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martedì 09 giugno 2009

L'Isola mette le ali al Partito democratico
Il nord Sardegna punisce Governo e Pdl
Chimica e G8 frenano la corsa della destra

di Cinzia Isola

Il risultato elettorale della Sardegna per le Europee 2009 è in controtendenza per due rilevanti aspetti. Il primo è riconducibile senz'altro alla scarsissima affluenza, appena 40,93% degli aventi diritto si è recato alle urne. Il secondo è il risultato ottenuto dal Partito democratico nell'Isola: 35,60% rispetto al 26,13% ottenuto su scala nazionale. Uno scarto di quasi dieci punti percentuali. Vista la variabile astensione, tenuto conto dello scarso interesse dei cittadini sardi dimostrato per le elezioni europee, non va trascurato l'aspetto “clientelare”, praticamente inesistente in questo tipo di consultazione.

Insomma, qualsiasi tipo di analisi politica può risultare una palese forzatura ideologica. Peggio: può fomentare l'illusione che il centrosinistra, nelle sue molteplici sfumature, possa aver segnato il goal della riscossa. È del tutto evidente che, laddove le elezioni europee accompagnavano il voto per le amministrative, l'astensione non faceva registrare record negativi. E il centrodestra ha confermato un considerevole bacino di elettori fidelizzati. Il centrosinistra sembra poter contare su un voto europeo “disinteressato”, ma al momento di contare i voti in un'eventuale consultazione amministrativa i voti “interessati” del centrodestra potrebbero continuare ad essere la maggioranza.

In Sardegna il voto europeo può quindi solo marginalmente essere interpretato in chiave politica regionale. E questo può certamente essere analizzato, con le debite cautele, in quelle aree fortemente deluse dalla politica del governo nazionale. In quei territori che hanno subito il peso delle promesse elargite con generosità dal premier Berlusconi in campagna elettorale, ma ben presto dimenticate e tradite una volta raggiunta la vittoria.

Nella provincia di Carbonia Iglersias, ad esempio, il Pdl raggiunge il 34,8% dei consensi con un picco del 52,8% registrato a Calasetta, dove si votava anche per rinnovare l'amministrazione comunale. Il Pd si ferma al 32,9%, ma a Carbonia ottiene il 41,5%. Positivo il risultato di Sinistra e Libertà (4,5%) e di Rifondazione comunista e Pdci (4,8%). Conferma la crescita in Sardegna l'Italia dei valori che, nel sulcis raccoglie una media del 7,3% dei consensi. Bene anche L'Udc che raccoglie l'11,7% delle preferenze.

A Olbia Tempio, dove si è registrata l'affluenza più bassa (36,4 %) il Popolo delle libertà, nonostante l'astensione quindi, ottiene il 38,4% dei voti. Mentre il Partito democratico racimola il 28,5% dei consensi. Da registrare l'exploit dell'Italia dei valori che ottiene il 17,3% delle preferenze (complice la candidatura di Giommaria Uggias), con picco del 28,1% registrato a Olbia. Dove il Pdl mantiene il 38,3% delle preferenze e il Pd si ferma al 23%. A Tempio il Pd (35,1%) supera il Pdl (33,1%). Mentre a La Maddalena, dopo la delusione per lo scippo del G8, i risultato deludente è quello del Popolo delle libertà che raggiunge appena il 28,6% dei voti. Il Pd ottiene il 35,7% e l'Idv il 14,6%. Da non dimenticare l'astensionismo promosso da un gruppo di cittadini per protestare contro il trasferimento del summit a L'Aquila.

In provincia di Sassari il Partito democratico, dove la crisi della chimica attende soluzioni, “stacca” il Pdl di quasi dieci punti percentuali: finisce 40.3% a 31,9% . Con l'Italia dei valori che sfiora il 10%. L'unico testa a testa, intorno al 36%, tra Pdl e Pd si registra ad Alghero. A Porto Torres il Pd vola al 39,3% e il Pdl si ferma al 32,7%. Mentre a Sassari lo scarto tra i due partiti maggiori supera i 14 punti percentuali: 30,1% per il Pdl, 44,4% per il Pd.

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