l’ulteriore diminuzione dei consumi elettrici, scesi del 7 per cento mentre quelli nazionali aumentavano del 2,2 per cento. Tutti gli indicatori socio-economici sono peggiorati drasticamente e purtroppo il trend negativo sembra destinato ad aggravarsi. Ma in Regione c’è chi lavora con indefessa applicazione alla materia preferita, nonostante qualche preoccupazione. E’ il caso di Gabriele Asunis, assessore all’urbanistica. Anche lui pare indagato nell’inchiesta che coinvolge il presidente: ma ancora non si è capito a quale titolo, per quale filone. Ma dev’essere tranquillo se ha annunciato che entro il 2012 avrà completato la stesura del nuovo Piano paesaggistico in sostituzione di quello aborrito voluto da Soru. Da buttare, benché ancora indicato come un modello da studiosi ed esperti: da ultimo Mario Tozzi, il geologo-ambientalista più gradito e gradevole sulla scena televisiva e nei giornali. Per Asunis è tutto da rifare. Ma c’è da tremare se si fa memoria sul suo cosiddetto strombazzato piano-casa: uno dei flop più gridati e penosi della Giunta Cappellacci.
C’è da temere che coerentemente anche il nuovo piano sarà soprattutto finalizzato a favorire l’edificazione senza limiti in Sardegna. Nei giorni scorsi l’Istat ha documentato che in Italia la vendita delle case è diminuita del 10 per cento.A chi venderne di nuove? Il mercato immobiliare non batte un chiodo e per questo si teme l’assalto di capitali illegali o criminali, usando l’investimento nel mattone per riciclare e ripulire denaro sporco. Di secondo case, più o meno abusive e soprattutto in nero, ce ne sono talmente tante in Sardegna da far temere che un ulteriore sovraccarico di cemento e mattoni faccia sprofondare l’Isola nel Tirreno.
Cosa aspettarsi? Speriamo bene ma temendo il peggio. Per tante ragioni che riguardano anche il recente passato di Asunis. Intanto, era stato lui a nel 2002 a sponsorizzare con insistenza, infine forzando le resistenze di Mauro Pili presidente, quel tal Lucio Pani nominato responsabile del cruciale Ufficio paesaggio. L’architetto Pani è stato condannato a parecchi anni di carcere per aver fatto commercio scandaloso e illecito dei poteri derivanti dall’incarico a beneficio di tanti noti personaggi e anche di se stesso e della propria famiglia. Certamente Asunis si sarà pentito di averlo quasi imposto al riluttante Pili, visti gli esiti. Dev’essersi anche pentito dei giudizi largamente positivi dati a suo tempo sul Ppr di Renato Soru, ora trasformati in guerra totale. Forse Asunis si sarà pentito e risentito perché era stato lo stesso Soru – fra molte resistenze di alcuni assessori – a ripescarlo da un incarico minore e nominarlo direttore generale dell’assessorato all’urbanistica.
Ma non è finita qui. Asunis è promosso da Soru, ne elogia il Ppr ma lo ricambia con un astio e con mosse ostili incompatibili, un poco squallide, in un alto dirigente della Regione che trama politicamente contro il proprio presidente. Dalla parte dell’opposizione mentre è uno dei massimi responsabili dell’attuazione dei programmi della maggioranza di centrosinistra. Nell’autunno del 2008, le intercettazione segnalano Gabriele Asunis che chiede un colloquio all’editore Carlo Caracciolo per sollecitarlo riservatamente ad intervenire perché “La Nuova Sardegna” scelga un linea più favorevole al centrodestra. Com’è arrivato Asunis da Caracciolo? Elementare. Tramite Flavio Carboni, che negli anni ottanta era titolare della minoranza azionaria del quotidiano sassarese e ha sempre mantenuto rapporti cordiali col faccendiere di Torralba.
Il fatto rivela due cose. Asunis tramava politicamente contro Soru e a favore della destra mentre era un manager primario dello stesso presidente: fulgido esempio di trasparenza e lealtà. Secondo, che Carboni era coinvolto nella politica del centrodestra sardo (o di qualche sua parte) ben prima delle elezioni e ben prima di diventare lo sponsor dell’eolico con torbidi capitali in combutta con Verdini. Infine imponendo-ottenendo che Cappellacci nominasse all’Arpas questo Ignazio Farris che Carboni considerava indispensabile per portare avanti i suoi piani. Resta infine da chiedersi: quale era il rapporto tra Carboni e Asunis, da quando datava, era un legame casuale o nato in qualche camera di compensazione politico-affaristica, magari esoterica? Domande per ora senza risposta, se mai l’avranno. Ma fanno anche nascere un’idea. Asunis potrebbe nominare consulente per il nuovo Ppr proprio il buon amico Flavio Carboni. E’ del ramo, per le vecchie operazioni e speculazioni in grande stile in Costa Smeralda, all’ombra di entità inquietanti sulla quale hanno indagato carabinieri e magistrati antimafia. Con queste credenziali, Asunis potrebbe avere a portata di mano un consulente imperdibile: pure meglio di quel Lucio Pani sponsorizzato con tanta convinzione ed effetti deleteri anche sul piano penale.

Non è una bella vigilia per Ugo Cappellacci, atteso dal confronto finora scansato in Consiglio. Dovrà (lo farà?) dare spiegazioni più appaganti sul suo ruolo nella vicenda sfociata nell’inchiesta giudiziaria sull’eolico, che lo vede indagato con Denis Verdini e Flavio Carboni. Dovrà sbavagliarsi, il presidente, e provare a chiarire gli atti politici e di governo che lo hanno trascinato nell’inchiesta. Non l’avrà riempito di felicità la nuova visita dei carabinieri costretti agli straordinari fra perquisizioni e sequestri di atti alla Regione. Anche questa faccenda del finanziamento (50 mila euro regionali) del convegno di Pula sul federalismo fiscale aumenta i dubbi. Se risultasse accertato che ne sia stato protagonista Flavio Carboni e che nel resort di Santa Margherita di Pula si sia parlato dell’eolico in Sardegna, beh il sequestro delle carte in Regione potrebbe diventare un tassello molto imbarazzante.Anche perché dallo scenario sardo arrivano notizie sempre più allarmanti. Come l’ulteriore diminuzione dei consumi elettrici, scesi del 7 per cento mentre quelli nazionali aumentavano del 2,2 per cento. Tutti gli indicatori socio-economici sono peggiorati drasticamente e purtroppo il trend negativo sembra destinato ad aggravarsi. Ma in Regione c’è chi lavora con indefessa applicazione alla materia preferita, nonostante qualche preoccupazione. E’ il caso di Gabriele Asunis, assessore all’urbanistica. Anche lui pare indagato nell’inchiesta che coinvolge il presidente: ma ancora non si è capito a quale titolo, per quale filone. Ma dev’essere tranquillo se ha annunciato che entro il 2012 avrà completato la stesura del nuovo Piano paesaggistico in sostituzione di quello aborrito voluto da Soru. Da buttare, benché ancora indicato come un modello da studiosi ed esperti: da ultimo Mario Tozzi, il geologo-ambientalista più gradito e gradevole sulla scena televisiva e nei giornali. Per Asunis è tutto da rifare. Ma c’è da tremare se si fa memoria sul suo cosiddetto strombazzato piano-casa: uno dei flop più gridati e penosi della Giunta Cappellacci.C’è da temere che coerentemente anche il nuovo piano sarà soprattutto finalizzato a favorire l’edificazione senza limiti in Sardegna. Nei giorni scorsi l’Istat ha documentato che in Italia la vendita delle case è diminuita del 10 per cento.A chi venderne di nuove? Il mercato immobiliare non batte un chiodo e per questo si teme l’assalto di capitali illegali o criminali, usando l’investimento nel mattone per riciclare e ripulire denaro sporco. Di secondo case, più o meno abusive e soprattutto in nero, ce ne sono talmente tante in Sardegna da far temere che un ulteriore sovraccarico di cemento e mattoni faccia sprofondare l’Isola nel Tirreno. Cosa aspettarsi? Speriamo bene ma temendo il peggio. Per tante ragioni che riguardano anche il recente passato di Asunis. Intanto, era stato lui a nel 2002 a sponsorizzare con insistenza, infine forzando le resistenze di Mauro Pili presidente, quel tal Lucio Pani nominato responsabile del cruciale Ufficio paesaggio. L’architetto Pani è stato condannato a parecchi anni di carcere per aver fatto commercio scandaloso e illecito dei poteri derivanti dall’incarico a beneficio di tanti noti personaggi e anche di se stesso e della propria famiglia. Certamente Asunis si sarà pentito di averlo quasi imposto al riluttante Pili, visti gli esiti. Dev’essersi anche pentito dei giudizi largamente positivi dati a suo tempo sul Ppr di Renato Soru, ora trasformati in guerra totale. Forse Asunis si sarà pentito e risentito perché era stato lo stesso Soru – fra molte resistenze di alcuni assessori – a ripescarlo da un incarico minore e nominarlo direttore generale dell’assessorato all’urbanistica. Ma non è finita qui. Asunis è promosso da Soru, ne elogia il Ppr ma lo ricambia con un astio e con mosse ostili incompatibili, un poco squallide, in un alto dirigente della Regione che trama politicamente contro il proprio presidente. Dalla parte dell’opposizione mentre è uno dei massimi responsabili dell’attuazione dei programmi della maggioranza di centrosinistra. Nell’autunno del 2008, le intercettazione segnalano Gabriele Asunis che chiede un colloquio all’editore Carlo Caracciolo per sollecitarlo riservatamente ad intervenire perché “La Nuova Sardegna” scelga un linea più favorevole al centrodestra. Com’è arrivato Asunis da Caracciolo? Elementare. Tramite Flavio Carboni, che negli anni ottanta era titolare della minoranza azionaria del quotidiano sassarese e ha sempre mantenuto rapporti cordiali col faccendiere di Torralba. Il fatto rivela due cose. Asunis tramava politicamente contro Soru e a favore della destra mentre era un manager primario dello stesso presidente: fulgido esempio di trasparenza e lealtà. Secondo, che Carboni era coinvolto nella politica del centrodestra sardo (o di qualche sua parte) ben prima delle elezioni e ben prima di diventare lo sponsor dell’eolico con torbidi capitali in combutta con Verdini. Infine imponendo-ottenendo che Cappellacci nominasse all’Arpas questo Ignazio Farris che Carboni considerava indispensabile per portare avanti i suoi piani. Resta infine da chiedersi: quale era il rapporto tra Carboni e Asunis, da quando datava, era un legame casuale o nato in qualche camera di compensazione politico-affaristica, magari esoterica? Domande per ora senza risposta, se mai l’avranno. Ma fanno anche nascere un’idea. Asunis potrebbe nominare consulente per il nuovo Ppr proprio il buon amico Flavio Carboni. E’ del ramo, per le vecchie operazioni e speculazioni in grande stile in Costa Smeralda, all’ombra di entità inquietanti sulla quale hanno indagato carabinieri e magistrati antimafia. Con queste credenziali, Asunis potrebbe avere a portata di mano un consulente imperdibile: pure meglio di quel Lucio Pani sponsorizzato con tanta convinzione ed effetti deleteri anche sul piano penale.

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