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giovedì 11 giugno 2009

Risorse Por in infrastrutture e impianti
ma spicca anche il Master and Back
I ritardi? Su tutti, quelli delle zone intene

L'isola del presente e quella del futuro. Avrà pure un solo rappresentante a Strasburgo, ma “La Sardegna cresce con l'Europa”. È il titolo dell'iniziativa organizzata a Cagliari dal Centro regionale di Programmazione: dal quale emerge soprattutto che la Sardegna cresce grazie all'Europa. Occasione buona, il convegno, per presentare gli interventi da avviare con le risorse comunitarie 2007-2013 ma anche, e in particolare per illustrare i risultati del Por precedente, quello relativo al periodo 2000-2006: «Un'importante occasione di confronto tra coloro che gestiscono le risorse per lo sviluppo e i potenziali destinatari, un luogo in cui trovare risposte alle domande che riguardano la nuova programmazione regionale». Presenti l'assessore regionale della Programmazione, Giorgio La Spisa, e i rappresentanti della Commissione europea, Patrick Amblard, e del ministero dello Sviluppo economico, Sabina De Luca.

Appuntamento importante, però, soprattutto per la presenza del rappresentante dell'Istituto di studi e ricerche industriali (Isri), Mario D'Ambrosio, che ricopre anche il ruolo di valutatore indipendente del Por: è sua l'analisi sui risultati ottenuti in Sardegna. Emerge che circa il 70 per cento delle risorse assegnate all'isola è stato speso per investimenti in infrastrutture e in macchinari e impianti. La parte restante è stata utilizzata per le spese correnti, in gran parte per il personale della formazione professionale, della ricerca e della gestione degli interventi.

«Nel periodo di attuazione la spesa media annua del Por per investimenti», sottolinea D'Ambrosio, che è anche il curatore dell'analisi intermedia, «è stata di circa 330 milioni di euro e corrisponde al 20 per cento dell'analoga spesa media sostenuta dall'amministrazione regionale e al 5 per cento circa degli investimenti annualmente effettuati da tutti gli operatori economici, privati e pubblici, in Sardegna». Indice puntato anche su «alcune situazioni di ritardo» rispetto agli obiettivi prefissati: in evidenza «il persistere di condizioni di inadeguato sviluppo delle aree interne, l'ancora inadeguata destagionalizzazione dei flussi turistici, l'insufficiente azione messa in atto per contrastare la pesca a strascico, le insufficienti condizioni della gestione dei servizi per l'impiego e soprattutto la posizione d'arretratezza della Sardegna rispetto alle regioni italiane del centro-nord, per tutti gli indicatori della strategia di Lisbona, dalla ricerca scientifica all'innovazione tecnologica, dai brevetti depositati ai laureati in facoltà scientifiche».

Nelle oltre 110 pagine del volume su "Le risultanze della valutazione" vengono esaminate una per una le 53 misure del programma e si mettono in evidenza il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati e gli interventi più significativi. Tra quelli conclusi positivamente spicca il Master and Back ma anche il prestito d'onore alle donne; le risorse idriche le energie rinnovabili insieme alla gestione integrata dei rifiuti. Ma ci sono anche i teatri di Nuoro e Sinnai. Nella relazione sono stati anche evidenziato il contributo del partenariato socio-economico-istituzionale, «presente e attivamente partecipe nelle fasi principali della valutazione», e «le occasioni colte dall'amministrazione di intervenire a migliorare procedure e leggi regionali in relazione alle osservazioni del valutatore».

(red)

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