martedì 27 Gennaio 2009
di Andrea Pusceddu
Chissà cos'avranno avuto mai da dirsi il presidente del consiglio con il vescovo di Tempio, e con quello di Cagliari.
É, quella di Mani e Sanguinetti, una chiesa tanto pavida ed untuosa con i potenti, quanto è poi categorica ed intransigente con i deboli, come le vicende di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro ci testimoniano con tutta la loro dolente assurdità. Una chiesa che da un lato riaccoglie a braccia aperte scissionisti, scomunicati e negazionisti, gente che in confronto Calderoli e Borghezio sono due hippie, e dall'altro nega perfino l'esistenza stessa di condizioni giudicate patologiche come l'omosessualità.
In ogni caso, sarebbe bello che qualcuno andasse a chiedere a Monsignor Mani ed al collega Sanguinetti che cosa pensano dell'affermazione del loro prestigioso ospite, il quale nel riconoscere con cristianissima umiltà di non avere la bacchetta magica nel risolvere pochi problemucci rimasti nel nostro paese, scherza con prurigine da seminarista represso sui soldati e sulle belle ragazze.
Tra l'altro, non si capisce bene cosa si propone per chi non è bella, non è ragazza, o addirittura ha la sventura di non appartenere a nessuna di queste due categorie dello spirito.
Che si fa con queste? Le si considera già protette da madre natura? Potrebbe essere una nuova prova a sostegno del disegno intelligente, la teoria antievoluzionistica che i soci di Mani e Sanguinetti vorrebbero contrapporre al Darwinismo, così relativista e contrario alle evidentissime radici cristiane dell'Universo.
L'altra ipotesi è quella che le ragazze brutte, ed a maggior ragione le vecchie, siano da considerarsi come obiettivi non sensibili. Le camionette dell'esercito le abbiamo viste a Trinità dei Monti e Piazza Duomo a farsi fotografare dagli obiettivi altrettanto sensibili dei turisti giapponesi. Non ce ne sono in via Schiavazzi, a Lorenteggio o Tor Vergata. Allo stesso modo, le belle ragazze le proteggiamo con l'esercito - quelle almeno alle quali non si riesce ad assegnare una scorta da ministro - le altre cristianamente si arrangino. Nel caso muoiano possono sempre aspirare ad una causa di beatificazione, l'unico processo cui il nostro Premier accondiscerebbe a sottoporsi.
Eppure, quando nel 2007 lo stupro di Giovanna Reggiani saltò in prima pagina a tutti i TG, la bacchetta magica di Harry Potter (maghetto inviso al pontefice per concorrenza sleale ed esercizio abusivo della professione miracolistica) sembrava ben salda nelle mani di Alemanno e del PDL. Ci ricordiamo anche l'ineffabile Presidente della Camera, aggirarsi per Guidonia col suo trench da pulotto anni 70, con la faccia scura (una volta tanto non per la melanina) di chi si rende conto per la prima volta dell'esistenza di una periferia degradata. La povera Giovanna Reggiani aveva 47 anni, difficile definirla una ragazza, sebbene da noi sia normale avere un premier settantaduenne agile e cicciotto come un Teletubbie.
La sua tragica storia venne sventolata con tempestiva ipocrisia da chi agitava - ed ancora agita - la bandiera dell'immigrato cattivo come causa di ogni male. L'effettiva sincerità del tutto è evidente, ora che a sedere al Campidoglio ci sono loro. Gli stupri sono diventati fisiologici, inevitabili, possono succedere ovunque, e tutt'al più la colpa è di un GIP che dà i domiciliari ad un reo confesso.
Sì, sarebbe interessante sapere cosa hanno da dirsi, i nostri prelati, con un personaggio che ha dichiaratamente subordinato la collaborazione del governo centrale con la nostra pia e devota isola all'ipotesi che quest'ultima decida di affidarsi al candidato di suo piacimento, quasi che i meccanismi istituzionali che regolano i rapporti tra le entità di uno stesso Stato siano comunque subordinati alle caldane del signorotto di turno. Un premier che ha marcato visita quando una alluvione ha trascinato via metà Capoterra, forse perchè temeva gli si chiedesse di camminare sulle acque, ed adesso ci comunica affettuoso che al Polo Chimico ci pensa lui. Se non è onnipotente poco ci manca.
Almeno sotto quest'aspetto, gli argomenti da toccare in curia non saranno mancati.
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