mercoledì 28 gennaio 2009
Giovanni Floris chiama. Renato Soru risponde, Ugo Cappellacci no. Risultato: il faccia a faccia su Raitre, a “Ballarò”, tra i due principali candidati alla guida della Regione slitta a data da destinarsi. Per la ribalta sulla rete nazionale le puntate a disposizione, quelle prima del voto di metà febbraio, sono le prossime due. Ma il progetto sembra sfumare, per un motivo molto semplice: «Non credo che Cappellacci abbia voglia di fare alcun confronto», dice il presidente uscente. Dallo staff del candidato del centrodestra fanno sapere che «si lavora per trovare una data disponibile», visti gli impegni della campagna elettorale. Ma sembra che la trasmissione condotta dal giornalista di origini sarde non piaccia al premier Berlusconi: quindi, almeno per ora, nessuna diretta pre-voto.
La conferma arriva anche dal sito personale dello stesso Floris. Il conduttore risponde al post di un telespettatore che denuncia l'iper-presenzialismo di Berlusconi in Sardegna a sostegno del suo candidato, «in barba a qualunque ragionevole par condicio». E continua: «Calpesta l'intelligenza e la dignità di buona parte dei sardi. Se non ci aiuta Rai3 chi può farlo?». “Ballarò” ci ha pure provato, a leggere la replica del giornalista: «Abbiamo invitato Cappellacci e Soru per un confronto, ma Cappellacci (per ora) non lo vuole fare».
A frenare l'organizzazione del faccia a faccia sono proprio le regole sulla par condicio. Floris lo spiega in un intervento successivo, che ha la data di ieri: «Capisco gli elettori sardi, sia di Soru sia di Cappellacci: tutti vorrebbero vedere il confronto tra i due candidati», segno che le richieste dei telespettatori sono numerose, ma «non si può essere costretti a partecipare a una trasmissione e le regole sulla par condicio vanno rispettate». Cioè o tutti e due o nessuno: «Spero che alla fine tutti si convincano e si possa fare il confronto tv, ma la libera scelta rimane ai candidati stessi».
La disponibilità si Soru c'è sempre: «L'avevo data per la settimana scorsa e loro hanno preferito rinviare. Ho aderito anche per oggi (ieri, ndr), ma loro no». Le possibilità sono anche altre: «So che c'è stata anche una proposta dell'Assostampa per un confronto davanti al pubblico, magari in un cinema, con le telecamere e un giornalista per ogni testata locale: mi piacerebbe poterlo fare».
Ma la conclusione è quella iniziale: «Non credo che Cappellacci abbia voglia di fare alcun confronto. Evidentemente preferiscono i monologhi dai palchi pubblici, dove possono dire quello che vogliono: offendere, raccontare bugie, calunniare e diffamare sempre protetti dal lodo Alfano. Il confronto, invece, non gli si addice».
(mamu)
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari