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giovedì 11 giugno 2009

Anche in Sardegna l'anti-Silvio è donna
consensi record per Francesca Barracciu
Ecco la cura ricostituente per il Pd sardo

di Cinzia Isola

Se delusione c'è, non traspare affatto. La mancata elezione sembra ampiamente ripagata dal successo personale. L'euro candidata Francesca Barracciu è comprensibilmente soddisfatta del risultato ottenuto. Come darle torto: ha racimolato quasi 117mila preferenze. E praticamente tutte in terra sarda. Un record: nessuno prima d'ora era riuscito nell'impresa di concentrare sul proprio nome un così vasto consenso. Molto onore, poca gloria. Neppure quella di essere inserita nel novero delle dame che hanno disarcionato il Cavaliere dal podio di candidato più votato.

Tutti pazzi per Debora Serracchiani, eppure anche Francesca Barracciu ha centrato l'obiettivo...

Il risultato ottenuto da alcune candidate è stato straordinario. Detto questo, il mio risultato è ancora più straordinario: ho “battuto” Silvio Berlusconi con 19mila preferenze in più. Debora Serracchiani con quasi 74mila voti, in Friuli, lo ha superato di circa diecimila voti. Un risultato straordinario quello complessivo, che gli ha riconosciuto oltre 144mila preferenze. Un risultato, tuttavia, ottenuto in un collegio molto più grande, che comprende il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino e l'Emilia Romagna. Io, in Sicilia, grazie all'impegno di una sarda, Giuliana Orrù, e di un gruppo di volontari, ho ricevuto solo 2mila voti.

L'equazione Sicilia- Sardegna e l'appello al votare donna al quadrato non ha funzionato?

La candidata siciliana del Pd Rita Borsellino ha ottenuto 30mila voti in Sardegna. Diciamo che è venuta a mietere consensi, ma non è stata altrettanto generosa. In questo senso, un po' di delusione c'è stata: l'accoglienza dei sardi non è stata ripagata allo stesso modo.

E il Partito democratico, poteva fare di più per agevolare la sua elezione, magari un patto con il Pd siciliano? Sarebbe stato utile, magari, sponsorizzare un candidato unico in Sardegna?

Per fare queste valutazioni bisognerebbe analizzare il voto nel dettaglio. Nel caso specifico se i voti di preferenza ottenuti da Bruno Dettori erano indirizzati anche a Francesca Barracciu. Il Partito democratico ha fatto una scelta ben precisa: non imbrogliare gli elettori. I candidati erano candidati veri: non si sarebbero fatti eleggere per poi dimettersi. È stata una scelta di onesta.

Nessun risentimento, quindi...

Assolutamente. L'unico risentimento è nei confronti di Berlusconi e della destra: loro hanno bocciato l'emendamento dei parlamentari sardi che prevedeva il riconoscimento di un collegio per la Sardegna.

Con una marea di voti non si vola a Strasburgo, ma ci si consola?

È stato un risultato inaspettato, mai raggiunto. Sono l'euro candidata più votata nella storia della Sardegna. Lo stesso commissario del Pd sardo, Achille Passoni, diceva “Tu sei una di quelle persone che può portare 70mila voti”...

E invece...

C'è stato un forte voto d'opinione. Nonostante il forte astensionismo che, rispetto alle europee può essere giustificato dal fatto che era diffusa la convinzione che tanto era inutile: nessun sardo poteva essere eletto nel Parlamento europeo.

Questo successo personale può riaprire la partita per una segreteria bis?

La segreteria non dipende da me, ma dalla volontà dei democratici e delle democratiche. In ogni caso, io resto disponibile.

I tempi sono maturi per la “strutturazione” del Partito democratico sardo?

Achille Passoni sta facendo un grande lavoro, ma spero che il suo lavoro termini presto. Che ci siano le primarie aperte agli iscritti e elettori per individuare i segretari provinciali e il segretario regionale. Si pensava già prima dell'estate o, al più tardi, dopo l'estate.

Come vede il futuro del Partito democratico?

Anche il risultato delle europee dimostra che c'è un consenso importante nei confronti del Pd. Bisogna accelerare il lavoro per il radicamento del partito ovunque. E io sono impegnata in questo. La mia forza assume valore per la linea del partito, incentrata sul rinnovamento. Un partito moderno, dove le tessere sono importanti ma non sono un muro verso la società civile. Occorre coinvolgere non solo gli iscritti, ma anche i simpatizzanti. Credo in un partito democratico strutturato ma che, contemporaneamente è luogo di militanza attiva per chi non si tessera.

Il voto europeo in Sardegna sembra galvanizzare il Pd e punire il Pdl

È un segnale preciso di dissenso maturato in soli tre mesi dalla giunta sarda Berlusconi-Cappellacci. I sardi hanno capito già le bugie, le promesse non mantenute, le inadeguatezze della giunta. I sardi stanno ribaltando la fiducia espressa alle regionali: c'è un segnale fortissimo di dissenso verso la giunta di destra. Le politiche messe in campo, spesso contro l'interesse dei sardi, sono condizionate e dettate dall'asservimento totale di Cappellacci nei confronti di Berlusconi.

È il momento di agire?

Il Pd deve accelerare il proprio radicamento e pensare ad una forte alleanza di centrosinistra: lavorare per confermarci al governo delle istituzioni dove governiamo e riprenderci quelle perse.

Una forte alleanza che parte dal Pd per arrivare dove?

Le alleanze vanno costruite sui programmi, con un patto sui programmi. In questo senso si può mettere in campo un ragionamento con le forze socialiste e della sinistra. Con l'Italia dei valori, certamente. E ragionare seriamente con l'Udc. Si tratta di un fronte tutto da esplorare, con determinazione. E comunque sia, bisogna tentare....

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